Giù le mani dalla Basilicata. Manifestazione ambientalista mercoledì 4 davanti alla sede della Regione Basilicata.

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unnameddall’Associazione “Salviamo il paesaggio” riceviamo e pubblichiamo:

2 GIUGNO 1946-  2 GIUGNO 2014 : 68 ANNI NON SONO BASTATI PER COSTRUIRE UN PAESE PIU’ GIUSTO!

APPELLO- PROPOSTA DI CITTADINI, PER UNA REPUBBLICA REALMENTE DEMOCRATICA, FONDATA SUL LAVORO MA SUL LAVORO CHE DONI VITA,SPERANZA E NON MORTE!IL LAVORO E’ UN VALORE ESSENZIALE CHE NON PUO’ ESSERE SUBORDINATO A LOGICHE DISTRUTTIVE ED IMPATTANTI PER IL FUTURO DI TUTTI. IL LAVORO E’ UN PATRIMONIO COMUNE FONDAMENTALE!SALVIAMOLO!INSIEME ALLE NOSTRE VITE E AI NOSTRI HABITAT!

SALVIAMO QUINDI CALDAROSA E LA BASILICATA!    SALVIAMO L’ITALIA!

AL PRESIDENTE DELCONSIGLIO DEI MINISTRI

AL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

AL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

AL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICOAL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI.

AL MINISTRO DELLA SALUTE

AL MINISTRO DEI BENI CULTURALI

AL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE

AL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

AL MINISTRO PER LA SEMPLIFICAZIONE E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE A

L PRESIDENTE DELLA REGIONE BASILICATA

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA BASILICATAALL’ASSESSORE ALLE POLITICHE PER LA PERSONA REGIONE BASILICATA

ALL’ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA E ALLO SVILUPPO FORESTALE REGIONE BASILICATA

ALL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE E AL TERRITORIO REGIONE BASILICATA

All’ASSESSORE ALLE POLITICHE PER LO SVILUPPO REGIONE BASILICATA.

OGGETTO: L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO ,NON SUL CEMENTO E SUL PETROLIO! IL LAVORO SI CREA CON LA RICCHEZZA DELLA BELLEZZA ITALIANA,NEL RISPETTO DEI PREZIOSI CONTESTI STORICI E NATURALISTICI CHE ABBIAMO EREDITATO E SOPRATTUTTO NEL RISPETTO DELLE PERSONE ,DELLE PIANTE E DI TUTTI GLI ESSERI VIVENTI CHE VI ABITANO!  SALVIAMO QUINDI I PASCOLI BIOLOGICI, I BOSCHI E LE SORGENTI DI CALDAROSA,LA TERRA DI BASILICATA, dal” Progetto Eni Caldarosa”( esso prevede la perforazione dei pozzi Caldarosa 2 e 3 con relativi impianti ed oleodotto) e dalla prosecuzione di un’assurda ed incontrollata attivazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica ed eolica che sta violando irrimediabilmente gran parte del paesaggio lucano.

Onorevoli Ministre/i, Presidenti, Assessora/i,Il”Progetto Eni Caldarosa”, oggetto di una procedura di V.I.A.regionale ancora in corso, ha già ricevuto il parere contrario della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata ed il no paesaggistico del competente Ufficio Regionale in quanto va ad incidere in prossimità di Siti di Interesse Comunitario (SIC) e di Zone di Protezione Speciale (ZPS),censiti dalla Rete Natura 2000.

Tra queste aree, tutte di straordinaria valenza paesaggistica, quelle a più alto rischio sono il SIC IT9210170 “Monte Caldarosa”, ubicato ad una distanza minima di 680 metri dall’area pozzi “Caldarosa 2/3”, la ZPS IT9210270 “Appennino Lucano, Monte Volturino”, ubicata ad una distanza minima di 103 metri dalla sudddetta area. Distanze inferiori a quelle previste dalle stesse misure di salvaguardia della Rete Natura 2000 ,emanate dalla Regione Basilicata (BUR n.23 del 1 agosto 2012), e al relativo” divieto di nuove attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi all’interno dei siti Rete Natura 2000 (ZPS e ZSC) e in una fascia di rispetto pari a 1 km (1000 m) esterna ai suddetti”.

