Dopo la pioggia le foglie sono verdi, Salvatore D’Antona presenta il suo libro sabato 6 al Maschio Angioino.

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Una storia cupa e drammatica avvenuta a Napoli alla fine degli anni Settanta: l’aggressione e la morte di Claudio Miccoli, ventenne pacifista e ambientalista vittima di un’azione squadrista neofascista per il solo fatto di aver invitato al dialogo. Su questo fondo lo scrittore napoletano Salvatore D’Antona costruisce un romanzo delicato e tenace, intitolato Dopo la pioggia le foglie sono verdi, pubblicato dall’editore Apogeo di Adria, introduzione di Luca Telese e postfazione di Livio Miccoli, fratello di Claudio e anima dell’Associazione Claudio Miccoli ( www.associazioneclaudiomiccoli.it).

Il libro di D’Antona vedrà la prima presentazione nazionale a Napoli, il 6 ottobre alle ore 16,30 nell’Antisala dei Baroni al Maschio Angioino, e rientrerà nella programmazione culturale dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli.

Il romanzo di D’Antona è ambientato non a caso in uno dei luoghi più suggestivi del Parco Nazionale d’Abruzzo, amato, difeso e frequentato nel corso della sua breve vita dal giovane Claudio Miccoli; la scena narrativa si svolge nel tempo di una salita da Civitella Alfedena a Forca Resuni, tragitto nel corso del quale il protagonista della narrazione ascende non soltanto verso un luogo di grande valore ambientale e simbolico, ma soprattutto verso una verità inquietante che non mancherà di scuotere il lettore e di porgli interrogativi di enorme valore etico e civile. Una scrittura delicata e di grande spessore poetico che ottiene, fin dalle prime pagine, due obiettivi fondamentali: recuperare una vicenda drammatica, quella di Claudio Miccoli, e far riflettere su valori immortali e fondanti di qualsiasi civiltà

La presentazione a Napoli di Dopo la pioggia le foglie sono verdi è un’occasione per la città di interrogarsi non soltanto su un episodio drammatico della propria storia, ma anche per porre le basi di una discussione che abbia al proprio centro la possibilità di affermare principi per i quali Claudio Miccoli perse la vita e che sono, dopo quarant’anni da quella vicenda, sempre più indispensabili. L’incontro sarà il primo di una serie, che vedrà coinvolte altre associazioni, altri luoghi, altre istituzioni, tra cui alcune scuole, visto il valore drammaticamente didattico della vicenda di Claudio e, in questo caso, del trattamento narrativo che D’Antona ne ha ricavato. Oltre allo scrittore, sarà protagonista anche l’Associazione che porta il nome di Claudio, da sempre attiva per tramandare la memoria di ciò che nei suoi brevi vent’anni lui realizzò.

 

D’Antona è approdato all’editore Apogeo di Adria (Rovigo) dopo una lunga militanza narrativa che ha prodotto diversi libri, tra i quali ricordiamo la raccolta di racconti L’incanto di Nuvola Panna (Demian Edizioni, 2007) e i romanzi: Come un arancio amaro (2009), La ragazza di Camden (2011), Santinillo (2011), Il fuoco e la carezza (2013) tutti con Demian Edizioni; Desiderio (La Tana del Bianconiglio, 2015), Un bacio prima dell’alba (Città Nuova, 2016), Perla (L’Orto della Cultura, 2016), Il viaggio di Mohamed (Città Nuova, 2018).

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