Come parlano i politici? Giovedì 20 alla Basilica di San Giovanni Maggiore a cura dell'Università Orientale.

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San_Giovanni_Maggiore_-_altare_e_absideSi apre giovedì 20 novembre alle 9.00 presso la Basilica di San Giovanni Maggiore (Rampe San Giovanni Maggiore) la tre giorni del convegno «L’italiano della politica e la politica per l’italiano», a cura di Rita Librandi, docente di Linguistica italiana e di Storia della lingua italiana presso l’Università degli studi di Napoli L’Orientale, e Presidente dell’Asli (Associazione per la storia della lingua italiana).

Si discuterà dell’italiano della politica analizzandone i cambiamenti nel tempo e cercando di coglierne l’influenza sulla lingua e sul sentire comuni. Si partirà da Machiavelli e dal primo lessico politico moderno, per giungere fino agli anni del Risorgimento e agli eventi della contemporaneità.
Ampio spazio sarà dedicato proprio all’oratoria dei politici contemporanei, ai suoi toni colloquiali e alla retorica televisiva, sia alla loro scrittura veloce condizionata dai modi comunicativi dei social network, ma cercherà soprattutto di cogliere gli intrecci tra la storia linguistica del nostro paese e la costruzione della sua cultura politica.

«La scrittura politica italiana, nonostante la frammentazione del territorio e la diversità delle sue storie, mostra un tratto comune che, nella commistione tra oggettività documentaria, finzione narrativa e strategie retoriche, lega le più lontane testimonianze in volgare ai contemporanei documenti audiovisivi. La spinta, in particolare, al travestimento letterario e al pathos oratorio si è consolidata nel tempo, riuscendo a coinvolgere lungo i secoli i pubblici più diversi e a lasciare tracce sensibili nel loro lingua d’uso» dice la Librandi.

Tra i temi del convegno, la trattatistica (riflessione teorica, storia e politica, ecc.), la narrazione politica, le forme e i linguaggi della propaganda, i giornali, le riviste e la pamphlettistica, l’oratoria politica, i media e la comunicazione politica prima e dopo Internet.

Un’attenzione particolare sarà destinata all’italiano all’estero, risorsa inestimabile per la nostra economia e per lo sviluppo delle nostre risorse culturali. Lo ha dimostrato il dibattito negli Stati generali della lingua italiana, voluti dal sottosegretario agli Affari Esteri, Mario Giro, che interverrà nella prima giornata del Convegno. Le conclusioni saranno affidate, al termine della tavola rotonda del sabato 22 novembre, al presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini e al capo dipartimento del Ministero dell’Università, Marco Mancini.

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