Caldarosa in quanto luogo compreso e tutelato dalla Rete Natura 2000, il principale strumento della politica ambientale dell’Unione Europea per la conservazione delle biodiversità, non dovrebbe essere sede idonea neppure per impianti eolici e fotovotaici! Non meno rilevante è l’esigenza di ridurre il consumo di prezioso suolo agricolo !

Questo bellissimo paesaggio di montagna consente infatti la prosecuzione di una preziosa economia ruralein quanto esso si integra perfettamente con molti prati che, da generazioni, sono stati conservati a scopi agro-pastorali ( coltivazione,sfalcio, pascolo) costituendo la principale fonte di reddito per le famiglie che ivi risiedono e lavorano producendo ottimi prodotti agricoli e caseari in un contesto di irrinunciabile valore identitario.

TALI MOTIVI CI APPAIONO SUFFICIENTI PER ESPRIMERE LA NOSTRA FERMA CONTRARIETÀ

al progetto”Sviluppo Caldarosa”che avrebbe innegabili e negative ricadute sull’ecosistema e sulle biodiversità ivi presenti e parcellizzerebbe l’area cancellandone altresì habitat essenziali ;

al consumo di territorio e di suolo pregiato nella sua interezza, naturalistica e agricola e alla perdita di un paesaggio irripetibile e unico;

all’utilizzo indebito di una biodiversità per scopi industriali e commerciali; alla distruzione del delicato sistema sorgentizio dell’area in una regione ricca di siti di Rete Natura ma gia’ fortemente inquinata da attività produttive ad elevato impatto ambientale e dall’intensa attività di ricerca e di estrazione degli idrocarburi con gravissime ripercussioni riscontrabili sulla salute dei cittadini, in perenne attesa di un sistema di monitoraggio dei valori ambientali, serio, credibile ,trasparente ,partecipato e di un registro dei tumori.

Andrebbero compresi  meglio, ad esempio, gli effetti sulla salute provocati  dal termovalorizzatore Fenice, dall’industria chimica della Valbasento e dal trattamento dei reflui petroliferi prodotti in Val d’Agri e smaltiti in Valbasento classificata fra i 44 S.I.N. da bonificare dall’Istituto Superiore di Sanità che ivi rileva anche un “eccesso, se pur impreciso, della mortalità per tumore del polmone”ed una “ mancanza di studi analitici nel territorio che suggerisce e raccomanda un approfondimento della contaminazione ambientale e dello stato di salute della popolazione“(Rapporto del Progetto”Sentieri”).Occorrerebbe rendere piu’ trasparenti le connessioni fra attivita’ estrattive e patologie respiratorie e cardio-vascolari ed il progetto V.I.S. (valutazione di impatto sanitario),avviato in questi giorni nei Comuni lucani di Viggiano e di Grumento Nova grazie ai cittadini attivi,segna un notevole progresso in tale direzione

CHIEDIAMO QUINDI,PARTENDO DAL CASO-SIMBOLO DI CALDAROSA, DI RIMETTERE IN DISCUSSIONE L’AZIONE DI “SVILUPPO” AVVIATA IN QUESTA REGIONE CON L’OBIETTIVO di mantenere così il massimo rispetto per un ecosistema fondamentale per il futuro di tutti noi ed in linea con l’urgente necessità di fermare il consumo di suolo e di terreni liberi e di non compromettere ulteriormente e definitivamente il nostro bene piu’prezioso:l’acqua!

Servono linee guida ed indirizzi precisi,coerenti e condivisi per un saggio e sano governo del territorio che non puo’ e non deve supportare altri sfruttamenti intensivi ,ingiusti e non giustificabili neppure dalle paure e dalle incertezze causate dell’attuale crisi economica.

GLI SFRUTTAMENTI SELVAGGI DI QUESTI ANNI NON HANNO INFATTI RISPARMIATO ALLA BASILICATA L’UMILIANTE CONDIZIONE DI REGIONE ITALIANA TRA LE PIU’POVERE!Raddoppiare la produzione di idrocarburi non è affatto un’opportunità e, non solo per la Lucania, ma per il Paese intero, per la sua crescita economica e per la sua competitività che non non possono e non devono piu’ prescindere dalle esigenze di sostenibilità ambientale !

