Ponte Morandi, Toninelli: Autostrade dovrà risarcire ma non ricostruire. Cosa dice la Convenzione.

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“Autostrade dovrà risarcire ma non ricostruire. Sarebbe una mancanza di rispetto per le vittime”. Lo ribadisce il ministro delle Infrastrutture e i Trasporti Danilo Toninelli ai microfoni di Radio Anch’io. Per questo motivo, aggiunge, il progetto che verrà presentato a breve da Autostrade per la ricostruzione verrà rispedito al mittente: “E’ normale che debbano mettere i soldi, è scontato in termini di risarcimento. Ma è anche normale che non siano loro a ricostruire. Ci deve essere il sigillo dello Stato. Loro metteranno i soldi ma il ponte lo ricostruiremo noi”.

Intanto questa mattina il capo dipartimento nazionale della Protezione civile Angelo Borrelli ha partecipato a Genova a una riunione con il presidente di Regione Liguria e commissario delegato all’emergenza di ponte Morandi Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci sulle opere di ripristino dopo il crollo del viadotto Polcevera. “Abbiamo valutato quello che c’è da fare – ha spiegato -, anche in termini di modifica della prima ordinanza di Protezione civile per ulteriori interventi. Non è un problema di fondi, è un problema di interventi che devono essere disciplinati dall’ordinanza. Credo che i fondi bastino. Dobbiamo andare avanti realizzando gli altri interventi”.

Borrelli in mattinata effettuerà un sopralluogo sull’area del crollo, poi alle 12 parteciperà alla riunione del Ccs, centro coordinamento soccorsi, in prefettura a Genova alla quale prenderà parte anche l’Arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco. “La priorità è l’assistenza ai cittadini, il ripristino della viabilità e tutti gli altri interventi già previsti in ordinanza”, ha sottolineato Borrelli. Nessun commento invece da parte del capo dipartimento di protezione civile sulla polemica tra Toti e Di Maio sull’affidamento della ricostruzione del ponte.

Una spesa annua per la gestione del verde e delle pulizie in autostrada più del doppio (11,1 milioni di euro contro 4,7) rispetto a quella per gli interventi sulle gallerie, mentre alle ‘pavimentazioni’ – quindi gli interventi sull’asfalto – sono destinati 105,3 milioni di euro in media, ovvero tre volte gli interventi (31,2 milioni) per ammodernare e mantenere in sicurezza le ‘opere d’arte’, ovvero ponti, viadotti e cavalcavia, della rete autostradale. Il tutto per un importo medio annuo stimato – fra il 2013 e il 2038 – in circa 290 milioni di euro l’anno, di cui più del 90% (in media 262 milioni di euro) attraverso imprese esterne e una minima parte (21,7 milioni) internalizzata.

Sono alcuni degli elementi che emergono dall’analisi della convenzione sottoscritta nel 2007 tra Autostrade per l’Italia e il ministero dei Trasporti e di cui ieri la società ha diffuso il contenuto sul proprio sito.

Si tratta di una documentazione imponente, e in gran parte già conosciuta, che tuttavia – soprattutto nella sua componente economica e finanziaria – fa emergere dati interessanti. In particolare, il corposo allegato E che include il Piano aggiornato al 2013 e che mostra un canone di concessione fissato al 2,4% dai ricavi da pedaggi di competenza della società. Quanto al Wacc (Weighted Average Cost of Capital), ovvero il tasso di remunerazione del capitale investito, nel documento è definito al 10,21%, valore che, al netto delle tasse, si riduce al 6,85%. Nel periodo 2013-2038 gli investimenti vengono fissati in 10,34 miliardi di euro, con 7,5 miliardi per le manutenzioni.

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