Contrabbando di sigarette, interrogazione M5S al Parlamento Europeo.

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8705_foto 1Contrabbando, accordi economici, rispetto delle regole, sono sempre più oscure le commistioni tra le istituzioni Ue e le potentissime multinazionali del tabacco e delle sigarette.

Per tentare di fare chiarezza, se ne stanno occupando i portavoce eurodeputati del M5s Piernicola Pedicini e Marco Vanni.

Giovedì scorso la questione è stata affrontata durante la seduta plenaria del Parlamento europeo.

Pedicini, intervenendo in aula, ha riproposto una serie di interrogativi e accuse che aveva già evidenziato in due interrogazioni alla Commissione e al Consiglio europeo presentate un mese fa.

In particolare, l’accento è stato messo sul rinnovo di un accordo di 12 anni fa contro il contrabbando di sigarette con la multinazionale del tabacco Philip Morris (Pmi).

La questione ruota intorno ad un’intesa firmata dalla Commissione europea con il colosso americano nel 2004 che arriverà a scadenza nel luglio 2016 e dovrebbe dunque essere rinnovata.

L’accordo, da oltre un miliardo di euro, prevedeva una collaborazione di Philip Morris, che contrabbandava il suo stesso prodotto per non pagare troppe tasse, nella lotta contro il traffico illegale, assicurando di vendere solo a rivenditori legittimi e introducendo un sistema di tracciamento.

Pedicini ha attaccato le istituzioni Ue chiedendo di spiegare perché la Commissione europea ha rimandato più volte la pubblicazione della valutazione relativa all’intesa con questo gigante del tabacco e perché se n’è occupata, con estremo ritardo e dopo 12 anni, solo il giorno prima della discussione di giovedì scorso in seduta plenaria?

Perché ci sono negoziati sottobanco e il Parlamento europeo, che è l’unico organo eletto direttamente dai cittadini, non viene adeguatamente informato?

Quali sono i principali risultati che sono stati raggiunti nell’ambito degli attuali accordi con i produttori di tabacco?

Quali implicazioni finanziarie hanno avuto gli accordi per l’Unione e gli Stati membri e come vengono spesi i circa due miliardi di euro versati dalle multinazionali?

Qual è la proposta della Commissione per la distribuzione dei vantaggi finanziari di eventuali accordi futuri?

Il portavoce del M5s Europa ha anche denunciato, per l’ennesima volta, che In Italia, grazie al premier Renzi, la Philip Morris apre stabilimenti e ottiene sconti per le accise e riceve la promessa di potersi autocontrollare usando i suoi stessi sistemi di tracciabilità. Contestualmente, va ricordato che la multinazionale British American Tobacco risulta essere il maggiore sponsor finanziatore dell’anno 2014 per le attività di Open, la fondazione creata del premier Matteo Renzi per organizzare le sue attività politiche alla Leopolda.

Da evidenziare, infine, che attualmente, oltre all’accordo con la Philip Morris (Pmi), esistono altri tre accordi in vigore tra gli Stati membri e l’Ue, rispettivamente con Japan Tobacco (Jti), Imperial Tobacco (Itl) e British American Tobacco (Bat).

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