Grillo, no incontri con Lega per referendum. Salvini: avanti da soli contro euro.

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2718899-salvini_grilloE’ saltata ancora prima di iniziare la possibile alleanza tra la Lega Nord ed il Movimento 5 Stelle sul referendum no-euro.

Sia la Lega sia il movimento di Grillo sono impegnati a promuovere un referendum sull’uscita dell’Italia dalla moneta unica, anche se attraverso vie diverse.

Da diversi mesi la Lega ha depositato nelle segreterie comunali una serie di quesiti referendari tra i quali l’abolizione della Legge Fornero, l’abolizione dei reati di opinione, la reintroduzione del reato di immigrazione clandestina e l’abrogazione della norma che permette agli immigrati di partecipare ai concorsi pubblici.

Il quesito sulla Legge Fornero ha già raggiunto le 500.000 firme necessarie per la presentazione del referendum.

Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, che della questione moneta unica ha fatto un cavallo di battaglia tanto da inserire “basta euro” sul simbolo del partito alle ultime elezioni europee, aveva nei giorni scorsi chiesto, con un post sul suo Twitter, un incontro ufficiale a Beppe Grillo per confrontarsi ed eventualmente intraprendere iniziative comuni sulla moneta, sulla pressione fiscale, sull’immigrazione.

Incontro che almeno per il momento non ci sarà, il comico genovese ha infatti pubblicato un post sul suo blog che sembra chiudere ad eventuali alleanze con il Carroccio: “Caro Salvini, non c’è bisogno di alcun incontro ufficiale. La Lega appoggi, se vuole, le idee che ritiene giuste senza chiedere nulla in cambio. Se la Lega propone cose in linea con il programma M5s, riceverà il nostro supporto come è sempre successo per qualunque forza politica”.

Grillo prosegue il post sul suo blog tracciando le linee della strategia M5S per arrivare al referendum consultivo sulla permanenza o meno dell’Italia nel sistema della moneta unica: “Il referendum consultivo si può fare. Per poterlo indire è necessario approvare una legge costituzionale ‘ad hoc’ come avvenuto nel 1989 quando si chiese agli italiani se dare o meno facoltà costituente all’Unione Europea. La legge costituzionale per indire il referendum sarà presentata agli italiani sotto forma di legge di iniziativa popolare. Per poterla depositare in Parlamento è necessario raccogliere almeno 50.000 firme in sei mesi. Una volta depositata, presumibilmente a maggio 2015, i portavoce del M5S alla Camera e al Senato si faranno carico di presentarla in Parlamento per la discussione in Aula. Approvata la legge costituzionale ad hoc che indice il referendum, considerando i tempi di passaggio tra le due Camere, a dicembre 2015 gli italiani potranno andare alle urne ed esprimere la loro volontà sull’uscita dall’euro con il referendum consultivo. A partire da novembre inizieremo a raccogliere le firme per la legge di iniziativa popolare per indire il referendum. Abbiamo bisogno del maggior numero di firme possibile per non lasciar alcun alibi a questi portaordini della Merkel e della Bce capeggiati da Renzie. Gli italiani devono poter decidere se vogliono morire con l’euro in mano oppure vivere e riprendersi la propria sovranità.”

Non si è fatta attendere la risposta di Salvini, questa volta attraverso Facebook: “Purtroppo Grillo ha rifiutato il confronto proposto dalla Lega dicendo che ’non c’è bisogno di alcun incontro ufficialè. Peggio per lui, noi le nostre battaglie contro l’Euro, l’invasione clandestina e lo Stato tassatore le facciamo anche da soli!”.

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