Riordino carriere in Polizia, manifestazione Coisp ed appello a Salvini.

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Nella mattinata di domani 4 luglio, dalle ore 9,30 alle ore 14,00, i poliziotti aderenti al Sindacato indipendente della Polizia di Stato COISP , manifesteranno il loro dissenso contro i mancati correttivi al riordino delle carriere il cui termine ultimo scadrà il prossimo 7 luglio. Le iniziative saranno tenute innanzi a tutte le sedi provinciali delle Questure e delle Prefettura.

A Napoli  le manifestazioni saranno organizzate da delegazioni della Segreteria Provinciale, diretta da Giuseppe Raimondi e Regionale guidata da Alfredo Onorato. Sulla vicenda è intervenuto il leader provinciale del Coisp il quale ha dichiarato:” Dopo 23 anni dall’ultima legge di revisione dei ruoli della Polizia di Stato, finalmente lo scorso novembre è andato in vigore il Decreto Legislativo 95 /2017 che avrebbe dovuto rendere merito ai poliziotti per quanto quotidianamente fatto; tantissime erano le aspettative per i colleghi che aspiravano a progressione in carriera e quanto altro. Sin dall’inizio il decreto presentava delle lacune, prontamente evidenziate dal Coisp, ma fortunatamente era stato previsto un periodo di 12 mesi per studiarne i correttivi e sistemare il tutto. Questo iter terminerà il prossimo 7 luglio, ma di rassicurazioni circa i miglioramenti proposti purtroppo non ne abbiamo. A questo punto – conclude Raimondi – occorre manifestare il nostro malumore nelle piazze, far capire alla gente comune come coloro che quotidianamente rischiano la vita a difesa dei diritti civili, della Democrazia, vengono traditi dalle stesse Istituzioni.

Sulla stessa lunghezza d’onda sono le dichiarazioni di Alfredo Onorato: “ Condivido pienamente quanto affermato dal segretario di Napoli . Il decreto legislativo 95/2017 è stato forse l’ultimo atto del vecchio esecutivo, per tale motivo ci rivolgiamo al neo Ministro dell’Interno Matteo Salvini, da sempre vicino alle problematiche delle donne e degli uomini in divisa e loro strenuo difensore, chiedendogli per l’ennesima volta di dare un segnale forte , di riconoscere il giusto riconoscimento a chi quotidianamente rischia la vita, mette in gioco gli affetti familiari per il bene della collettività. Siamo certi che il nostro appello non resterà inascoltato.”

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