Festa Regionale di Forza Italia, a Scafati nel segno dell'unità del centrodestra, dell'identità e della memoria..

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cartellone-620x300Tempo di bilanci per la Festa Regionale di Forza Italia, la tre giorni svoltasi all’ex Polverificio Borbonico di Scafati che ha visto partecipare le personalità più importanti del centrodestra campano.

Una scelta non casuale quella dell’ex Polverificio: “Un luogo storico ed un luogo di memoria”, sottolinea Gigi Casciello, responsabile enti locali e portavoce di Forza Italia a Salerno, “perchè siamo profondamente convinti che il Sud possa farcela se tiene a mente ciò che era. Questa festa, della quale possiamo trarre un bilancio sicuramente più che positivo, è il risultato di due anni di lavoro, due anni di nuovo corso di Forza Italia a Salerno e provincia sotto la guida di Mara Carfagna, che ha restituito l’agibilità politica a chi da sempre si è speso per Forza Italia.”

CALDORO-CARFAGNA-BARBANOIl bilancio, dunque, secondo Casciello, è positivo sia sotto il profilo più squisitamente politico, sia sotto quello culturale: “Dal punto di vista politico la Festa Regionale di Forza Italia a Scafati ha riaffermato con forza che il centrodestra non può prescindere dall’unità per risultare vincitore nel confronto elettorale, a Scafati sono intervenuti importanti esponenti di altre formazioni del centrodestra come il Governatore Stefano Caldoro, l’Assessore Regionale Pasquale Sommese (UdC) e come il coordinatore Regionale del Ncd Gioacchino Alfano, Gennaro Salvatore del Nuovo Psi, Antonio Iannone di FdI, e che in questo centrodestra unito non si possa prescindere dal ruolo di attrattore di Forza Italia.

Non solo, ma attraverso il  fil-rouge della Festa “Dalle città dei bisogni alle città dei diritti” si è riaffermato con forza che il centrodestra ed in particolare Forza Italia sul piano della buona amministrazione non accetta lezioni. Anzi, proprio dalla Provincia di Salerno abbiamo moltissimi esempi di buona amministrazione a guida Forza Italia, a partire da Pasquale Aliberti, Sindaco di Scafati, che ha fatto gli onori di casa, ed i tantissimi altri amministratori nuovi e confermati, a testimonianza del buon governo.

Ed ancora, sul palco di Scafati hanno messo a confronto la loro esperienza di governo le amministratrici di Forza Italia in Campania, come  Bianca D’Angelo, Caterina Miraglia e Daniela Nugnes, membri della Giunta Regionale, ma anche  Monica Paolino, tutte testimoni di un percorso politico, culturale e sociale estremamente positivo,  in una Regione come la Campania devastata da anni di malagestione del centrosinistra.”

FOTO-GRUPPOLa kermesse di Scafati è stata proficua anche dal punto di vista culturale: “Abbiamo affrontato temi secondo noi fondamentali, come la memoria, nel convegno “SAPERE, CONOSCERE, COMUNICARE: IL FUTURO PASSA DA QUI La cultura tra memoria, identità, interattività ed il valore dei contenuti da trasmettere”, al quale hanno preso parte il Rettore dell’Università di Salerno Aurelio Tommasetti, il Presidente di Confindustria Salerno Mauro Maccauro, Gigi Di Fiore de Il Mattino, Pietro Golia di Controcorrente ed Antonello Perillo redattore capo di RAI Tgr Campania, come il mondo dell’impresa, con Don Luigi Merola, magistrati come il Procuratore Aggiunto Rinaldi,  e come il mondo dei giovani, con rappresentanti delle organizzazioni giovanili ed universitarie di entrambe le aree, per andare oltre l’antipolitica, che non può essere una risposta alle mancanze prodotte dalla cattiva politica.

Per poter avanzare delle proposte è però  necessario poter affermare una propria identità, confrontandosi, mettendo in luce anche le diversità e le particolarità, ma trovando infine una posizione identitaria ed unitaria. Credo che la festa di Forza Italia a Scafati sia stata sotto questo aspetto un autorevole esempio di buona politica.”

 

 

 

FOTO-PARTERA Scafati si è parlato anche di riforme, confermando la linea che è stata ribadita anche ieri da Silvio Berlusconi, Forza Italia deve prendere parte ai processi di riforma, chiamarsi fuori vorrebbe dire non avere senso di responsabilità e lasciare che le riforme vengano fatte senza il contributo di chi, come Forza Italia, rappresenta più di tutte le posizioni dei moderati.

“Noto però con preoccupazione”, continua Casciello, “che nel vocabolario di Renzi mancano parole come Sud e come Università,  non a caso a Scafati abbiamo parlato di memoria, il Sud purtroppo sconta una Unità d’Italia fatta male, quando sappiamo bene che in epoca pre-unitaria era la parte più ricca dell’intera Europa. Il Sud ha ancora i suoi tesori, culturali, agroalimentari, imprenditoriali, ma non deve svenderli, quanto piuttosto valorizzarli, ed è proprio quello che abbiamo cercato di affermare alla Festa Regionale di Forza Italia. Il Sud riparte se lavora su sè stesso, se compie quel percorso tra memoria e futuro, passando dal presente.”

FOTO-GRUPPO2Non è mancato infine un riferimento alla più stretta attualità, come le imminenti elezioni provinciali ed il caso De Magistris a Napoli: “La Legge 56, la “svuota-provincie”, non farà altro che allontanare ulteriormente i cittadini dalla partecipazione alla cosa pubblica, un pasticcio dettato dall’impossibilità di abolire la provincia come istituzione essendo necessaria una Legge Costituzionale. Tra voti ponderati, durata delle cariche diverse tra consiglio provinciale e presidente della Provincia, sembra quasi che si vada ad eleggere una sorta di commissario liquidatore.

Per quello che riguarda Napoli, il coordinatore regionale di Forza Italia Domenico De Siano ha proposto il rinvio delle elezioni del Consiglio Metropolitano, e crediamo che un rinvio sia opportuno, nonostante il Ministro Alfano lo abbia escluso, non tanto perchè De Magistris sia stato condannato e quindi sospeso in base alla legge Severino, ma perchè in questo momento la maggioranza che lo sostiene in Consiglio Comunale è appesa ad un filo sottilissimo, solo 24 consiglieri su 48, esponendo quindi la Giunta a “spallate” . Vedremo che succederà di qui al 12 ottobre. Sono preoccupato da questa tentazione renziana di non far votare, visto che il Senato verrà eletto dalle Regioni ed alla Camera per ora rimane il Porcellum e quindi i parlamentari sono di fatto nominati dai partiti.”

PIETRO PIZZOLLA

 

 

 

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