Occorrono scelte politiche ed economiche di piu’ ampio respiro,capaci di guardare al passato ed al futuro per realizzare un presente piu’ accettabile per tutti. Con la logica emergenziale e miope dei raddoppi,delle velocizzazioni, dei tagli e delle semplificazioni, fatti sul filo del rasoio pur di raggiungere subito una qualche credibilità interna ed internazionale,non si aiuta l’Italia,la si affossa definitivamente!

Abbiamo nella nostra storia e nella nostra antica bellezza di paesaggi e di arte tali e tante ricchezze che vanno colte come preziose opportunita’di crescita culturale ed economica da mettere in rete con intelligenza e sensibile lungimiranza.La Basilicata ha già sacrificato la sua incontaminata bellezza all’altare delle royalties ,simbolo ormai non di crescita ma di clientele e di illegalità diffusa e di questo anche il Governo deve prendere atto!

Esprimiamo la nostra fiduciosa speranzache si possa finalmente concretizzare quell’intesa programmatica, stipulata nel 2011 fra il Ministero dei Beni Culturali, quello dell’Ambiente e la Regione Basilicata, per l’attuazione sinergica, in base all’articolo143 del D.Lgs. n.42 del 22- 01- 2004, il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, di un Piano Paesaggistico Regionale che definisca chiaramente le priorità e gli obiettivi della tutela del nostro territorio a garanzia dell’identita’ del paesaggio di un futuro possibile e sostenibile per l’intera comunità.

Evidenziamo inoltre chenell’ottobre 2013, è stata completata l’attività del gruppo di lavoro interistituzionale tra Regione e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, istituito nell’ambito della suddetta “Intesa  per la individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili” D.M. 10/09/2010 e che il relativo documento,approvato da parte del Comitato Tecnico di copianificazione, è stato trasmesso al Presidente della Regione Basilicata ed all’Assessore all’Ambiente, Territorio, Politiche della Sostenibilità in data 14/11/2013.

Sarebbe, quindi, auspicabile conoscere quali iniziative la nuova Giunta Regionale vorrà assumere, per rendere effettivamente efficaci tali disposizioni, assolutamente indispensabili per definire i nuovi orizzonti della programmazione energetica in materia di fonti rinnovabili ed evitare ulteriori scempi ed offese ad habitat cosi’ delicati e preziosi.Siamo convinti che gli stessi obiettivi di produzione di energia elettrica rinnovabile possano essere raggiunti promuovendo l’installazione della medesima potenza di picco su edifici residenziali e industriali, dove tra l’altro è già presente la rete elettrica e non vi è necessità di posa di infrastruttura di protezione e di sorveglianza.

RICHIAMIAMO LA NUOVA DIRETTIVA UE DEL 12/02/2014CHE DISCIPLINA IN MANIERA PIU’RIGOROSA GLI AMBITI DELLA PROCEDURA V.I.A APRENDO MAGGIORI SPAZI ALLA PARTECIPAZIONE DI CITTADINI E DI ASSOCIAZIONI SU QUESTI TEMI FONDAMENTALI PER LA SALUTE E LA VITA DI TUTTI,RICORDANDO ANCHE LE ALTRE DIRETTIVE IN MATERIA (DIRETTIVA”HABITAT”92/43;DIRETTIVA”UCCELLI”79/409 OGGI 2009/147; DIRETTIVA 2000/60″PIANO GESTIONE DELLE ACQUE”;DIRETTIVA 2006/118″PROTEZIONE DELLE ACQUE SOTTERRANE DALL’INQUINAMENTO E DAL DETERIORAMENTO”).
APPELLANDOCI ALLA CONVENZIONE EUROPEA SUL PAESAGGIO E ALLA CONVENZIONE DI AARHUS,RICHIAMIAMO LA NORMATIVA NAZIONALE IN MATERIA(D.L.30 DEL16/03 2009; D.P.R 08/12/2007 INERENTE L’ISTITUZIONE DEL PARCO NAZIONALE DELL’APPENNINO LUCANO VAL D’AGRI LAGONEGRESE;D.M.23 /01/2012 RELATIVO ALLE VARIAZIONI DEL PROGRAMMA CONCESSIONE VAL D’AGRI; D.L.152 DEL 3 /04 /2006) ED ALCUNE LEGGI DELLA REGIONE BASILICATA (L.R.47 DEL 14/12/1998 CHE DISCIPLINA LA V.I.A.;L.R. 42 DEL 22/05/1980 CONCERNENTE” LA CLASSIFICAZIONE DEL MONTE CALDAROSA COME BIOTOPO NEL PROGETTO BIOITALY “; L.R. 50/1993 CHE DISPONE IN “MATERIA DI BENI CULTURALI,AMBIENTALI E PAESISTICI”) NONCHE’L’INNOVATIVA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELL’ ABRUZZO DEL 15/04 /2014 IN MATERIA DI TUTELA DEL PAESAGGIO E DI CONTENIMENTO DEL CONSUMO DI SUOLO.
RIBADENDO CON FORZA LA NOSTRA FERMA CONTRARIETA’ A QUALSIASI IPOTESI DI RADDOPPIO DELLE TRIVELLAZIONI PER I MOTIVI GIA’ ENUNCIATI,CHIEDIAMO, PER LE STESSE RAGIONI, UNA MORATORIA IMMEDIATA sulle attivita’ di introspezione e di trivellazione petrolifere,sulla installazione di impianti fotovoltaici ed eolici e di centrali a biomasse nelle biodiversita’ e nelle zone ad esse pertinenti ed in quelle agricole .

