Un anno e mezzo per una Tac, la denuncia di un’anziana.

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dall’Avv. Stefano Rossi riceviamo e pubblichiamo

Spett.le Redazione,

segnaliamo quanto segue Vs valutazioni, a denunciare e rimarcare le assurdità del sistema sanitario nazionale.

Nunzia Esposito, 98 anni compiuti a gennaio, vedova, pensionata, si è rivolta al nostro Studio per rappresentarci quanto segue.

Circa un mese fa il geriatra che segue l’anziana signora, a seguito dei risultati di alcune analisi del sangue, ha prescritto una serie di esami diagnostici specifici della testa, tra i quali una TAC cranio urgente senza liquido di contrasto.

Il nipote della Sig.ra Nunzia ha contattato il cup della Regione Campania per prenotare l’esame diagnostico-strumentale (essendo, tra l’altro l’esame convenzionato con il S.S.N. ed avendo la donna l’esenzione totale dal pagamento del ticket sanitario)…e si è sentita rispondere che le prime date disponibili erano per gennaio 2020…tra oltre un anno !

La figlia ha dunque deciso di far eseguire alla madre tutte le analisi prescritte dal geriatra in regime “privatistico”, spendendo circa 560,00 euro.

Nello stesso tempo la donna ha deciso di rivolgersi ai nostri Uffici per denunciare pubblicamente la cosa e valutare possibili azioni legali a tutela dei diritti del malato.

Il nostro Ufficio legale sta valutando la possibilità di esperire una azione civilistica “restitutoria” con il Ministero della Salute per ottenere il rimborso della somma spesa quando l’assistito del S.S.N. poteva beneficiare a pieno diritto dell’esenzione dal ticket se l’esame diagnostico fosse stato eseguito in “tempi ragionevoli” vista e considerata anche la veneranda età della Sig.ra Nunzia…oltre la problematica di salute riscontrata.

Avv. Stefano Rossi

 

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