Caso Audi gialla, il Coisp: vicenda incredibile ma che rappresenta la realtà. Delinquenti che vincono la sfida allo Stato perchè sanno di rischiare poco.

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audi-gialla-in-fuga-caccia-ai-banditi-foto-la-polizia-su-fb-segnal_fc9ffb36-c1b0-11e5-a8e6-c6c838a21306_998_397_big_story_detail“Una sfida bella e buona allo Stato, ai suoi uomini, ai loro mezzi, all’intera comunità che attonita assiste alle scorribande furiose cui non si riesce a porre fine. Ecco che cos’è la vicenda dell’oramai famigerata Audi gialla in fuga: la rappresentazione vivida e concreta di una realtà durissima, che vede le Istituzioni della società civile perdere quella sfida vinta invece da chi, nonostante tutti i nostri sforzi, continua a farsi beffe di noi e dei nostri ‘limiti’, nell’assoluta consapevolezza di non stare rischiando neppure molto, perché nella peggiore delle ipotesi cosa potrebbe capitargli?”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta così una delle notizie che dominano la cronaca italiana, quella dell’Audi gialla in fuga da giorni a velocità da capogiro in tutto il nord Italia, e che vede oltre un centinaio di uomini delle Forze dell’Ordine impegnati nei controlli e nei posti di blocco. Ciò che pare contestabile a chi conduce il famigerato mezzo, fino a qui, è l’eccesso di velocità e guida pericolosa per le manovre effettuate in autostrada, e in particolare per la clamorosa fuga contromano sul Passante di Mestre dove una donna è morta in un grave incidente cui, però, secondo gli investigatori l’Audi gialla non sarebbe collegata, la resistenza a pubblico ufficiale (due posti di blocco forzati) e la ricettazione (l’auto è rubata). “Ma la vera questione è altra – prosegue Maccari -: com’è possibile che da una settimana non si riesca a rintracciare e fermare quest’auto? Esclusa categoricamente la possibilità che le Forze dell’Ordine se ne stiano fregando e non stiano facendo il loro dovere, cosa si dovrebbe fare per fermare quel mezzo? Passare alle maniere forti? Inventarsi stratagemmi per sconvolgere traffico e viabilità pur di bloccarlo mentre tutti gli altri cittadini dovrebbero subirne le conseguenze? E se facendo tutto questo qualcosa andasse storto… una cosa qualunque… chi pagherebbe e soprattutto come pagherebbe? E ci sono tante altre domande che aleggiano cupamente su questa faccenda: le Forze dell’Ordine non hanno mezzi in grado di stare dietro a un’Audi? Ciò che al momento si può contestare ai delinquenti (perché di questo si tratta e nient’altro) quali contromisure e sforzi legittima, dato che persino la guida senza patente è stata depenalizzata?”.

“Se ci vogliono anni – insiste il Segretario Generale del Coisp – e un lavoro titanico e sacrifici inenarrabili dei colleghi per catturare un superlatitante mafioso come ne abbiamo presi tanti, la cosa è fin troppo comprensibile… ma se dopo una settimana non si riesce a fermare una macchina che scorrazza indisturbata facendosi beffe di tutto e tutti e che a quanto pare potrebbe essere in mano a dei semplici balordi, allora è fin troppo evidente che qualcosa in Italia non funziona come dovrebbe. Gli uomini che lavorano per catturare il superlatitante e per fermare l’Audi sono sempre gli stessi Appartenenti alle medesime Forze dell’Ordine… quindi il problema è altrove, e viene da concludere che, in proporzione, se quegli uomini avessero i mezzi adeguati per fermare quell’Audi forse non servirebbero neppure anni e anni per scovare quel superlatitante”.

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