Colloqui Metafisici, Maria Pia daidone espone all’Intra Moenia di Piazza Bellini da venerdì 19.

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Sarà inaugurata venerdì 19 ottobre 2018, alle ore 19, negli accoglienti spazi di “Intra Moenia” (Piazza Bellini,70, 80138 Napoli; 081 451652 ), l’interessante mostra, a cura di Maurizio Vitiello, “Colloqui Metafisici – Collages 1998/2018”, con opere dell’artista Maria Pia Daidone – nella bella immagine a corredo della fotografa Lucia Mugnolo –, con la collaborazione del Dipartimento Campania dell’Associazione Nazionale Sociologi.

Interventi di: Pino Cotarelli, Franco Lista, Antonio Sposito.

Sino a giovedì 27 ottobre 2018; orario: 10-02.

X2 – Locandina – MPD – Intra Moenia

 

Scheda della mostra/Scheda biografica di Maria Pia Daidone, a cura di Maurizio Vitiello.

L’esposizione “Colloqui Metafisici – Collages 1998/2018”, presenta un segmento di lavori degli ultimi venti anni di attività di Maria Pia Daidone, con all’attivo mostre in gallerie e in spazi di prestigio, nonché in centri pubblici e in sedi museali. L’artista, che ha utilizzato materiale cartaceo variegato, ha appuntato panorami visivi “altri”. Integrando immagini su immagini e ramificando tessere su tessere di storie e di eventi della nostra attualità, da riviste a dépliants, è riuscita a completare una socio-indagine ad ampio spettro, nonché a percorrere abbreviazioni fantastiche di vicende storico/mitiche.

 

