Cisl, il segretario Bonanni lascia. La Furlan in pole per la successione. Invariata la posizione del sindacato sul job act.

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raffaele-bonanniCambio della guardia a sorpresa alla guida della Cisl: il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, infatti, annuncerà oggi ai segretari confederali, regionali e di categoria l’intenzione di lasciare la segreteria in anticipo rispetto al termine del mandato (giugno 2015 quanto compirà 66 anni). A sostituirlo dovrebbe arrivare l’attuale segretario generale aggiunto, Annamaria Furlan. Ma la linea rispetto alla riforma del lavoro, ha assicurato Bonanni, non dovrebbe cambiare.

In attesa delle comunicazioni formali di Bonanni i dirigenti del sindacato si sottraggono alle domande sulle ragioni dell’addio. ”E’ una fase difficile dei rapporti tra politica e sindacato – spiega un segretario di categoria – la decisione di Bonanni è un modo di reagire agli attacchi della politica che ci dipinge come un moloch che non cambia. Questo invece è un modo di accelerare il rinnovo del gruppo dirigente”. Ma le ragioni dell’addio potrebbero trovarsi anche nella pressione dall’interno dell’organizzazione per un’uscita anticipata.

Parte quindi il percorso per la sostituzione che però arriverà solo con il Consiglio generale del sindacato che dovrebbe riunirsi nella prima decade di ottobre. In quella sede si eleggerà il nuovo segretario generale. Bonanni, 65 anni, abruzzese di Bomba, alla guida della Cisl dal 2006 (fu eletto dopo Savino Pezzotta che lasciò anche lui in anticipo rispetto alla scadenza del mandato) si è battuto in questi anni soprattutto per la riduzione delle tasse sul lavoro e per la difesa dell’occupazione ma con una visione più ”riformista” rispetto ai colleghi della Cgil con i quali si è diviso in più occasioni (dagli accordi sul nuovo contratto per la Fiat all’accordo del 2009 sul modello contrattuale). Per quanto riguarda la riforma del lavoro Bonanni si è detto nei giorni scorsi pronto a trattare sul contratto a tutele crescenti ma ha chiesto al Governo di impegnarsi a cancellare le false partite iva e gli altri contratti precari che nascondono nella sostanza lavoro subordinato. La mano passerà quindi a Annamaria Furlan anche se la linea, ha assicurato Bonanni, non cambierà.

Sul futuro di Bonanni per ora non trapela nulla ma se si dovesse seguire la tradizione il passaggio potrebbe essere nella politica come è accaduto per i tre predecessori alla guida del sindacato, Marini, D’Antoni e Pezzotta. (ANSA)

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