Lavorare a Ferragosto è obbligatorio?

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Ferragosto si avvicina. Per molti sarà un giorno di vacanza, per altri sarà lavorativo. Ci sono settori come il turismo e il commercio, dove essere presente nei giorni festivi è quasi d’obbligo, visto che l’alto flusso di clienti porta dei guadagni assicurati.

Ad oggi non ci sono leggi che vietano a negozi, ristoranti e bar di restare aperti nei giorni festivi (d’altronde bisogna pur tutelare le esigenze dei consumatori), tuttavia l’attuale normativa stabilisce che il dipendente non può essere obbligato a lavorare durante le festività.

Deve essere il lavoratore, infatti, a decidere se farlo nei giorni di festa come Ferragosto, dal momento che l’azienda non può obbligarlo. Per questo motivo se il dipendente non si presenta, nonostante la richiesta della propria azienda, non può essere punito con una sanzione disciplinare, né tantomeno con una decurtazione dello stipendio per il giorno non lavorato che dovrà essere regolarmente retribuito.

Per lo stesso motivo al dipendente che accetta di lavorare non onorando così la festività bisogna riconoscere una retribuzione maggiorata. L’incremento di stipendio dipende dal settore di impiego, visto che sono i singoli CCNL a stabilirlo. Ad esempio, il CCNL Commercio riconosce ai commessi che lavorano nei giorni di festa una maggiorazione del 30%, mentre i contratti collettivi del Turismo e degli Alimentaristi rispettivamente il 20% e il 50%.

Tuttavia c’è un caso in cui si è obbligati a lavorare in determinati giorni festivi. Nel contratto individuale che l’azienda fa firmare al dipendente può essere previsto l’obbligo come ribadito più volte dalla Corte di Cassazione. Firmando il contratto, infatti, il dipendente dà automaticamente il proprio consenso alla richiesta del datore di lavoro.

Per lo stesso motivo la Cassazione ha stabilito che l’obbligo di lavoro nei giorni festivi come Ferragosto non può essere incluso nei singoli CCNL.

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