Il Mondiale della Pace, i momenti più belli degli appuntamenti di Santa Chiara e di Piazza Plebiscito.

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L’emozione ti prende come se fossi lì, in piazza, con gli altri.

Un Mondiale all’Arsenale ti permette di vedere dietro le quinte, scorgere le emozioni sul volto di chi va e di chi viene, pensare e pregare per chi è in piazza e nel frattempo, continuare a vivere la “solita”, molto intensa, giornata d’Arsenale.
Che nel frattempo ha continuato ad accogliere, ascoltare, ricevere, parlare, vivere. Il Mondiale allora diventa la colonna sonora della giornata, non solo perché in Salone Pace è acceso lo streaming che trasmette da Napoli, ma perché tu sei lì che ci pensi, te lo porti dentro, lo vivi come se fossi là.

E poi in queste giornate, solo teoricamente scariche da impegni, sbucano da ogni dove le persone che, nel marasma di una giornata “normale”, rischi di non vedere.
Sono quei volontari, ad esempio, che vengono solo ogni tanto e che questa volta invece, si sono “trasferiti” per due giorni qua, figli, armi e bagagli.

Oppure gli amici lontani, che per ragioni varie non sono potuti andare al mondiale, ma hanno “rimediato” venendo a Torino, intuendo che magari avevamo bisogno.

E tu – insieme ai pochi che sono rimasti con te – ti ritrovi a fare le cose che generalmente non fai mai, a provare a tenere tutto insieme e a farlo funzionare , dall’impianto della luce ai turni da coprire, dal lavaggi piatti all’ospite un po’ matto che spunta in centralino.

Proprio il giorno del Mondiale poi, in Arsenale c’era un matrimonio, programmato da più di un anno e quindi non trasferibile in altra data.

Gli sposi ci hanno chiesto di dire due parole e siamo riusciti a far vibrare il Mondiale anche dentro un pranzo di nozze.

Paradossalmente, proprio questa condizione precaria che vivi per qualche giorno, ti aiuta ad entrare più in profondità nello spirito del Mondiale, addentrarti ancora di più nella tua coscienza, perché ti sposta dalla tua solita “casella” e ti mette in condizione di doverti arrangiare.

Ernesto ci chiede di rinascere, ce lo chiede a tutti, fraternità e non, ma lui è solo il portavoce: è Gesù che ce lo chiede, è Lui che ci dice, riflettete la mia Luce, ogni giorno, instancabilmente.
Fate il bene, senza scoraggiarvi, con competenza, certo, ma anche con passione, perché è la luce che annulla il buio e non viceversa.

Che meraviglia.

Tutte le foto dei due eventi promossi ed organizzati dal Sermig nella Chiesa di Santa Chiara nella notte tra venerdì 3 e sabato 4 ed a Piazza Plebiscito sabato 4.

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