Patriciello: “Con il nuovo programma quadro Horizon 2020 nuove possibilità per tutti”

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La ricerca, le nuove tecnologie, l’innovazione, la conoscenza sono i settori sui quali oggi dobbiamo puntare al fine di risollevare la nostra economia tanto più se, proprio per le iniziative rientranti in tali segmenti, l’Unione Europea prevede miliardi di risorse economiche da destinare agli Stati membri”. – così l’On. Aldo Patriciello candidato alle Europee del 25 maggio prossimo a margine della notizia sulla volontà dell’Italia di adeguarsi alle direttive dell’Unione Europea in fatto di rilancio dell’economia e dell’occupazione nazionale tramite lo sviluppo di programmi dedicati alla ricerca e all’innovazione. “Per il settennio 2014-2020 – continua l’Eurodeputato – l’Unione, tramite il programma Horizon 2020, stanzia circa 80 miliardi di euro in favore di imprese, enti pubblici, cittadini, per la realizzazione di progetti e idee in ricerca e dell’innovazione.

L’informazione e la conoscenza approfondita di tali possibilità sono gli unici strumenti utili a tale scopo anche perché Horizon 2020, stimolando direttamente l’economia, garantirà la base scientifica, tecnologica e la competitività industriale del futuro nonché la creazione di una migliore produttività e, conseguentemente, di posti di lavoro. Anche in Horizon, inoltre, sarà garantita un’adeguata partecipazione delle PMI che avranno una fetta del 15% del totale degli stanziamenti riservati. Un programma unico che, attraverso un sistema omogeneo di norme, evidenzia le possibilità di tradurre il progresso scientifico in prodotti e servizi innovativi che offrano opportunità imprenditoriali e cambino in meglio la vita dei cittadini. Nel contempo Horizon 2020 riduce drasticamente le formalità burocratiche ed amministrative semplificando norme e procedure;  – continua Patriciello – proprio questo punto risulta essere maggiormente urgente. Condivido in pieno dunque la disponibilità dell’Italia a firmare il cosiddetto ‘rafforzamento della capacità amministrativa’ che ha il compito di colmare il gap burocratico e amministrativo, presente soprattutto al Sud, che porta al blocco dell’iter di presentazione e assegnazione di progetti comunitari. Dal primo gennaio 2014 fino al 31 dicembre 2020 ci saranno nuove risorse per le nostre Regioni, non lasciamoci scappare questa nuova opportunità”.

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