Governo, ex ministro Scotti: sarà pragmatico e post ideologico.

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da Tribuna Politica Web

Un governo post-ideologico, pragmatico,  che guarda ai problemi reali del Paese. Ma che avrà un futuro se  riuscirà a stabilire le priorità da realizzare rapidamente all’interno del contratto di governo. E‘ l’opinione di Vincenzo Scotti, già  ministro degli Esteri, del Lavoro e degli Interni a cavallo degli anni ’80-90 in diversi governi (ex Sindaco di Napoli per pochi mesi nel 1984, ndr)  e oggi presidente della Link Campus  University, sul nascente governo M5S e Lega. E nella Link Campus  insegnano diverse personalità che erano state indicate dal M5S in  campagna elettorale come ministri per il governo.      

Un governo che, per Scotti, dovrà essere guidato da un politico e non  da un tecnico, come ha spiegato in un’intervista rilasciata alla web  Tv di consulentidellavoro.it. “Coloro che hanno fatto questa  operazione -spiega- devono assumersi la responsabilità di gestirla.  Non si può dare ‘in gestione’ a un altro. Di Maio o Salvini? Devono  mettersi d’accordo loro due, facciano una staffetta: per un periodo  uno, per un periodo l’altro. Il momento più complicato è certo quello  di partire, il più giovane deve impegnarsi in questo. Spero che in  questa settimana -aggiunge- ci sia il giuramento e possa andare in  Parlamento”.

Di certo, per Scotti, “questo è il governo nell’era della  post-ideologia”. “Non c’è nessun partito – avverte – che ha radici  ideologiche in questo governo. Sono due partiti pragmatici che si  legano ai problemi reali della gente. E noi siamo in un momento  cruciale della vita del nostro Paese. E se si legge il programma di  governo con una certa rapidità si ‘scoprono’ pezzettini di una cultura tradizionale di sinistra, pezzettini di una cultura di destra. Questo  è il simbolo del cambiamento del Paese: non c’è più una risposta  ideologica di blocco, una società definita da costruire. C’è una  risposta alle sfide concrete che vengono avanti -rimarca Scotti- senza pregiudizi ideologici”.

E sul rischio di mancanza di coperture economiche per il programma di governo, Scotti risponde così: “Bisogna vedere i tempi e  le scadenze di attuazione -sottolinea- del contratto di governo. Non  tutto si può avere allo stesso istante e allo stesso momento. Questo  contratto andrà sviluppato nel tempo. Anche se alcune cose andranno  fatte con priorità. La cosa che dovranno fare adesso -rimarca- è  fissare le priorità”.      

Per Scotti, “il programma è un programma che tende ad essere di  legislatura e adesso va articolato nel tempo con le priorità che vanno stabilite anche con le contingenze economiche generali”. “Se dovesse  continuare una crescita economica italiana ma anche europea e mondiale – dice – allora avresti un cammino e un fabbisogno. Se la situazione  peggiora -aggiunge- e c’è problema di peggioramento del debito dovrai  fare altre cose”.

Per Scotti, le vere novità del programma rispetto al passato sono  l’attenzione ai problemi sociali ed economici dei cittadini, con  interventi come il reddito di cittadinanza e più sicurezza. “La cosa  che balza evidente sono alcune emergenze sociali -sottolinea- su cui  il programma si diffonde più ampiamente. Si capisce che sono più  ‘vissute’ e nascono dall’esperienza di presenza nella società. Dare  risposta a delle emergenze sociali drammatiche e consentire alla gente di sopravvivere e di avere una speranza di crescita di cambiamento.  Questo è il punto innovativo rispetto al passato”.

E in politica estera, Scotti sottolinea, “nel programma  di governo ci sono proposte di mediazione rispetto ai programmi  elettorale: questo ci fa capire che quando ci si avvicina a governare  allora bisogna mettere i piedi per terra ed essere concreti”.

Questo sarà il grande sforzo che il M5S e la Lega dovranno fare:  spiegare ai loro cittadini che tutto quello che hanno annunciato lo  faranno ma ci saranno delle priorità fissate dalle risorse  disponibili”, sottolinea.       

Ma, per Scotti, nei prossimi mesi, saranno indispensabili unità e  condivisione nel Paese. “Fino ad oggi noi non abbiamo avuto -conclude- risposte adeguate ai cambiamenti del mondo, alle diseguaglianze  crescenti. Non ci sono risposte adeguate. Io non ho votato Cinque  stelle, vengo da un’epoca diversa ma ho il rispetto di chi sta  tentando un cammino di questo tipo. Se non si crea unità e  condivisione nel Paese su alcuni obiettivi di fondo la battaglia a  livello europeo e mondiale non la si vince, saremo deboli e isolati”.               

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