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Maria Pia Daidone opera tra Londra, Napoli e Cantalupo nel Sannio (Is); è nata a Napoli e s’impegna nello studio di Piazza IV Giornate, 64  – 80128 Napoli (081.05.02.188 – 339.61.66.373). Ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte “Filippo Palizzi”; conclusa la maturità artistica, incomincia subito ad insegnare. Dopo alcuni anni di frequenza a scenografia ritorna, negli anni Novanta, all’Accademia di Belle Arti di Napoli, diretta da Gianni Pisani, e segue i corsi di pittura di Carmine Di Ruggiero. Si diploma nel 1996 con la tesi “L’idea del volo nella poetica visiva di Paul Klee” per la cattedra di Storia dell’Arte, tenuta da Aurora Spinosa. Si è sempre interessata di pittura, oltre a comporre plastici, sezioni minime di architettura e scenografie presepiali. Dall’ ’89 all’inizio del ’95, privilegiando valenze simboliche in una trattazione materica, ha sottolineato un’allegorica linea pittorica e dalla prima metà del ’95 ha maturato un registro informale rilasciando e siglando un concerto di emozioni. Lieviti e orizzonti, segni e miti, campiture di luce e sottili presenze ludiche hanno informato un’attendibile ricerca. Nel ’96 sintetizza una visibilità dei contrassegni e degli umori materici definendo la prima serie di “Cerchi Graffiti”. Effetti segnici, prodotti da graffi, mentre solchi, segmenti e tracciati cromatici determinano un dettato dinamico e il definito anello visivo è corroso e striato. Quest’indagine è stata proseguita, con il conforto e il consenso critico, e ha evidenziato una raggiunta “cifra” pittorica, resa con asciutta misura dall’artista. Maria Pia Daidone ha registrato e determinato, rilanciato e siglato un concerto di emozioni approdando ad una selezione di lavori, intitolata “Nonsolocerchi” sviluppata tra il ’97 e il ’98. Negli ultimissimi mesi del ’98 ha preparato visioni ironiche, dai risvolti “pop” e senza dubbio originali, utilizzando i grattini del parcheggio, foglietti con le caselle argentate, e ispirandosi alle figure degli “accertatori” che spesso in coppia, o in gruppi di tre, vagano per i parcheggi col blocchetto delle multe per punire i trasgressori. Questa serie è stata intitolata “Accertamenti Metropolitani”. Da ricordare, in ultimo, che da sempre lavora con la carta; dal 1995 ha intensificato quest’attività affrontando vari temi. Ha fissato, tra il 1998 e il 2000, con il più diverso materiale cartaceo, scene primarie che ancora oggi elabora e varia. Questi collages raccontano fabulisticamente o penetrano negli spaccati del nostro quotidiano. L’artista partenopea Maria Pia Daidone, dopo la fortunata e apprezzata serie “Accertamenti Metropolitani” e le numerose variazioni sui collages, ha impostato un nuovo ciclo, realizzato in tecnica mista, che ha intitolato “Dame a Palazzo”, che ha presentato, in prima istanza, nella sede dell’Associazione Culturale “Passaggio Bianco”, allocata nel Cortile d’Onore di Palazzo Serra di Cassano di Napoli. In strette bacheche di plexiglas, sono raccolte su tele dal fondo nero o azzurro-blu, in una misurata sequenza di silenzi, successioni epocali di volti femminili con singolari copricapi, che ci rimandano, in particolare, preziosità rinascimentali, tracce settecentesche e riflessi di attraversamenti contemporanei. I raffinati risultati, tra il pop e l’aristocratico, esplicitano ritratti carichi di metafore in cadenze mute. Dal 2001 al 2002, lavorando con colori e carte su tele, realizza la serie “Birilli”, che dal 2002 al 2006 sostanzia e sintetizza, anche su supporti lignei, con la conseguente serie “Sagome”. Nel 2007 e nel 2008 ha condensato, su vari supporti, il mondo umano e il mondo animale con le sequenze “Macrostampelle”, “Valigie” e “Zoophantasy”. Da ricordare che partecipa, dall’agosto 2005 a tutt’oggi, all’attività espositiva del “Movimento Iperspazialista”. Ha continuato con serie diverse per cognizione e uso di materiali; ricapitolando ecco i suoi vari cicli, passati e ultimissimi: “Cerchi Graffiti”, “Nonsolocerchi”, “Accertamenti Metropolitani”, “Collages”, “Dame a Palazzo”, “Birilli”, “Sagome”, “Macrostampelle”, “Valigie”, “Zoophantasy”, “Quadrati in plexiglas”, “Mantelli”, “Nerodaidone“, “Nonsolonero“, “Oronerorame“, “Rossorame“, “Ororossorame“, “Totò”, “Aurum“, “MPD”. Ha esposto, tra l’altro, al: “Museo Mineralogico Campano, Fondazione Discepolo”; Museo Archeologico “Silio Italico”, Vico Equense; “Museo dei Tarocchi”, Riola di Vergato, Bo;  “Museo Zoologico”, Napoli ; PAN, Napoli; Biblioteca Comunale, Cameri – No; Palazzo degli Alessandri, Viterbo per il Padiglione Italia della 54° edizione della Biennale di Venezia; Studio Arte Fuori Centro, Roma; “Casetta della Musica”, Latina; “Lavatoio “Contumaciale”, Roma; “Saletta dell’Asilo Comunale” e “Open Space”, Cantalupo nel Sannio (Is); “Fortino di Sant’Antonio Abate”, Bari; “Castel dell’Ovo”, Napoli; “Il Ramo d’Oro”, Napoli; “L’Approdo”, Avellino; “Arte/Studio Gallery”, Benevento; “Casa di Ù”, Napoli.  Ha partecipato alle significative rassegne, dal 2013 al 2018: “Incendium” e “Napoli per Gabo”, PAN, Napoli; “56 donne amorose”, “Casetta della Musica”, Latina; “Subjetividade feminina e emancipação pela arte“, Salão Negro, Congreso Nacional, Brasilia; UN ECO PER TUTTI“, Museo Archeologico, Napoli; “Quintessenze Tivoli 2016“, Scuderie Estensi, Tivoli (RM); “Periscopio sull’arte in Italia 2016“, Castello Ducale, Corigliano Calabro (CS); Scambi di Confine/1, Arte-Studio Gallery, Benevento; “Matronei“, Reggia, Caserta; “Razionale e Irrazionale nelle Percezioni Visive”, Spazio 121, Perugia; “Donne nell’arte”, PAN, Napoli; “SOS Partenope, 100 artisti per il libro della città”, Castel dell’Ovo e Basilica di San Giovanni Maggiore, Napoli; “Omaggio a Mondrian”, Associazione Culturale Movimento Aperto (MA); “Cromatismi Mediterranei”, Museo Civico “Umberto Mastroianni”, Marino (RM); “Cognizioni Misteriche tra Napoli e Parigi”, Institut Français, Napoli; “I misteri di Napoli e Parigi”, Castel dell’Ovo”, Napoli; “Prospettive del Terzo Millennio”, Museo MACA, Acri (CS); “Sensibili Intese”, Casa Mugnolo, Napoli.

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