Bancarotta fraudolenta Castellammare di Stabia Multiservizi, operazione GdF.

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4482_castellammare-“crac”-multiservizi-il-comune-sara-parte-civileNella mattinata odierna, su delega della Procura della Repubblica di Torre Annunziata i militari della Compagnia della Guardia dì finanza di Castellammare di Stabia. coadiuvati da colleghi di altri reparti, hanno eseguito due ordinanze emesse dal l’ufficio G.l.P. del Tribunale oplontino (su conforme richiesta della Procura) nei confronti di VALLARIO Marco e ADDEZIO Giancarlo destinatari, il primo, della misura cautelare dell’obbligo dì dimora nel comune di Napoli e della sospensione dall’esercizio della professione di commercialista per mesi 8, mentre il secondo della misura interdiltiva della sospensione, per mesi 8, dall’esercizio del professione di avvocato i reati di bancarotta fraudolenta e peculato, commessi durante la gestione della società Castellammare di Stabia Multiservizi S.p.A.. a totale partecipazione pubblica, affidataria della gestione del servizio rifiuti.

Indagati a piede libero, in concorso con gli stessi, anche BALDASSARRE Monica e ROSSI Franco, nei confronti dei quali il GIP, ferma la gravità indiziaria, ha ritenuto cessate le esigenze cautelari – su conforme istanza della Procura, che ha revocato la richiesta di arresto, determinatasi in seguito al loro atteggiamento collaborativo.

Risulta anche indagato CAJATI Massimo, all’epoca dei fatti vice-direttore generale della partecipata comunale: a favore di quest’ultimo, la Baldassarrc e il Rossi, avrebbero distratto consistenti somme per “rimborso spese”.

Per il Vallarlo, l’accusa riguarda consulenze fasulle e mai effettuate, giustificate con false fatturazioni e false scritturazioni contabili. Questi, infatti, percepiva oltre 80.000, simulando un incarico di consulenza “per la redazione dì un piano finanziario finalizzato un’ottenimento di un mutuo” – operazione inesistente. Non è. stato rinvenuto un atto di conferimento o di formale incarico, né vi è traccia dell’attività da egli compiuta.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e delegate ai finanzieri della Compagnia di Castellammare di Stabia. rappresentano gli ulteriori sviluppi della vicenda che. nel gennaio di quest’anno, aveva portato agli arresti dei vertici aziendali e di alcuni consulenti.

Approfondimenti investigativi hanno portato alla luce ulteriori condotte fraudolente che, per modalità esecutive e reiterazione nel tempo, sono state scientemente preordinate alla spartizione del denaro della Multiservizi. nella consapevolezza dello stato di crisi irreversibile in cui versava. La società, attraverso un collaudalo sistema di incarichi fittizi. in molti casi doppiati e triplicati, come nel caso del commercialista Vallano e dell’avv. Addezio, veniva completamente impoverita.

A conferma che l’Addezio (unitamente al De Vita), non abbia posto in essere alcuna attività e che le (false) fatturazioni prodotte abbiano costituito lo stratagemma per incamerare illecitamente denaro, simulando con esse prestazioni inesistenti, milita il dato che Addezio e De Vita hanno formato fatture con indicazioni idcntiche. In altri termini i due inserivano le stesse cause, anche ripetute più volte, ma in fatturazioni diverse con date diverse.

La Multiservizi. che non pagava ì debiti verso l’Erario e che presentava una tortissima esposizione debitoria verso i fornitori, eseguiva i pagamenti, così come richiesti, all’avv. Addezio nella consapevolezza dello stato di decozione e per importi non certo in linea con lo stato di illiquidità e di crisi in cui versava la società. Le azioni delittuose, innanzi descritte, sono state portate ad esecuzione nonostante i dirigenti comunali avessero più volte sollecitato i vertici societari al rispetto della normativa che poneva divieti, limitazioni e vincoli ad assunzioni, incarichi, consulenze e affidamenti di appalti, servizi e forniture, chiedendo altresì una serie di atti, che non venivano resi.

Le risultanze delle verifiche disposte (accertamenti bancari e patrimoniali, tesi a risalire al destinatario dei pagamenti e alla causa itegli stessi, perquisizioni e sequestri, operazioni di intercettazione telefonica) hanno consentilo di accertare che, dall’ottobre 2010 all’ottobre 2013. è stata posta in atto, dai vertici societari. un sistematica e preordinata azione di annientamento della partecipata, cagionando il collasso della Multiservizi.

Il pesante compendio indiziario raccolto porta a ritenere che le condotte tenute dagli indagati non siano frutto di occasionali accordi delittuosi ma di un programma ab ungine tìnalizzato alla spartizione del denaro della Multiservizi.

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