E se solo i miliardari potessero vivere a Napoli? Una riflessione sul turismo di massa.

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da Francesco ed Antonella Carluccio riceviamo e pubblichiamo

Negli ultimi anni il fenomeno del turismo di massa ha assunto proporzioni immense in gran parte del mondo. L’Italia, il Paese con il più alto numero di siti Patrimonio dell’umanità, è stato tra i maggiori beneficiari di questa rivoluzione culturale che fino a pochi lustri fa sembrava impossibile.

Ma la massificazione del turismo non ha portato solo maggiori entrata, più investimenti e posti di lavoro.

Sempre più città vedono aumentare il costo della vita, i prezzi salgono perchè aumenta la domanda da parte di turisti di passaggio, ma poi restano alti per chi quelle città le vive ogni giorno.

Cibo, affitti, trasporti e molto altro diventano sempre più cari, costringendo sempre più persone a lasciare i quartieri e le case dove avevano sempre abitato, perchè non se lo possono più permettere.

È il fenomeno delle gentrificazione. Milano e Bologna finora in Italia sono state colpite molto duramente da questo fenomeno. E si sta avviando sulla stessa strada anche Napoli. Abbiamo scritto questa riflessione perchè pensiamo che si debba parlare prima delle conseguenze nefaste che tutto questo può causare e, soprattutto, perchè adesso siamo ancora in tempo per salvare la situazione.

Ci auguriamo che troverete questa breve riflessione interessante e che possiate pubblicarla.

Grazie mille in anticipo per la disponibilità

 

Negli ultimi anni, in molte città europee ed italiane, sta avvenendo un fenomeno strano e complesso, che unisce aspetti positivi a conseguenze drammatiche, e che rischia di trasformare totalmente tessuti sociali che, bene o male, resistono intatti ed uguali da decenni e anche di più.

Il fenomeno di cui parlo, per ora, in Italia lo hanno capito ancora in pochi, ma sarà uno dei problemi più urgenti e difficili da affrontare già nei prossimo mesi

Sto parlando della cosiddetta gentrificazione.

La gentrificazione è quel fenomeno sociale per cui in una città iniziano ad arrivare sempre più turisti, spesso mordi e fuggi. All’aumentare del numero di turisti corrisponde una aumento degli investimenti e un aumento dei prezzi. Il circolo è autosufficiente e si alimenta da sè molto velocemente.

I turisti continuano ad aumentare, si creano più attività ricettive e di accoglienza: ristoranti, pizzerie, bar.

Gli investimenti aumentano e si iniziano ad alzare i prezzi, perchè si vuole guadagnare di più.

E tutti questi turisti non ci fanno neanche caso agli aumenti, perchè quasi sempre dove vivono loro tutto costa 3-4-10 volte tanto.

Quindi si iniziano lentamente ad aumentare i prezzi e quindi sale il costo della vita per tutti, quelli che la città in questione la abitano.

Ad un certo punto se qualcuno ha una casa in una zona turistica della città, al centro o nei dintorni, non conviene affittarla mensilmente. Magari a degli studenti che creano solo problemi.

Si guadagna molto di più affittandola ai turisti per qualche giorno. E subito dopo ad altri turisti. E cosi via.

Questo significa che le case disponibili diventano di meno. Perchè sempre di più saranno quelle utilizzate solo da turisti.

E quando il giro d’affari inizia a diventare consistente, ecco che arrivano grandi gruppi d’investimento, anche stranieri, che comprano interi palazzi, li abbattono e li ricostruiscono ex novo oppure li ristrutturano e all’interno ci fanno solo appartamenti da affittare ai turisti.

Nei centri storici delle città.

Nel frattempo chi viveva in affitto in quelle case o possedeva da generazioni una casa in quel quartiere, è stato costretto ad andare via.

Perchè l’intero palazzo è stato comprato e non si affitta più al prezzo di prima e annualmente.

Oppure perchè il costo della vita in quel quartiere, nel frattempo, è diventato troppo alto.

E gli stipendi sono rimasti gli stessi.

Persone, famiglie intere, che da generazioni abitavano quelle case e quei quartieri storici, quelle strade e quelle piazze.

Che erano diventate anche loro parte della città e della sua anima più vera, sono state costrette a scappare, a fuggire via da casa loro.

Costrette ad allontanarsi da casa propria per andare a vivere in periferia, o in città più piccole, a un’ora o anche due di macchina, dove la vita costa di meno e si può ancora vivere dignitosamente con lo stesso stipendio di sempre.

Ma la gentrificazione non impoverisce solo le persone, i veri abitanti storici e la vera essenza di quei quartieri.

