Parlamento Ue approva sanzioni ad Ungheria e riforma diritti d’autore.

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Il Parlamento Europeo ha deciso di raccomandare l’apertura della procedura prevista dall’articolo 7 del Trattato sull’Unione Europea, che prevede sanzioni, nei confronti dell’Ungheria, come proposto dal rapporto Sargentini. Nella plenaria il rapporto è stato approvato con 448 sì, 197 no e 48 astenuti (693 votanti). Il presidente del Parlamento Antonio Tajani si è congratulato con la relatrice Judith Sargentini (Verdi).

Il report Sargentini, presentato dall’europarlamentare verde lo scorso aprile alla commissione per le Libertà civili, la Giustizia e gli Affari interni del Parlamento, mette l’Ungheria sotto accusa per il mancato rispetto dei valori europei. In particolare, tra le accuse mosse contro il governo Orban, vi sono la violazione della libertà di associazione, di espressione e di religione, la mancata indipendenza del sistema giudiziario, le criticità nel funzionamento del sistema elettorale, corruzione ed conflitto d’interessi, privacy e protezione dei dati insufficiente, uso “a fini privati” dei fondi europei e mancato rispetto dei “diritti fondamentali di migranti, richiedenti asilo e rifugiati”.

Il Parlamento europeo ha approvato la proposta di riforma della direttiva Ue sul diritto d’autore, dopo aver votato una lunga serie di emendamenti. La proposta è stata approvata dalla plenaria a Strasburgo con 438 voti favorevoli, 226 contrari e 39 astenuti.

Cosa prevede la riforma

La riforma Ue del copyright nasce dalla constatazione delle difficoltà che incontra oggi la tutela del diritto d’autore nel mondo digitale. Il diritto d’autore e i diritti connessi sono diritti di proprietà intellettuale esclusivi, che proteggono, con qualche eccezione, il lavoro dell’autore o del creatore (un libro, un film, un software, eccetera) e gli interessi di coloro, come gli editori o le televisioni, che contribuiscono a rendere le opere disponibili al pubblico.

Il dibattito si è concentrato essenzialmente su tre questioni: la creazione di un nuovo diritto che consentirebbe agli editori di pubblicazioni giornalistiche di ottenere un compenso per l’utilizzo digitale dei loro articoli (articolo 11); l’imposizione alle piattaforme on line come Youtube di misure atte a monitorare i contenuti, al fine di tutelare la remunerazione del diritto d’autore (articolo 13); la creazione di una nuova eccezione sul copyright per consentire l’utilizzo di tecniche di ‘text and data mining’ nell’Ue (articolo 3).

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