La mannaia della Corte dei Conti sui bilanci delle Regioni. Negata certificazione alla Campania, 3 miliardi di attivi inesistenti, rischio default. Caldoro: dal 2010 inversione di rotta, salvata la nave.

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corte-dei-contiLa Corte dei Conti da quest’anno ha il potere di controllare e certificare i bilanci delle Regioni e, come spiega in un articolo il quotidiano “La Repubblica”, sono state ravvisate numerosissime anomalie.

La situazione più grave è quella della Campania, alla quale non è stata rilasciata la certificazione del bilancio, ma ci sono problemi anche per Piemonte, Liguria, Sicilia e Provincia di Bolzano (che è a statuto speciale).

In particolare la Regione Campania avrebbe a bilancio attivi inesistenti per 3 miliardi di €. Per questo motivo la Corte dei Conti non ha rilasciato la “parifica” ed ha lasciato la Regione a rischio default.

Problemi però anche in molte altre Regioni:

Piemonte
Debiti per 2,5 miliardi “spariti” dal bilancio. Negata in parte la certificazione del bilancio.

Liguria
Bonus indebiti a direttori delle Asl. Negata in parte la certificazione del bilancio.

Sardegna
Continue risorse alle partecipate in perdita e senza contratti di servizio. Nei primi mesi 2013 approvate leggi senza copertura.

Sicilia
Solo il 50% delle leggi ha la relazione tecnica. Un dirigente ogni otto dipendenti (contro 1 su 16 nelle altre regioni). 20mila dipendenti e altri 7.300 nelle partecipate. Negata in parte la certificazione del bilancio.

Friuli Venezia-Giulia
Uso improprio di società partecipate: impiegato fuori bilancio un terzo del personale

Umbria
Risorse anticipate alle controllate e non restituite

Basilicata

Le sei società partecipate non hanno obiettivi gestionali e non sono in rete tra loro

Calabria
Proliferazione incontrollabile di partecipazioni societarie. Debiti fuori bilancio per quasi 27 milioni. Anomale spese di rappresentanza: 750 euro al ristorante per “servizio di ristoro”.

Tra le anomalie maggiormente riscontrate dalla Corte dei Conti lo smodato proliferare di società partecipate, oltre 4000 e che sono costate oltre 1 miliardo di € di personale in 4 anni. Inoltre ci sono cessioni di immobili come partite di giro (è il caso della Liguria), prestiti del Tesoro non iscritti tra i debiti (è il caso del Piemonte), Leggi Regionali approvate senza copertura finanziaria in violazione delle norme europee, delle leggi nazionali e delle “più elementari regole contabili”  (è il caso della Sardegna).

“Il default 2010? Tutto vero. Dal 2010 si inverte però rotta. Lo dice la Corte dei Conti. Noi abbiamo salvato la nave”. Lo scrive su Twitter il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro

 

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