AUSPICHIAMO L’APPROVAZIONE URGENTE DEL PIANO PAESAGGISTICO.

Ulteriori rinvii nell’approvazione di un dignitoso e condiviso Piano Paesaggistico Regionale consentirebbe la criminale prosecuzione di quella politica cinica e miope che ha martirizzato il prezioso paesaggio lucano ed i suoi abitanti in nome di uno pseudo -sviluppo privo di una reale visione innovativa e lungimirante e connotato da crescenti tassi delle patologie da inquinamento ambientale.

UNA NUOVA POLITICA DI PROGRESSO ECONOMICO,SOCIALE E CIVILE richiede invece, adesso piu’ che mai, un deciso cambiamento di rotta che non puo’ e non deve assolutamente prescindere da una tutela del paesaggio che trovi i propri naturali corollari nello STOP al consumo del suolo e nella valorizzazione effettiva delle filiere agricole e zootecniche, sostenibili anch’esse, e nella fruizione intelligente e sinergica del patrimonio storico ed artistico.Ma è del resto evidente la necessità di una revisione sostanziale della intera economia nazionale secondo gli orientamenti espressi dall’Unione Europea che vanno in direzione di una grossa riduzione del consumo del suolo nell’ambito di una puntuale e generale pianificazione dell’uso del territorio in funzione di un futuro sostenibile.

IN QUEST’OTTICA, PER OVVIE RAGIONI, SAREBBE OPPORTUNO UN ESPRESSO DIVIETO AI COMUNI DI USARE GLI ONERI DI URBANIZZAZIONE PER FINANZIARE LA SPESA CORRENTE ED URGENTE LA REDAZIONE ED ATTUAZIONE DI PIANI REGOLATORI A CEMENTO ZERO CHE PREVEDANO LA MANUTENZIONE ,LA MESSA IN SICUREZZA , L’EFFICIENTAMENTO,SOPRATTUTTO IN CHIAVE  ENERGETICA,DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE PUBBLICO E PRIVATO GIA’ ESISTENTE, SOVENTE SFITTO O ABBANDONATO .

OTTO METRI QUADRATI DI SUOLO CONSUMATI AL SECONDO,70 ETTARI AL GIORNO(ULTIMI DATI ISPRA),SONO DAVVERO TROPPI!E TRAGICI GLI EFFETTI DELLA CONSEGUENTE IMPERMEABILIZZAZIONE IN UN PAESE GIA’ DEVASTATO NEL SUO ASSETTO IDROGEOLOGICO DAL CEMENTO E DALL’ASFALTO DI GRANDI OPERE INUTILI ED IMPATTANTI !

PIU’ DI 160 KM DI COSTE INGHIOTTITE DEFINITIVAMENTE DAL CEMENTO DI VILLE E CONDOMINI PRIVATI E DA UN PULLULARE INGIUSTIFICATO DI PORTI ! VIADOTTI E CAVE, SEMPRE PIU’ NUMEROSI, SQUARCIANO LE NOSTRE MONTAGNE ,IL NOSTRO SGUARDO,I NOSTRI CUORI! CAMPAGNE DEVASTATE DA ORRIBILI CAPANNONI INDUSTRIALI, DA INUTILI CENTRI COMMERCIALI CON I LORO PARCHEGGI INGOMBRANTI E DA SQUALLIDI QUARTIERI DORMITORIO!

