La protesta delle guide a Pompei. Martusciello (FI): interrogazione in Commissione Ue. Saiello (M5S): emendamento alla legge regionale.

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No alla guida improvvisata sì alla guida specializzata”. Con questo slogan le guide turistiche della Regione Campania, oltre 200 in rappresentanza della categoria, davanti agli scavi di Pompei il 19 giugno, hanno manifestato il loro dissenso nei confronti delle Istituzioni e del Governo Italiano. Nel mirino dei ciceroni regionali, la scarsa trasparenza e la confusione generate dalle incongruenze di una normativa nazionale che assume i connotati di una intricata matassa: assenza di una legge che definisca requisiti chiari per diventare guida, che tuteli la professionalità di operatori culturali, che protegga dal paradosso di una guida abilitata in altra Regione che lavora sui siti della Campania (o di una zona per la quale cui non è stata abilitata).  Le guide non ci stanno e dalla piazza del sito archeologico tra i più visitati al mondo, lanciano un messaggio chiaro e inequivocabile a tutela della professione:

Dopo anni non possiamo più tollerare questa situazione – attacca il presidente dell’associazione guide turistiche Campania Pietro Melziade – chiediamo delle regole chiare, una legge quadro di riferimento che stabilisca i criteri di accesso alla professione. Diciamo basta a questa situazione di incertezza e di scarsa trasparenza, determinata anche da funzionari incompetenti, che favoriscono l’illegalità, l’abusivismo indiscriminato, l’arbitrario uso della professione di guida, il lavoro a nero, la concorrenza sleale tra le guide e il conseguente impoverimento della qualità dei servizi offerti”.

Presenti alla mattinata tutte le sigle che rappresentano la categoria ARCG, Uiltucs, UGL, Flaica Cub, Federagit, Cgil/Filcams unite nella richiesta di una soluzione dell’annoso problema.

Le organizzazioni rappresentative della guide turistiche abilitate in Campania – afferma Michael Fiorentino FlaicaCUB – protestano vivamente contro l’articolo che causa lo stato di incertezza della categoria (art. 3 della legge 97/2013): frutto di un preavviso di procedura di infrazione della commissione europea che non è mai stato chiarito dal governo Monti.  L’effetto è stato che a livello turistico l’Italia – continua Michael fiorentino FlaicaCUB- è stata trasformata in una terra colonizzata dalle grandi multinazionali del turismo straniero che traggono vantaggio da questa situazione. Eliminando l’ambito territoriale, per le guide si crea una conseguenza immediata: se ne elimina la competenza e la specializzazione. Di fatto non si tiene conto della specificità dei territori e dei beni ancorati ad essi e quindi si auspica che il governo riveda le proprie interpretazioni del diritto europeo”.

Una questione annosa, che sembra favorire interessi di pochi operatori turistici a discapito di una professione che in tutta Italia prevede 30mila lavoratori.

Di fatto  – afferma Daniela De Vincenzo, vicepresidente dell’Associazione Guide Turistiche Campania  – l’apertura indiscriminata dei siti anche a guide abilitate in altre Regioni, e la conseguente mancata conoscenza dei siti, produce poca attenzione alla conservazione e sicurezza degli stessi e determina un servizio inadeguato all’utente finale che è il turista. Le forze dell’ordine – continua –  purtroppo non riescono a svolgere il loro compito di controllo a causa di articoli di legge volutamente generici redatti da politici che sembrano ignorare la funzione l’importanza e il valore del comparto turistico italiano.

Pompei è solo il primo atto. La protesta, il cui senso è stato condiviso con volantini distribuiti a turisti e operatori e che ha anche il sostegno delle associazioni di categoria nazionale è solo il primo passo. “Ci aspettiamo – avvertono i manifestanti – risposte dal nuovo Governo, se no faremo sentire ancora la nostra voce a livello nazionale in altri siti di altrettanta importanza”.

“Presentata in Commissione UE un’interrogazione per tutelare la categoria delle guide turistiche. Tale figura professionale, poiche’ e’ stata erroneamente inserita nella Direttiva Europea Servizi, ha permesso la nascita di una guida turistica nazionale, consentendo a soggetti comunitari, di operate in Italia senza la necessaria abilitazione, penalizzando quindi le nostre guide formate e abilitate. Abbiamo chiesto alla Commissione di fare chiarezza su tale figura riconoscendone la professionalita’ e la stretta connessione al patrimonio nazionale di appartenenza”. 

Lo dichiara in una nota Fulvio Martusciello europarlamentare di Forza Italia

 

“La situazione di caos creatasi al Parco archeologico di Pompei, sfociata nella protesta delle guide turistiche autorizzate della Campania che lamentano la concorrenza indiscriminata di abusivi, rischia di esplodere se dovesse essere approvato l’articolo 8 della legge regionale di Semplificazione che autorizza una liberalizzazione indiscriminata dell’intero mercato. Un testo che recepisce le linee guida di una legge nazionale ancora orfana del decreto ministeriale che definisce i criteri per la classificazione dei cosiddetti siti protetti, prevedendo una formazione con relativo attestato per le guide in aree speciali, come la stessa Pompei, dove è necessaria una professionalità e una meticolosa conoscenza dei luoghi, anche a tutela degli stessi. Come Movimento 5 Stelle abbiamo presentato un emendamento abrogativo dell’articolo 8, in attesa almeno di chiarire a livello nazionale i criteri di classificazione dei siti speciali”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello.

“Aprire in maniera indiscriminata al mercato delle guide – prosegue Saiello – comporta una penalizzazione dei tantissimi professionisti campani nel settore, che si troverebbero non soltanto a dover contrastare la concorrenza degli abusivi, ma anche a dover concorrere con guide provenienti da tutte quelle regioni nelle quali le regole sono più restrittive che in Campania. Nella seduta della Quarta Commissione, prevista per giovedì mattina, chiederemo di abrogare l’articolo sulle guide turistiche dal testo sulla Semplificazione. Come Movimento 5 Stelle, riteniamo che il settore debba essere regolato da una formazione ai fini di un’abilitazione, anche alla luce del decreto ministeriale che definirà i criteri per la classificazione dei siti speciali”.

 

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