Confesercenti lancia la petizione per la pizza patrimonio Unesco.

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Pizza patrimonio dell umanità com stam (2)-page-001La pizza napoletana come patrimonio immateriale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco. E’ la petizione che sarà lanciata lunedì, in una conferenza stampa che si terrà alle 11.30 presso la sede di Confesercenti Napoli e della Campania in via Toledo 148.

Insieme con l’Associazione Piazzaiuoli Napoletani, con la Fondazione Univerde, con Coldiretti, con Fiesa e Fiepet, il sistema Confesercenti scende in campo per il riconoscimento dell’arte dei pizzaiuoli napoletani come patrimonio immateriale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco, con il sostegno alla petizione mondiale #pizzaUnesco. “Con questa iniziativa – chiarisce Vincenzo Schiavo, presidente della Confesercenti Napoli e Campania  – intendiamo tutelare una delle eccellenze del nostro territorio. La pizza, simbolo nel mondo di Napoli e dell’Italia, fa parte della nostra cultura. Questo è uno dei modi per difenderla. La pizza fa parte dell’artigianato, della cultura e della storia del nostro paese e merita di diventare patrimonio dell’Unesco”.

Alla conferenza stampa, oltre al presidente Schiavo, che presenterà nel dettaglio il progetto, interverranno Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione Univerde, Esmeralda Giampaoli, Presidente della Fiepet Confesercenti, Davide Trombini, Presidente dell’Assopanificatori Fiesa Confesercenti  e Mauro Bussoni, Segretario Generale della Confesercenti. Subito dopo la conferenza, alle 13, ci sarà un “AperiPizza” e la raccolta firme per la petizione #pizzaUnesco presso la Pizzeria Brandi (Salita S. Anna di Palazzo).

Fu infatti il cuoco di questa celebre pizzeria, Raffaele Esposito, che 126 anni fa, nel giugno 1889, realizzò la Margherita, al Palazzo reale per la regina Margherita, riproponendola poi con successo ai propri clienti, sino ai giorni nostri.

pizza_margheritaLa pizza resta l’alimento preferito degli italiani. In uno studio di Confesercenti (in allegato) sul territorio nazionale, si mette in evidenza come negli ultimi dieci anni la spesa complessiva delle famiglie in servizi di ristorazione ha avuto un andamento migliore rispetto alla spesa complessiva e a quella alimentare.

In Italia ci sono circa 12 mila esercizi di pizzerie a taglio e con servizio a domicilio, 14 mila pizzerie tradizionali con servizio al tavolo, 12,5 mila tra ristoranti/pizzerie e bar/pizzerie e 13 mila panetterie, rosticcerie e gastronomie, per un totale di  51.500. Il volume d’affari relativo alla vendita di pizza (incluse le surgelate) raggiunge i 12 miliardi di euro con quasi 200 mila addetti.

In questo studio emerge anche come l’italiano mangia 7,6 kg di pizza all’anno, secondo solo agli americani (13 kg. a testa) e prima di canadesi (7,5) spagnoli (4,3), francesi e tedeschi (4,2). L’importanza della pizza è testimoniata anche dall’ottenimento del riconoscimento della Stg “Specialità tradizionale garantita” ricevuto da Bruxelles.

Ma ancora più importante è, insieme agli ingredienti, la bravura dei maestri pizzaioli: la loro professionalità e abilità  rappresenta una garanzia di qualità- secondo alcuni sondaggi svolti da una primaria società specializzata- per quasi il 40% della popolazione consumatrice di pizza. Motivi in più per firmare la petizione #pizzaUnesco, i cui dettagli saranno noti lunedì in conferenza stampa.

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