GdF scopre deposito clandestino di prodotti contraffatti in provincia di Caserta.

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La Compagnia della Guardia di Finanza di Capua, nell’ambito delle attività di contrasto alla contraffazione, ha individuato in Camigliano (CE) un deposito clandestino di prodotti falsificati, riportanti i marchi delle più note case di moda nazionali ed estere.

Nel locale, di circa 80 mq., sono stati rinvenuti e sequestrati oltre 22.000 articoli tra scarpe finite pronte per la commercializzazione, capi di abbigliamento, occhiali, foulard e cinture, recanti marchi contraffatti quali Nike, Fendi, Adidas, Gucci, Luis Vuitton, Hogan, Converse, Alviero Martini, Harmont & Blaine.

Il responsabile, sorpreso in flagranza di reato, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. I finanzieri, dopo un’intensa attività investigativa iniziata nei mercati rionali, luogo di smercio per la minuta vendita dei prodotti falsi, sono riusciti a risalire la filiera della commercializzazione, sino ad individuare il luogo di stoccaggio degli stessi.

Nelle prime ore del mattino, dopo giorni di appostamenti, pedinamenti ed osservazione, le Fiamme Gialle hanno provveduto ad irrompere all’interno di un’abitazione, ubicata a poche centinaia di metri di distanza in linea d’aria dal Municipio di Camigliano, smascherando l’illecita attività, la cui struttura era organizzata per gestire l’approvvigionamento di molteplici mercati rionali della Provincia di Caserta.

La merce, infatti, avrebbe alimentato certamente il fiorente mercato locale dei cosiddetti “abusivi”, cui è stato assestato, in tal modo, un significativo colpo, atteso che l’attività svolta ha inciso in maniera significativa sulla fase della commercializzazione “iniziale” del mercato del falso.

L’operazione di servizio condotta rappresenta un’ulteriore conferma dell’impegno profuso dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta nel controllo economico- finanziario del territorio, al fine di tutelare la sicurezza dei cittadini e la libera concorrenza dei mercati.

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