In arrivo il nuovo Smart&Start, altri 200 milioni per le imprese del Sud che innovano.

0
37

smartstart 600x400_0A poco più di un anno dal lancio di Smart&Start, gli incentivi gestiti da Invitalia per le imprese innovative del Sud si rinnovano e si  estendono all’intero territorio nazionale.

E’ attesa nei prossimi giorni la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico che introdurrà alcune importanti novità.

Il nuovo Smart&Start sarà dedicato alle “start-up innovative” (quelle iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese della Camera di Commercio) e  finanzierà progetti di impresa che prevedano spese per investimenti e per la gestione compresi tra 100 mila e 1,5 milioni di euro.

La dotazione finanziaria per il nuovo strumento è di circa 200 milioni di euro.

I progetti di impresa dovranno avere un forte contenuto tecnologico e innovativo e potranno essere mirati allo sviluppo di prodotti, servizi e soluzioni nel campo dell’economia digitale oppure alla valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica e privata.

Le nuove agevolazioni prevedono un finanziamento a “tasso zero” fino ad un massimo del 70% del costo del progetto. Il finanziamento potrà arrivare all’80% se  la start up ha una compagine interamente costituita da giovani o donne o se tra i soci è presente un ricercatore che rientra dall’estero.

Inoltre, le start up localizzate nel Mezzogiorno e nel territorio del Cratere Sismico Aquilano saranno chiamate a restituire solo l’80% del prestito ricevuto, godendo di fatto di una componente a fondo perduto.

Ulteriori aspetti saranno disciplinati nella Circolare Esplicativa che il Ministero emanerà successivamente alla pubblicazione del Decreto: tra questi anche i dettagli sulle modalità di accesso e la data di apertura dello sportello di Invitalia per il “nuovo Smart&Start”.

Ricordiamo che ad oggi, e fino alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale, è ancora possibile presentare le domande secondo le regole previste dal precedente decreto (DM 6 marzo 2013)

LASCIA UN COMMENTO