Lo chiamavano ‘O Scarfalietto di Scarpetta, aggiunte date al Trianon Viviani.

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Vista la risposta favorevole del pubblico, il Trianon Viviani,teatro ha deciso di programmare altre quattro recite – tre serali e una pomeridiana – della commedia ‘O Scarfalietto di Eduardo Scarpetta nell’adattamento originale di Fabio Brescia. Lo spettacolo andrà, quindi, in scena anche giovedì 8, venerdì 9 e sabato 10 febbraio, alle 21, e domenica 11 febbraio, alle 18.

Nel teatro del popolo – inaugurato nel 1911 proprio da una commedia di Scarpetta che segnò il debutto di Vincenzo nel ruolo, fino ad allora paterno, di Felice Sciosciammocca – la celebre commedia è riproposta in modo del tutto originale da Brescia, nella triplice veste di autore dell’adattamento, regista e interprete.

Spiega Brescia: «Dopo aver allestito Miseria e Nobiltà, ritorno a Eduardo Scarpetta per l’attualità dei suoi temi e per il suo carattere surreale: una macchina teatrale, mossa da un pretesto più che da una storia, che va giocata esclusivamente sui tempi comici, le caratterizzazioni dei personaggi e quella comicità viscerale, violenta e cinica che amo, che non fa sorridere lo spettatore ma lo mette quasi in una condizione di apnea».

«”Lo chiamavano… ‘o Scarfalietto”, come ho voluto ribattezzare l’adattamento – prosegue l’artista – trasporta, quindi, il testo originale ai giorni nostri, valorizzando il ruolo dell’attore, con un allestimento minimale: di qui anche la scelta, grazie appunto alla dimensione surreale di Scarpetta, di assegnare tutte le parti recitate ad attori uomini, a mo’ dei Legnanesi, perché un attore può interpretare qualunque ruolo».

La vicenda vede i giovani sposi Amalia e Felice Sciosciammocca, sempre pronti a litigare per qualunque banalità. La goccia che fa traboccare il vaso di un rapporto divenuto ormai impossibile è la rottura di uno scaldino nel letto nuziale. La loro storia si intreccia con quella di Gaetano Papocchia e della sua amante, la ballerina Emma Carcioff. Il finale vedrà tutti i personaggi disputarsi in un’aula di tribunale.

Nello spettacolo prodotto da Dream group, con Fabio Brescia, che interpreta Dorotea, la moglie di Gaetano Papocchia, sono in scena Stefano Ariota (Amalia), Salvatore Catanese (Felice), Carmine De Luca (Gaetano), Giorgio Sorrentino (Emma), Nicola Vorelli (Rosella Paparella), Rosario Ippolito (Michele Pascone), Ciro Sannino (Clotilde Maruzzella, madre di Amalia), Mattia Grillo (Saverio, garzone del salumiere), Moreno Granata (Totòr, coreografo di Emma), Salvatore Totaro e Mariano Grillo (rispettivamente gli avvocati Anselmo Tartaglia e Antonio Saponetta), Gregorio Del Prete (Pasquale, custode del teatro) e Rino Grillo (Presidente del Tribunale).

Brescia nasce come attore lavorando con artisti come Luisa Conte, Carlo Giuffrè e Tato Russo. Forma poi la propria compagnia con cui mette in scena spettacoli dalla comicità surreale. Noto conduttore radiofonico e televisivo, è conosciuto al grande pubblico per aver inventato la trasmissione di scherzi radiofonici più ascoltata di sempre, nonché il personaggio di cabaret di Deborina, che quest’anno festeggia il quindicesimo anno di messa in onda. All’attività di attore, comico e drammatico, ha affiancato quella di scrittore, pubblicando quattro romanzi, tra cui Tienimi per mano che si è aggiudicato il premio Domenico Rea.

Prosegue, intanto, la possibilità di sottoscrivere al Trianon Viviani un abbonamento a sette spettacoli a scelta tra questo e i prossimi dieci titoli in cartellone. Gli abbonamenti possono essere acquistati presso il botteghino del teatro (aperto tutti i giorni: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 19; la domenica dalle 10 alle 14), o nelle prevendite convenzionate riportate nel sito istituzionale www.teatrotrianon.org. I prezzi partono da 85 euro.

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