Per i circa 300.000 pazienti campani con BPCO (bronco-pneumopatia cronica ostruttiva) la possibilità di migliorare la propria condizione clinica.

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Sono circa 300.000 i campani colpiti da bronco-pneumopatia cronica ostruttiva: aiutare questi pazienti a mantenere una buona performance fisica è indispensabile per proteggere la loro qualità di vita.

La BPCO è una malattia cronica caratterizzata da una ostruzione bronchiale persistente che conduce gradualmente a una vera e propria “difficoltà respiratoria”. Intervenire precocemente con la giusta terapia e una costante attività fisica sono alla base di un’efficace gestione della malattia.

“La dispnea, la tosse cronica persistente e il catarro, sono i maggiori sintomi della BPCO” afferma  il Professore Fausto De Michele, Direttore Unità Operativa Complessa di Pneumologia e Fisiopatologia Respiratoria, Azienda Ospedaliera A. Cardarelli di Napoli, Presidente Nazionale AIPO, “La mancanza d’aria è ciò che riduce gradualmente la capacità di esercizio dei pazienti: la crescente difficoltà a svolgere le semplici attività quotidiane, dalla comparsa di dispnea nel salire le scale alla ridotta resistenza a percorrere brevi tragitti fino al trovare proibitive anche semplici attività quotidiane come vestirsi o lavarsi”.

I pazienti con BPCO spesso tendono a diventare sedentari poiché l’attività fisica genera disagio respiratorio, questo li spinge a ridurre sempre di più la loro mobilità facendo avvitare il paziente in un circolo vizioso di dispnea, ridotta attività ulteriore peggioramento della tolleranza allo sforzo.

“L’attività fisica svolge un ruolo fondamentale, perché attraverso un buon allenamento si riesce a conservare, nel tempo, una tolleranza allo sforzo maggiore” prosegue De Michele “modificare il proprio stile di vita mantenendo un buon livello di attività fisica,  integrato da specifici programmi di riabilitazione, è un provvedimento che  può contrastare l’avanzamento della malattia”.

Il ricorso ai farmaci broncodilatatori, terapia di riferimento per il trattamento della BPCO, è fondamentale per aiutare il paziente a mantenere una performance fisica quotidiana.

“Recenti evidenze sperimentali2 hanno confermato come i soggetti trattati con la co-formulazione indacaterolo/glicopirronio, oltre al miglioramento della funzionalità polmonare, guadagnino 16 giorni liberi dai sintomi nell’arco temporale dei 6 mesi rispetto alla terapia farmacologica con altri broncodilatatoiri utlizzati in monoterapia.” afferma il Professore Alessandro Vatrella, Direttore della Cattedra di Malattie Respiratorie, Università degli Studi di Salerno “Il migliore controllo dei sintomi per il paziente significa riprendere a compiere quelle azioni quotidiane compromesse dalla malattia, con risvolti positivi e importanti anche a livello psicologico”.

Questi recenti risultaticonfermano che l’azione sinergica della co-formulazione indacaterolo/glicopirronio migliora la performance fisica dei pazienti, offrendo una nuova valida opportunità terapeutica nel trattamento della BPCO.

“L’indacaterolo e il glicopirronio sono broncodilatatori con meccanismi d’azione differenti con una durata d’azione di almeno 24 ore e quindi somministrabili una volta al giorno. L’assunzione contemporanea dei due farmaci può rappresentare un’importante novità in termini di efficacia terapeutica potendo apportare significativi vantaggi in termini di impatto sulla qualità di vita. La somministrazione contemporanea induce una broncodilatazione rapida che il paziente percepisce con sollievo sintomatologico immediato. La possibilità di disporre di due principi attivi nello stesso erogatore, per una patologia cronica come la BPCO, può avere un risvolto importante in termini di aderenza al trattamento”. conclude Vatrella “La migliore aderenza al trattamento può tradursi in un miglior controllo della malattia con una riduzione delle riacutizzazioni e dei ricoveri ospedalieri”.

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