G8, respinte le richieste di risarcimento dei Giuliani, il Coisp: “Ennesima conferma dell’assurda aggressione alle Forze dell’Ordine!”.

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logocoispdalla Segreteria del COISP – Comitato per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia riceviamo e pubblichiamo

“Non c’è dubbio, sulla base della ricostruzione dei fatti minuziosamente effettuata… che la situazione in cui Placanica si è trovato ad agire fosse di estrema violenza volta a destabilizzare l’ordine pubblico ed in atto nei confronti delle stesse Forze dell’Ordine, la cui incolumità era direttamente messa in pericolo”, e “il gesto di Giuliani non è stato una isolata aggressione, ma solo una delle fasi di una violenta aggressione al ‘defender’ posta in essere dalle numerose persone che lo avevano accerchiato”.

E poi, ancora, Mario Placanica “aveva a disposizione un solo mezzo per fronteggiare la violenza posta in essere nei suoi confronti e l’aggressione all’integrità fisica, se non addirittura alla vita, propria e dei compagni: l’arma”.

“Con queste parole – spiega Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia – vergate in una sentenza che alcuni organi di informazione (alquanto pochi in verità) hanno dettagliatamente riportato, l’ennesimo Giudice chiamato a pronunciarsi non fa che fornire la nuova triste conferma della gravissima aggressione alle Forze dell’Ordine avvenuta nei giorni del drammatico G8 di Genova. Si allunga la lista degli Organi Giudiziari che sconfessano completamente l’assurda tesi che vorrebbe inchiodare ai Tutori della Sicurezza l’odiosa etichetta di violenti assassini. Si moltiplicano i dati di fatto che dovrebbero imporre di smetterla di difendere l’indifendibile, di smettere di prendersela con altri per la violenza perpetrata da chi poi ne è rimasto egli stesso vittima, di smettere di infierire su chi ha visto la propria esistenza distrutta dalla volontà di vendetta e di ingiusta criminalizzazione come un giovanissimo Carabiniere finito all’inferno solo per aver fatto il proprio dovere”.

Il Segretario Generale del Coisp torna ad intervenire a proposito dei drammatici fatti avvenuti durante il G8 tenutosi a Genova, nel luglio del 2001, quando a causa dei gravi incidenti di piazza Alimonda perse la vita Carlo Giuliani, uno dei partecipanti alla violenta protesta.

E lo fa in occasione della pronuncia del Giudice Civile cui i familiari di Giuliani si sono rivolti per ottenere un risarcimento dal Vice Questore Adriano Lauro, che il 20 luglio aveva l’incarico di gestire l’ordine pubblico nella zona di piazza Alimonda, e dal Carabiniere Mario Placanica, colui dalla cui arma partì il colpo che raggiunse Giuliani.

Il Giudice, Daniele Canepa, ha tuttavia respinto le richieste risarcitorie, confermando in sostanza la tesi della legittima difesa, già avallata in diverse occasioni, anche dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, nelle quali è stata sempre acclarata la correttezza dell’operato del giovane militare coinvolto nel grave episodio.

“Avevamo già detto all’epoca della presentazione di questa ennesima azione giudiziaria contro Placanica in particolare – insiste Maccari –, quanto tutto ciò sapesse di una vera e propria persecuzione ai danni di un uomo che ha pagato oltre ogni sopportabile misura qualcosa che non ha voluto. Avevamo ripetuto per l’ennesima volta che al buio di quei terribili giorni di Genova è seguita una luce di cambiamento che non ha certo riguardato, però, una consueta mentalità di odio verso le Forze dell’Ordine, sollecitando l’opportuno e più utile silenzio di chi, invece, non ha mai smesso di cercare un’immotivata vendetta. Ma purtroppo quella riflessione, come anche le molte altre precedenti, è allora caduta nel vuoto. E la cosa affievolisce la già flebile speranza che si possa mettere la parola fine alle continue ritorsioni contro Placanica, anche oggi che ancora una volta un Giudice ha ritenuto confermata la brutale aggressione perpetrata ai danni dei nostri colleghi colpevoli solo di indossare la divisa, vero bersaglio della violenza che si è riversata in quella piazza di Genova quattordici anni fa”.

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