Contrabbando internazionale di alcolici, riciclaggio ed evasione fiscale, Operazione Last Orders, GdF arresta 12 persone e sequestra beni per oltre 20 milioni

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5301_GdiFNapoli_Accise_01042015.mp4_snapshot_00.02_[2015.04.01_13.49.48]All’alba di oggi militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli – Nucleo Polizia Tributaria, con il supporto di numerosi Reparti territoriali del Corpo, stanno eseguendo in varie regioni della penisola dodici ordinanze di misure cautelari personali (tre in carcere e nove ai domiciliari) – emesse dal G.l.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica, Sezione Reati di Criminalità Economica – nei confronti dei componenti di un articolato sodalizio la carattere transnazionale, operante in Italia ed all’estero, dedito al contrabbando internazionale di prodotti alcolici, all’emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, a false esportazioni ed evasione di imposta in materia di accise e di IVA e riciclaggio.

Un giro di “malaffare” stimato in oltre sessanta milioni di Euro, che e stato realizzato da un sodalizio criminale con “base operativa” in Campania ed operante sull’intero territorio nazionale ed all’estero (Gran Bretagna, Germania, Svizzera, Romania): per tal motivo il G.l.P. ha anche disposto il sequestro preventivo di beni, disponibilità finanziarie ed aziende per oltre venti milioni di Euro.

Le complesse investigazioni hanno consentito di accertare liesistenza di un articolato sistema di frode, basato tendenzialmente sull’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti finalizzate a fornire a società cartiere ovvero appositamente costituite (anche estere) i proventi necessari per simulare contabilmente il pagamento per l’acquisto di ingenti quantitativi di prodotti alcolici, in realtà ceduti in totale contrabbando in diversi paesi europei.

In particolare le due società a capo dell’organizzazione criminale utilizzavano dati in proprio possesso di soggetti ignari (già clienti e fornitori), che nelle annualità pregresse avevano intrattenuto rapporti commerciali con le stesse, per produrre documentazione contabile all’apparenza regolare, in modo da eludere i controlli delle autorità. In altri casi, invece, l’emissione delle fatture false contava sulla collaborazione di soggetti giuridici inesistenti, creati attraverso una capillare e sperimentata rete di connivenze e di persone compiacenti, anche di nazionalita straniera, membri della medesima organizzazione con il compito di immettere in consumo – in totale contrabbando – milioni di litri di prodotti alcolici negli altri Paesi dell`Unione Europea, ove è vigente (non ultimo per ragioni protezionisticlte di tipo sociale) un’aliquota di accise molto più elevata rispetto a quella italiana.

Le operazioni illecite erano, per di più, poste in essere nell’arco temporale durante il quale le società si trovavano in amministrazione giudiziaria con la compiacenza dell’amministratore giudiziario delegato, fatto che ha evidenziato una non comune pericolosità fiscale tale da indurre il G.l.P. all’ emissione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere per i tre soggetti ritenuti a capo del sodalizio.

L’operazione, denominata “Last Orders” costituisce un importante risultato in materia di contrasto al fenomeno del contrabbando di prodotti alcolici in quanto i soggetti colpiti dai prowedimenti sono ritenuti in ambito nazionale tra i maggiori operatori del settore.

Per le aziende sottoposte a sequestro prevemivo è stato nominato un amministratore giudiziario al line di consentire il prosieguo dell’ attività economica e comunque tutelarne i dipendenti.

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