Ancora tagli alla sicurezza, la denuncia del COISP: a rischio operazioni di cattura dei latitanti.

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catuognocoispI media continuano a porre in evidenza gli eccessivi tagli alla spesa cui, grazie alla legge di stabilità, sarà sottoposto il Comparto Sicurezza e, in special modo, i reparti investigativi di Carabinieri e Polizia di Stato.

Reparti quali la Squadra Mobile di Napoli che continua, imperterrita e spesso solo con abnegazione e spirito di squadra a incardinare trame per poter assicurare alla giustizia pericolosi latitanti che, sovente, si nascondono anche fuori provincia –

“Eppure – asserisce Giulio Catuogno, Segretario Generale Provinciale del sindacato indipendente di Polizia Co.I.S.P. – con questi tagli saranno proprio loro, i nostri professionisti dell’investigazione a venir penalizzati. Proprio loro che, abbandonando per giorni e giorni affetti e case, pongono la loro vita professionale e privata a servizio dello Stato a pagare le conseguenze di questi tagli che porteranno alla ancora più latente possibilità di acquisto anche del materiale necessario per le intercettazioni”.

“Poco più di un mese fa – dice ancora con disappunto Catuogno – in seguito all’episodio che ha visto coinvolto e miracolosamente salvo il nostro collega della Squadra Mobile, tutta la schiera di Ministri non ha fatto altro che mettere in risalto l’integerrima professionalità posta in essere da quegli uomini che, godendo di grande stima, sarebbero stati aiutati con l’arrivo di uomini e mezzi”.

“Ebbene, Egregi Ministri – dichiara deluso ma combattivo Giulio Catuogno – siamo stanchi di queste parate mediatiche e siamo stanchi di promesse mancate. Di uomini ne sono giunti solo dieci e, con l’avvicinarsi del Giubileo, se ne vedranno pochissimi altri sul territorio partenopeo. Di mezzi ed incentivi neanche l’ombra”.
“Gli uffici investigativi di Napoli – continua infine Catuogno – sono privi anche delle cose più semplici e necessarie, computer efficienti dove poter scrivere gli atti di polizia giudiziaria da mandare in procura e materiale per le intercettazioni, mentre il Governo continua a rispondere con pugnalate e proposte di irrisori aumenti stipendiali di appena € 9 pro capite, dopo ben 6 anni di latitanza dei nostri contratti di lavoro. Ma se a latitare nel lavoro e nei risultati fossero proprio i colleghi dell’investigativa partenopea, come sarebbe vista quest’azione dal Governo?!”
“Ovviamente – conclude Catuogno – non mancheremo di far sentire la nostra voce e non disdegneremo di organizzare altre manifestazioni, dopo quella del 15 ottobre u.s. a Roma, per evitare che la città di Napoli resti priva della sua arma migliore, la polizia giudiziaria”.

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