Centraline ARPAC, interrogazione della senatrice Nugnes (M5S) al Ministero dell’Ambiente.

0
103

paola-nugnes-770x537Quasi 5 milioni di euro di finanziamento approvati nel 2009 dalla Regione Campania in favore dell’ARPAC per la realizzazione di centraline di monitoraggio in continuo dei depuratori comprensoriali, di proprietà della Regione, tra cui gli impianti siti a Nola, Acerra, Marcianise, Orta di Atella e Villa Literno, che immettono le acque reflue trattate nel Canale Regi Lagni.

A distanza di sette anni il progetto, che rientra nell’intervento di “Monitoraggio sistemi di depurazione comprensoriali – rete di monitoraggio in continuo” è ancora irrealizzato con danni ambientali per il mancato monitoraggio delle acque marine ed economici per il turismo .

Su questo verte l’interrogazione del Movimento 5 Stelle al Ministero dell’Ambiente.

Il progetto delle centraline prevedeva l’installazione su ogni impianto di due centraline, una all’ingresso e una all’uscita, per la misurazione in continuo di parametri indicatori di inquinamento sulle acque reflue urbane  collettate all’impianto e su quelle scaricate dopo il trattamento di depurazione e l’immediata trasmissione dei risultati per via telematica.

L’ARPAC ha assegnato l’appalto per la realizzazione dell’ intervento all’ A.T.I. costituita dalle aziende Orion Srl, CID Software Studio Srl, Poly Project Srl, Eco Studi Srl.

Il Movimento 5 Stelle sottolinea come :

  • dopo il sollecito della Procura di Santa Maria Capua Vetere alla Regione Campania del 2011 affinchè fossero attivate le centraline;
  • dopo l’intervento del custode giudiziario del 2013, affinchè fosse assicurata la manutenzione delle centraline fino al collaudo delle stesse (non ancora eseguito);
  • dopo l’intervento del Commissario dell’ ARPAC che nel 2015 ha disposto la cessazione dell’ attività di manutenzione da parte dell’ A.T.I. a partire dal 31.8.2015, in quanto la Regione Campania non avrebbe rimborsato alla’ ARPAC i costi di gestione sostenuti;
  • dopo l’audizione di settembre davanti alla Commissione Parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, il professor Massarotti, custode giudiziario dell’impianto, confermando di aver dovuto sollecitare per tre anni la Regione Campania affinchè le centraline entrassero in funzione, dichiarava che non era stato deciso chi dovesse gestirle e che i dati raccolti non erano mai stati utilizzati ; il professor Massarotti concludeva affermando che, permanendo tale situazione, avrebbe dovuto informare dei fatti la Corte dei Conti.

ancora non si sa se le centraline siano in funzione, non si sa a chi vengono inviati i dati rilevati, non si sa chi li abbia in gestione, non si sa perché non sia stato effettuato il collaudo e mancando il collaudo se i pagamenti siano stati effettuati seguendo tutte le norme correttamente.

Link al Testo Integrale dell’Interrogazione: http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/197116

http://www.paolanugnes.it/2016/02/22/centraline-arpac-in-campaniainterrogazione-parlamentare-al-ministero-dellambiente/

LASCIA UN COMMENTO