Museo Mineralogico Campano e Istituto tecnico “G. B. Della Porta”, uniti nel segno della scienza.

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Eccellenze scientifiche vicane e partenopee a confronto nel nome di Giovan Battista Della Porta, filosofo, letterato, scienziato e alchimista del Rinascimento che divise la sua vita tra la cittadina equense e Napoli. Museo Mineralogico Campano e Istituto tecnico “Della Porta – Porzio” hanno dato vita a un’interessante mattinata di studi, in collaborazione con l’Ireda di Napoli, per presentare il volume “Dall’antico Istituto di Incoraggiamento all’Istituto tecnico G.B. Della Porta – Le collezioni scientifiche dalle origini ai giorni nostri”.

Il testo, curato da Nicola Maio, Paolo Crovato e Gianni Palumbo, raccoglie i lavori di un convegno tenutosi nel 2016 per presentare al pubblico i tesori nascosti, scientifici e letterari, contenuti in quello che fino al 1964 fu l’unico istituto tecnico partenopeo, nato subito dopo l’Unità d’Italia. Un evento, quello di stamattina tenutosi presso la Sala delle Colonne del Complesso Monumentale della SS. Trinità e Paradiso, per valorizzare la diffusione della cultura scientifica soprattutto presso i giovani e per creare sinergie tra i due enti che fanno della divulgazione scientifica la propria missione.

Un concetto ben espresso nell’intervento introduttivo da Barbara Rubertelli, presidente della Fondazione Discepolo, e successivamente ripreso anche dal direttore del Museo Mineralogico Campano, Umberto Celentano. «È un piacere conoscere curatori e rappresentanti di altre istituzioni museali e scolastiche con cui poter creare sinergie che si vanno ad affiancare ai rapporti che già intratteniamo con varie Università italiane e con le scuole del territorio tra cui il Liceo Scientifico “Gaetano Salvemini” di Sorrento. Crediamo molto nella formazione dei giovani: infatti ogni anno, i giovani liceali, nell’ambito dei progetti di alternanza scuola-lavoro sono eccellenti guide che illustrano, ottimamente, in inglese, le nostre collezioni museali ai premi Nobel che abbiamo il piacere di ospitare ogni anno per il Premio scientifico Capo d’Orlando, la cui prossima edizione sarà presentata a breve». A proposito di collezioni museali, nel corso della mattinata è stata presentata al pubblico la nuova vetrina del Museo Mineralogico Campano dedicata a “Le geometrie della natura”. In mostra esemplari di minerali dalle strutture molecolari naturalmente perfette riproducenti solidi geometrici. Un altro tassello che si va ad aggiungere alle collezioni mineralogiche esistenti e alle sezioni di paleontologia, gemmologia, antropologia e malacologia del museo vicano.

A salutare gli intervenuti anche il sindaco Andrea Buonocore che ha parlato di «momento di altissima cultura in un periodo attuale buio dove è fondamentale incoraggiare i giovani verso la scienza con quella stessa lungimiranza che portò secoli fa a fondare a Napoli un Istituto di Incoraggiamento». A seguire gli interventi di Francesca Riccardo, già dirigente dell’istituto partenopeo, e di Alessandra Guida, attuale dirigente scolastica della struttura, che hanno sottolineato l’importanza di far conoscere al territorio le migliaia di reperti della scuola. «Disponiamo di tre musei e una biblioteca – hanno affermato -, tesori che prima erano nell’ombra e che pian piano stanno emergendo grazie a un lavoro certosino e tanta professionalità. Il nostro scopo è dare la possibilità agli utenti di poterne fruire, anche se spesso non è semplice far convivere la scuola con i musei, due enti che devono rispettare normative spesso in contrasto». Prima di entrare nel dettaglio delle collezioni museali, Elio Abatino, direttore dell’Ireda, ha tracciato il profilo biografico di Giovan Battista Della Porta, eminente esperto rinascimentale di numerose materie sia letterarie che scientifiche. Quindi gli interventi dei professori Nicola Maio, Gioia Molisso e Vincenzo Strino che hanno illustrato nel dettaglio il patrimonio dell’Istituto “Della Porta”, che include al suo interno un museo di storia naturale, uno di fisica e un terzo di topografia oltre a una biblioteca storica. Di particolare rilevanza, gli oltre 730 reperti di vertebrati (anche rari o estinti), le quasi 20 mila conchiglie della collezione malacologica, le centinaia di strumenti scientifici di fine ‘700 e gli oltre 10 mila volumi della biblioteca storica, tra cui testi di grandissimo valore risalenti anche al 1500. Un patrimonio di enorme valenza, tale da ottenere l’inserimento, dal 2002, negli itinerari del “Maggio dei Monumenti”.

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