Torna Pizziamoci un Libro all’Antica Pizzeria Trianon da Ciro, appuntamento mercoledì 24 con Napoli Velata di Oreste Pipolo.

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Dopo lo straordinario successo del ciclo “Pizza in giallo”, ritorna il fortunato format “PIZZIAMOCI UN LIBRO”, nato dalla feconda collaborazione tra la storica pizzeria Trianon e la Rogiosi editore, nel corso del quale i partecipanti possono gustare l’ottima pizza del Trianon accompagnata da una bibita, dopo aver assistito alla presentazione dei libri della Rogiosi, il tutto al prezzo simbolico di 10 euro (che comprende pizza, bibita e libro).

La prima presentazione del 2018 si svolgerà mercoledì 24 gennaio, a partire dalle 20:00, negli storici locali della pizzeria Trianon da Ciro di Via Pietro Colletta a Napoli; si parlerà del libro Napoli velata di  Oreste Pipolo, fotografo di rilievo nazionale. Ne discuteranno l’editore Rosario Bianco e Miriam e Ivana Pipolo, figlie del fotografo scomparso, che hanno lavorato con lui per diversi anni e che, dopo la sua scomparsa, hanno continuato a gestire il suo studio fotografico. Ivana, dopo una lunga gavetta nel mondo della fotografia, impugna la macchina fotografica, mentre Miriam è il direttore creativo dello studio, colei che si occupa dell’organizzazione della giornata fotografica.

 

IL LIBRO

Il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, capolavoro assoluto in cui l’arte trova impareggiabile equilibrio tra forma e tensione morale, è la base sulla quale si fonda questo progetto fotografico. Il libro “Napoli velata”, con i suoi scatti costituisce un’opera di grande pregevolezza estetica, ma al contempo una forma di denuncia civile intima e silenziosa, che spiazza e induce a riflettere. Nelle immagini raccolte, Pipolo copre con il suo velo i visi e gli oggetti più indifesi. Lascia che la bellezza profanata dei monumenti, delle opere d’arte, degli uomini della sua Napoli, affiorino appena, per farcene sentire istantaneamente la struggente assenza. Attraverso il velo passa il concetto salvifico di un’azione profonda sulle coscienze e della vita in generale. Nella sua voglia di rappresentare la città c’è, per questo, anche il tentativo di salvarla dal degrado umano, morale e ambientale in cui versa. Così il velo bianco, l’oggetto puro che simbolicamente rappresenta il matrimonio, diventa elemento di protezione degli esseri umani e delle cose. Oreste Pipolo ha intuito che il velo poteva modellarsi sui monumenti o sui visi con una fluidità e una forza impareggiabili. Le forme vive o inanimate, avvolte da una materia eterea e lieve, si conservano ma non perdono le loro sembianze. Il velo è carezza, sudario e protezione.

 

Nella Cappella Sansevero, dove è collocato il Cristo velato, si conclude il film “Napoli velata”, di Ferzan Ozpetek, in questi giorni nelle sale cinematografiche, dove sta riscuotendo un grosso successo di pubblico. Il regista, come Oreste Pipolo, mostra la bellezza gioiosa e nello stesso tempo disperata di una città come Napoli, con i suoi monumenti di straordinario valore artistico troppo spesso violentati dal vandalismo e dall’incuria. Dietro questi luoghi si cela un mondo nascosto, “velato”, di violenza e degrado, di segreto e mistero, che il velo del fotografo copre, così come il perbenismo e l’ipocrisia dei personaggi del film, lasciando all’immaginazione la possibilità di interpretare la vera essenza di una città multiforme.

 

L’AUTORE

 

Oreste Pipolo nasce e lavora per tutta la vita a Napoli. È considerato il fotografo che meglio ha descritto, in tempi recenti, il capoluogo partenopeo attraverso l’obiettivo fotografico. Specializzato fin dall’inizio della sua attività in servizi matrimoniali, conia uno stile personale che getta la base per una vera e propria fotografia di genere. Ferdinando Scianna lo definisce lo sciamano delle spose. Il canale Sky Arte HD gli dedica una puntata della serie “Fotografi, viaggio alla scoperta dei maestri italiani”. Il regista Matteo Garrone ha girato su di lui un documentario, dal quale Marco Bellocchio ha tratto il film “Regista di Matrimoni”.

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