Borsa Immobiliare in liquidazione, il disappunto degli agenti.

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Mattone forte uguale economia in ripresa. Una equazione fondamentale che però mal si addice al nuovo corso della Camera di Commercio. Il nuovo direttivo infatti ha pensato bene di mettere in liquidazione la “Borsa Immobiliare di Napoli”, la società che dall’ormai lontano 2006 si occupa di monitorare l’andamento delle quotazioni di tutti gli immobili della città e dell’Area Metropolitana, di realizzare il listino ufficiale semestrale dei prezzi, uno strumento fondamentale non solo per il lavoro degli agenti immobiliari ma per tutti quelli che posseggono un bene di questo tipo.

Svanisce d’incanto un mondo di studi e valutazioni che proprio di recente aveva raggiunto una intesa con Regione Campania e Comune di Napoli in vista dell’imminente inizio della dismissione del patrimonio immobiliare degli Enti Pubblici.

La messa in liquidazione della Borsa Immobiliare di Napoli non poteva lasciare indifferente le associazioni di categoria legate al mondo del mattone. Il presidente della Fimaa Vincenzo De Falco e quello della Fiaip Claudio Matarazzo hanno le idee chiare su quanto sta avvenendo all’interno della Camera di Commercio di Napoli. “Il primo pensiero è rivolto al personale stesso della società –spiegano- la salvaguardia del posto di lavoro degli impiegati è la cosa che più ci rattrista in questo momento. Lasciare a casa lavoratori precisi e puntuali è un fatto che non dovrebbe mai accadere soprattutto in un momento come questo che rende difficile ricominciare daccapo. A loro la solidarietà dell’intero mondo degli agenti immobiliari”.

 

La vicenda della Borsa Immobiliare di Napoli è stata trattata in tre righi riportati dal quotidiano “Il Mattino” dello scorso 30 dicembre. Dove Ciro Fiola affermava: “La Borsa immobiliare: siamo l’unico ente camerale d’Italia ad averla, ha un costo di 320mila euro all’anno e non produce alcun risultato, neppure in termini di immagine. Non serve e così queste risorse le destiniamo ad altro”.

Parole estremamente superficiali, addirittura offensive nei confronti di chi ci opera e, contrariamente a quanto frettolosamente affermato: produce.

 

“Le cose che funzionano a Napoli –spiega il presidente della Fiaip Claudio Matarazzo- vengono chiuse. La Bin per 13 anni è stata un autentico punto di riferimento del comparto. A partire proprio dagli agenti immobiliari. Abbiamo ottimizzato e migliorato, anno dopo anno, il borsino dei prezzi sempre più richiesto da operatori e consumatori, oltre che da tutte le altre categorie professionali. La scissione della parte residenziale da quella commerciale ha reso l’opera ancora più chiara e fruibile” chissà se chi ha votato contro la Borsa Immobiliare l’ha mai sfogliato è il caso di chiedersi.

 

Alla votazione contro la società il consiglio di maggioranza non è arrivato unanime. Si sono persi per strada già pezzi importanti come i Consiglieri della Camera di Commercio di Napoli, in rappresentanza dell’artigianato, Achille Capone (Segretario Provinciale CLAAI Napoli), Enrico Inferrera  (Presidente Confartigianato Napoli) e Vincenzo Gargiulo (direttore CNA Napoli) che hanno espresso voto contrario alle decisioni.

 

“C’è grande rammarico – continua il presidente della Fimaa Vincenzo De Falco- anche perché si era ritornato a parlare del mondo immobiliare napoletano grazie ad un grande evento come il MeetIn. Contrariamente a quanto si legge nell’intervista, la due giorni di ottobre alla Camera di Commercio ha avuto una grande cassa di risonanza. Telegiornali e giornali locali e nazionali hanno parlato del grande fermento nella città di Napoli così come le numerose personalità intervenute”. Una rassegna stampa di oltre cento pagine sono la risposta migliore per chi dalla Borsa chiedeva visibilità.

 

C’è sempre tempo per correggere gli errori e rivedere decisioni come questa: “La chiusura della Borsa va considerata come la sottrazione di un apprezzato strumento divulgativo, prodotto dal sagace lavoro degli agenti immobiliari di cui ne beneficia l’intera area metropolitana, cittadini, aziende, imprese, professioni che nella Camera di Commercio di Napoli devono trovare sostegno e non indifferenza” concludono i presidenti.

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