Il MANN entra nella rete Google Arts&Culture. Prima della presentazione alla Camera di Commercio, il sottosegretario Mibac Vacca visita il Museo.

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“Google Arts&Culture rappresenta una nuova frontiera di diffusione della conoscenza del nostro patrimonio culturale. I musei entrano nella sfera digitale e si connettono con milioni di potenziali fruitori a livello globale. L’immagine diventa patrimonio di tutti”.

Così il Direttore del MANN, Paolo Giulierini, ha commentato l’inclusione del Museo Archeologico Nazionale nella rete Google Arts&Culture: nel capoluogo campano, sono sette le istituzioni culturali, tra cui anche il Museo di Capodimonte ed il Museo Madre, a partecipare al progetto, presentato ieri sera alla Camera di Commercio di Napoli.

Prima dell’evento, il sottosegretario Mibac on. Gianluca Vacca, che ha delega in materia di digitalizzazione del patrimonio culturale, ha visitato il MANN: “il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è un tempio dell’archeologia, un luogo magico che non soltanto custodisce straordinari tesori di arte antica, ma sperimenta nuove strategie di comunicazione con il pubblico”, ha detto il sottosegretario durante l’incontro con il Direttore Paolo Giulierini.

L’on. Vacca ha ribadito la necessità di costruire una cabina di regia, interna al Ministero, con la finalità di definire linee guida e best practices per l’applicazione delle nuove tecnologie digitali negli ambiti di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

 

Importante, in primis, tessere una rete territoriale, che si proietti verso  l’orizzonte internazionale in nome della conoscibilità diffusa del patrimonio storico-artistico: un esempio positivo, in tal senso, è rappresentato proprio da Google Arts&Culture.

Google Arts & Culture, creazione del Google Cultural Institute, è la piattaforma che permette agli utenti di esplorare le opere d’arte, i documenti ed i manufatti di oltre 1500 musei, archivi e organizzazioni, che hanno lavorato con Google per condividere online le loro collezioni e le loro storie; disponibile sul Web da laptop e dispositivi mobili, o tramite l’app per iOS e Android, la piattaforma, inserita nell’iniziativa Grow with Google, è pensata come un luogo in cui avere una diversa percezione dell’arte tramite il fondamentale sussidio delle nuove tecnologie.

 

Impegnativa l’attività di digitalizzazione messa in campo al MANN: gli utenti saranno in grado di ammirare online circa 750 opere, appartenenti a svariate collezioni (sculture Farnese, affreschi, gemme, collezione egiziana, iscrizioni dall’Epigrafica, salone della Meridiana con il ciclo dei Fasti Farnesiani).

I capolavori potranno essere osservati come mai prima d’ora grazie alla tecnologia dei giga pixel, un processo di acquisizione di fotografie utilizzato per creare immagini ad altissima risoluzione; in tal modo, saranno percepibili i minimi dettagli delle opere, anche quelli non riconoscibili ad occhio nudo.

Una fantastica esperienza culturale, dunque, sarà a portata di pochi click, collegandosi al link g.co/napoliarte.

 

Google Arts&Culture sarà un viaggio dinamico della conoscenza, anche grazie ad altri due strumenti di accesso al patrimonio: i tour virtuali con Street View e le mostre digitali.

Con il sussidio della tecnologia di Street View, gli internauti avranno la possibilità di visitare virtualmente il MANN, selezionando le opere per loro più interessanti e percependone i dettagli.

Un “trolley” di Street View ha scattato, infatti, immagini a 360° di alcune gallerie: si tratta di un  carrello high-tech che viene generalmente utilizzato per ottenere inquadrature di interni e fornire agli utenti l’esperienza di una passeggiata in un museo. In questo modo, le immagini sono state unite per permettere di muoversi in tutta naturalezza tra le sale dell’Archeologico.

 

Ancora, per i visitatori online, gli esperti del MANN hanno realizzato diverse mostre digitali che, pur avendo finalità divulgativa, non sacrificano la correttezza scientifica dei contenuti trattati.

Molteplici i titoli delle mostre: le gemme; la collezione egizia; la Galleria degli Imperatori; le sculture in marmi colorati della collezione Farnese; i fasti farnesiani con il ciclo di tele su Alessandro Farnese del Salone della Meridiana; le elezioni a Pompei, con focus sulle iscrizioni dipinte sui muri a Pompei; la scoperta della pittura.

Nell’allestimento delle mostre digitali, è stata sfruttata l’alta qualità delle immagini d’archivio, qualità amplificata dalle capacità della piattaforma di percepire i dettagli di ciascuna opera.

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