Venti del ’68 a Cinema, mon amour – tornano all’Academy Astra gli appuntamenti con il cinema proposti dalla Federico II con ingresso gratuito.

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Tornano i mercoledì e i giovedì di ‘Cinema Mon Amour’  al Cinema  Academy Astra. La rassegna, organizzata dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II e curata da Anna Masecchia, docente di Storia del Cinema dell’Ateneo federiciano, quest’anno sarà dedicata ad una riflessione sul ’68 in occasione dell’anniversario dei 50 anni, “Intorno al ’68: body politics, libertà e utopia”.

Sono passati cinquant’anni da quando i giovani si sono imposti in Occidente come soggetto politico. Un’onda di protesta si è levata in Europa e negli Stati Uniti e studenti, donne, gruppi etnici discriminati hanno alzato forte la loro voce per chiedere nuovi diritti. Il ’68 è stato preparato da eventi storici e passaggi socio-culturali che hanno attraversato le esperienze internazionali del Secondo Dopoguerra, una stagione di ricostruzioni, speranze e utopie che sono spesso cadute nel vuoto. Di qui l’innesco di una rivoluzione, la nascita di un movimento politico di massa che ha messo in discussione i capisaldi del mondo borghese, imponendo una riflessione sulla necessità di nuovi diritti civili, proponendo modelli utopistici di comunità alternative alla famiglia tradizionale e così via.

Il cinema ha intercettato questo movimento, prima e dopo il suo avvento, rappresentando la valenza politica della cultura, il bisogno di ridefinire i ruoli di genere e la posizione della donna nella società, le ingiustizie contro le minoranze. I film e gli ospiti di Cinema, mon amour, mercoledì e giovedì, offriranno l’occasione di ritornare su questi aspetti del ’68 e di creare una rete di discorsi che metteranno in relazione la ricerca di tanti docenti dell’Ateneo, gli studenti e la cittadinanza. Così, i classici del mercoledì sono legati a temi argomentati dai giovani in rivolta del ’68 – dalla necessità della conoscenza per essere liberi in Fahrenheit 451 di Truffaut (1966) alla crisi di una comunità civile da rifondare in Dogville di von Trier (2003) –, mentre i film dei giovedì ruoteranno attorno ai corpi degli attori che spesso si sono fatti “politics” nella storia del cinema e del nostro immaginario, tra modelli di mascolinità più o meno in dialogo con gli stereotipi e in crisi (il latin lover Mastroianni, i divi di Hollywood) a modelli di femminilità che incarnano le spinte contradditorie dei primi moti di emancipazione femminile e di una modernità sempre controversa (Lyda Borelli, Leda Gys).

Per i mercoledì, oltre ai docenti del Dipartimento di Studi Umanistici – Riccardo Di Biase, Antonio Saccone, Valeria Sperti – ci faranno da guida in questo percorso Clotilde Bertoni (Università di Palermo), Diego Del Pozzo docente presso l’Accademia di Belle Arti e critico di Il Mattino, Pier Luigi Razzano scrittore e critico di La Repubblica. I giovedì porteranno a Napoli Gian Luca Farinelli, Direttore della Cineteca di Bologna, Giulia Carluccio (Università degli Studi di Torino, Presidente della CUC), Alberto Scandola (Università degli Studi di Verona) e vedranno la collaborazione di personalità del mondo artistico e culturale napoletano come Mario Franco e Daniela Salernitano.

Per i “mercoledì dei classici”, ieri primo appuntamento, alle 14, con Fahrenheit 451, la pellicola francese del 1966 per la regia di François Truffaut soggetto che sarà introdotto da Valeria Sperti della Federico II.

Il cartellone dei “giovedì dell’Astra”, si inaugura OGGI giovedì 18 ottobre alle 19, con The Departed, 2006, di Martin Scorsese presentato in sala da Alberto Scandola dell’Università degli Studi di Verona. Introdurrà la manifestazione Arturo De Vivo, Prorettore della Federico II.

Il ciclo si inserisce nel ‘cartellone’ F2 Cultura 2018/2019, il programma d’iniziative culturali dell’Università Federico II, che si rivolge ai cittadini, alle scuole e alla comunità tutta. L’ingresso è libero, si accede fino ad esaurimento posti

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