Tutto è possibile, i bambini alle prese con Escher, da lunedì 25 al Medì di Piazza dei Martiri.

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Piccoli artisti in mostra ispirati da Escher: è il senso di “Tutto è possibile”, una mostra visitabile negli spazi di Medì (Piazza dei Martiri, 30) lunedì 25 giugno dalle ore 18 alle ore 20 e martedì 26 e mercoledì 27 giugno dalle ore 10 alle ore 13.

Inserita nell’ambito del progetto “Cultura Energia Economica” promosso dalla Fondazione Odcec Napoli, l’esposizione è frutto del lavoro di Esperimento 20: da alcuni decenni la scuola dell’infanzia e primaria diretta da Giovanna Mayer si concentra sul rapporto tra l’arte e il mondo dell’infanzia, valorizzando la libera espressione e la creatività dei bambini e sviluppando interventi pedagogici che favoriscono l’apprendimento a partire dagli stimoli delle arti.

Negli ultimi anni i bambini di Esperimento 20 hanno avuto modo di confrontarsi con numerosissimi artisti, di conoscerli visitando le loro mostre, di immergersi nel loro modo di fare arte e rappresentare il mondo.

Per comprendere appieno un artista, per farlo proprio, per riuscire a impadronirsi il più possibile delle sue tecniche bisogna però sporcarsi le mani. Per questo motivo il lavoro intorno a un artista è sempre stato per i bambini un lavoro pratico, un laboratorio in cui sperimentare e sperimentarsi.

Seguendo questo percorso e avendo sempre voluto dare la giusta importanza alle opere realizzate dai bambini, ogni anno è stata allestita una mostra su uno specifico artista. Quest’anno la mostra riguarda il lavoro di  Maurits Cornelis Escher.

Scale che non hanno inizio né fine, uccelli in volo che si fondono come il giorno e la notte, mondi impossibili che sembrano partoriti da un sogno. Osservare le opere di Maurits Cornelis Escher significa intraprendere un viaggio lungo i confini dello spazio, in una realtà che esiste in qualche anfratto profondo della nostra mente e quando viene a galla ci costringe a porci degli interrogativi su ciò che è vero e ciò che è solo apparenza.

Questo è il percorso che i bambini di Esperimento 20 hanno affrontato insieme a Gloria Saccone. Un viaggio ai confini di una realtà rigorosamente rappresentata e così fuori dalle logiche spaziali acquisite. Escher dice: “Il mio lavoro è un gioco molto serio.” E così è stato per i bambini.

Il modo che hanno usato per penetrare le opere di Escher è stato il gioco, giocare con serietà, utilizzando linee, forme, spazi percependo l’illusione delle rappresentazioni bidimensionali e la visione sempre diversa della tridimensionalità.

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