Dipendenti in assemblea a Pompei, turisti in coda. Franceschini: danno per l'Italia.

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VERTENAZA SINDACALE A POMPEIAncora cancelli chiusi e turisti in fila a Pompei, dove per il secondo giorno di fila l’apertura degli scavi è stata posticipata per le assemblee sindacali. “Un danno incalcolabile per l’immagine dell’Italia intera”, twitta il ministro della cultura Franceschini, ricordando che da quando è in carica lui “a Pompei sono arrivate 78 persone per superare le carenze di personale e altre 75 arriveranno entro dicembre”.
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A Pompei seconda mattina di assemblea e ancora turisti davanti ai cancelli chiusi. Un danno incalcolabile per l’immagine dell’Italia intera”: così il ministro per i Beni culturali e il Turismo Dario Franceschini esprime su Twitter la sua protesta contro il blocco degli ingressi agli scavi causati dalle agitazioni sindacali.  “Da quando sono ministro a Pompei sono arrivate 78 persone per superare le carenze di personale”, ha poi aggiunto in un successivo tweet .
Sono stati oltre 1100, dalle 8.30 alle 11 di oggi, i turisti in attesa di poter entrare di entrare all’interno degli Scavi di Pompei, dove da ieri è in corso un agitazione dei dipendenti che si riuniscono in assemblea nelle prime ore del mattino. Nella giornata di ieri i turisti sono stati 2000.

Duemila biglietti d’ingresso in solo mezz’ora: questo il dato che fotografa il primo dei tre giorni di assemblee sindacali negli Scavi archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia.

I rappresentanti di Uil, Flp, Unsa e l’Rsu proseguiranno la protesta anche nei giorni di oggi e domani, dalle ore 8 alle ore 11.

Per i turisti si annunciano, quindi, altre mattinate d’inferno come quella vissuta ieri.

Ieri, infatti, hanno dovuto attendere all’aperto per due ore, sfidando il maltempo. (ANSA)

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