Pompei, parla Osanna: 3,5 milioni di visitatori, valutiamo sorveglianza armata, sì alle sfilate di moda, no alle foto nuziali.

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“Il pubblico a Pompei è sempre più variegato e diversificato, ci sono 3,5 mln e mezzo di flussi che stanno salendo anche del 10 per cento mensilmente. Gli ingressi vanno adeguati, serve una riorganizzazione ed un adeguamento agli standard internazionali. La prossima settimana andranno in vigore i monitor con tutte le informazioni necessarie. Serve un approccio globale, stiamo lavorando sul sistema dei braccialetti, per uscire e per entrare e che siano per i disabili. Vogliamo fare un pacchetto di fruizione per i visitatori e pubblicarlo per l’autunno. La prima sperimentazione entrerà in vigore a fine estate”. Lo ha detto il professor Massimo Osanna, direttore generale della Soprintendenza del Parco Archeologico di Pompei nel corso del Forum all’ANSA. “La questura ci chiede di evitare i bagagli – ha spiegato – ma non è cosi’ facile, sono temi complicati e ci vuole sinergia istituzionale per ottenere i risultati”.

A Pompei, in vista dell’emergenza terrorismo, si sta pensando di riorganizzare gli ingressi “Con guardie armate, metal detector e anche l’esercito”, come già avviene in molti luoghi sensibili a partire dal Colosseo, “sia per tutelare i visitatori sia per gli scavi”. Lo annuncia al FORUM ANSA Massimo Osanna, direttore del Parco archeologico: “Dobbiamo organizzarci bene – dice – anche per non creare code e ingorghi alle entrate, che potrebbero costituire esse stesse un obiettivo”. La prima sperimentazione, anticipa, si prevede “entro la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno”. Ci sono da valutare tante cose, spiega, non ultima la questione dei bagagli “perché la questura già oggi ci chiede per esempio di vietare le borse, stiamo studiando come fare senza creare troppo disagio ai visitatori”.

Non solo gli scavi delle ultime settimane con i grandi ritrovamenti del Vicolo dei Balconi. A Pompei, annuncia al FORUM ANSA Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico, si continuerà d’ora in poi a scavare “in maniera sistematica, è un nostro dovere”. “Bisogna uscire dal pudore di non scavare più a Pompei- spiega – Certo la città non si potrà scavare tutta, perché la parte ancora sepolta si estende per ben 22 ettari e ci vorrebbero generazioni. Ma credo che lo scavo, lento e sistematico, d’ora in poi debba essere permanente”. Il progetto, partito con il finanziamento europeo e legato alla messa in sicurezza delle zone più fragili della città antica, proseguirà quindi, anticipa, riportando alla luce le diverse “isole” di terreno lasciate intonse dagli scavi antichi. “Nel ‘700 e poi nell’800 hanno scavato tanto ma non avevano le nostre capacità e i nostri mezzi. Dobbiamo scavare recuperando dati che non sono mai stati trovati, è un nostro dovere continuare a farlo”.

Nessuno scandalo per la moda tra le rovine di Pompei, purché si tratti di “eventi al top, niente matrimoni”. Lo dice al FORUM ANSA il direttore del parco archeologico Massimo Osanna, che accoglie la suggestione lanciata al Colosseo dal ministro Bonisoli e sottolinea: “Quando la Grecia disse no alle sfilate al Partenone io ero pronto ad accogliere abiti e modelle”. Quindi dopo i concerti, il teatro e le mostre, sì anche ad una sfilata di alta moda tra domus e colonne dell’antica città campana sepolta dal Vesuvio, anche se con netti distinguo: “Va scardinata l’idea dell’antichità-feticcio. – dice Osanna- Dal 1948 abbiamo cambiato Pompei con progetti, scavi, opere d’arte contemporanea innestate nell’antico, quello degli Scavi è un paesaggio che si trasforma, una città sempre contemporanea, che adeguiamo al percorso biografico della nostra generazione”. Attenzione però, avverte: “Deve entrare solo la moda top, solo eventi mondiali.
Ho vietato invece le foto per i matrimoni”.

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