La gentrificazione impoverisce soprattutto le città.

Perchè senza gli abitanti di sempre, senza le tradizioni ed i costumi, i modi di dire e le dicerie, tutte le città diventano improvvisamente uguali.

Come tanti McDonald sparsi per il mondo, situati in nazioni diverse e continenti diversi, in montagna o sulla spiaggia, ma dove troverai sempre, immancabilmente, l’Happy Meal e il Big Mac.

Per quanto ognuno di questi locali si sforzi di essere diverso, di adattarsi ai costumi e alle tradizioni locali, venderanno sempre le stesse identiche cose.

In qualunque parte del mondo tu vada.

Ecco.

Il rischio è proprio questo.

E per noi italiani è ancora più grave.

L’Italia è il Paese più bello del mondo, lo sappiamo noi come lo sanno anche gli altri, ma gran parte della nostra bellezza viene proprio dalle nostre tradizioni, dai nostri cibi, dalle nostre maschere e balli.

Da tutto quello che è immateriale e costituisce l’Italian way of life.

Ecco, stiamo rischiando di perdere tutto questo. La nostra grande bellezza.

Certo, come in ogni situazione non tutti sono allo stesso livello.

In città come Londra, Parigi, Berlino, Barcellona e Milano, per citare le più grandi, il fenomeno è ormai molto avanzato.

Intere etnie si sono trasferite in massa ad abitare quartieri una volta storici ed anche un pò fatiscenti.

Ma li hanno comprati interamente e rimessi a nuovo.

Facendogli perdere la loro magia e la loro storia.

E sostituendo gli abitanti di sempre.

Altre città sono in una via di mezzo: Roma, Bologna e Madrid sono tra queste.

C’è invece chi nella linea del tempo di questo fenomeno di gentrificazione è ancora all’inizio.

Perchè il turismo di massa è cominciato solo molto recentemente.

Napoli, in Italia, è la città per antonomasia di questa situazione.

Negli ultimi anni il turismo nazionale ed internazionale è cresciuto a ritmi impressionanti.

E cosi gli investimenti.

I prezzi sono saliti leggermente, quindi ancora nessuno se ne è accorto, ma si stanno preparando grandi cambiamenti.

Napoli, fino a pochissimi anni fa sarebbe sembrato da folli anche solo pensarlo, si avvia in pochi anni a subire la stessa sorte di Milano, Berlino e Londra.

Quando parliamo del centro storico di Napoli la mente va subito a Spaccanapoli, a Piazza San Domenico Maggiore, al grande mercato a cielo aperto che prende vita ogni giorno alla Pignasecca. Camminando per queste strade, si può percepire la sua identità forte che la rende diversa da qualsiasi altra città. Il centro storico di Napoli ha una conformazione molto particolare, strettamente collegata con la sua storia e la sua originalità sta in una presenza popolare fortissima.

Tutto questo però nei prossimi anni potrebbe scomparire completamente.

Quartieri storici stravolti, prezzi in costante aumento, perdita di quella identità e storia, di quei valori e anche di quel dialetto, che rappresentano la gran parte di una città unica come Napoli.

Ma non tutto è perduto.

Napoli fortunatamente è ancora all’inizio di questo fenomeno e molto si può ancora fare per evitare un futuro nefasto.

Bisogna tutelare i quartieri storici ed i loro abitanti ponendo un freno alle speculazioni edilizie dei grandi fondi immobiliari.

Non si può liberalizzare tutto, ma bisogna decidere preventivamente quali zone e quanti appartamenti possono essere comprati e trasformati e quali invece devono essere dichiarati patrimonio storico della città e tutelati.

Bisogna inaugurare una politica di affitti calmierati al centro storico, per permettere agli studenti, alle giovani coppie senza grandi possibilità economiche, di non essere costretti ad abitare a 40 km dalla città e a dover fare i pendolari a vita.

Sono tutte iniziative pubbliche, è vero, da fare con i soldi dei cittadini. Ma perchè è il pubblico che storicamente deve adoperarsi per riequilibrare delle situazioni di diseguaglianza e per aumentare il benessere comune.

Se queste ed altre misure verranno prese tempestivamente a Napoli, probabilmente c’è da essere ancora ottimisti per il futuro della città e della regione nel suo insieme. Perchè le due entità sono strettamente collegate.

E a questo seguiranno aumenti dei flussi turistici, aumenti degli investimenti e creazione di posti di lavoro, ma mantenendo i prezzi ed il costo della vita per i residenti costante.

Prendendo quindi solo i pro del turismo di massa, ed agendo intelligentemente per limitare i contro, potenzialmente letali.

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