PER NON PARLARE POI DELLA PERICOLOSITA’ DELLE ATTIVITA’ DI INTROSPEZIONE E DI ESTRAZIONE DI IDROCARBURI CONDOTTE IN ZONE AD ELEVATO RISCHIO SISMICO SENZA NESSUNA CONSIDERAZIONE  PER LE SACROSANTE ESIGENZE DI PROTEZIONE E DI SICUREZZA DI CHI IN QUESTE ZONE ABITA, VIVE ,LAVORA! RIFIUTIAMO QUINDI OGNI POSSIBILE  SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE AMMINISTRATIVE RELATIVE AL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI PAESAGGISTICHE AL FINE DI AGEVOLARE UNA IPOTETICA RIPRESA DEL SETTORE EDILIZIO.

IDEA,QUESTA, TANTO VECCHIA QUANTO PERICOLOSA IN UN PAESE GIA’ MORTIFICATO DAL CEMENTO ILLEGALE E DA QUELLO BULIMICO DEI CONDONI.CHIEDIAMO INVECE COMPETENZE PIU DEFINITE E CERTE, CONTROLLI MAGGIORI PIU’ EFFICIENTI E COERENTI E LA PIENA ED ESCLUSIVA TITOLARITA’ DELLO STATO IN MATERIA DI TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO -ARTISTICO-ARCHITETTONICO -PAESAGGISTICO. IN UNA DEMOCRAZIA, ANCORA DEGNA DI TALE NOME,LE PERSONE CON I LORO BISOGNI ED I LORO DIRITTI VENGONO PRIMA DI QUALUNQUE ALTRO INTERESSE !PRIMA LA SALUTE, LA SICUREZZA, LA DIGNITA’! SENZA SE E SENZA MA E SENZA SPORCHI RICATTI SUL LAVORO!

LA VITA DELLE PERSONE E’ UN VALORE ASSOLUTO,NON NEGOZIABILE,NON SUBORDINABILE A OGNI SORTA DI CALCOLI E DI STRATEGIE!OCCORRE PREVENIRE ALTRI DISASTRI ED EVENTI LUTTUOSI!SERVE UN MONITORAGGIO COMPLETO E COSTANTE ED UN CONTROLLO  SERIO, IMPARZIALE E DI CARATTERE PREVENTIVO DEL TERRITORIO, DELLE  ATTIVITA’ PRODUTTIVE E DELLA GESTIONE E DELLO SMALTIMENTO DEI  RIFIUTI NELL’OTTICA DI UN RIGOROSO RISPETTO DEL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE !

Tutto questo però deve avere date e tempi certi per diventare un modus operandi davvero credibile e soprattutto utile ed efficace per la consevazione di cio’ che ancora rimane e la prevenzione di altre distruzioni del nostro habitat già cosi’gravemente compromesso.Ci auguriamo che cio’ possa concretizzarsi nell’ambito di una seria inversione in senso ecologista dell’intera strategia di sviluppo del Paese che punti sulla definizione di un sistema energetico nazionale e di un sistema produttivo e di trasporti(incentrati questi ultimi sul potenziamento delle ferrovie e delle vie del mare)finalmente rispettosi delle preziose peculiarita’ della grande bellezza del nostri paesaggi,del nostro immenso patrimonio storico,artistico ,archeologico,dell’unicità dei millenari saperi e sapori legati al territorio.

L’ARTICOLO 9 NON E’ UN OPTIONAL DA VECCHIA,NOSTALGICA CARTOLINA MA E’ UN PRINCIPIO FONDAMENTALEDELLA NOSTRA ,ANCORA VIGENTE, CARTA COSTITUZIONALE E,COME TALE ,VA RISPETTATO ED ATTUATO!

Maria Vitacca-Associazione culturale “Articolo 9″( C.F.95133730655 Reg. n.7030 A.E. Salerno-03/08/2011) Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio”Movimento Nazionale “STOP al consumo di suolo”I contadini, i pastori, i proprietari di fondi o di aziende agricole e di allevamento nella zona di Caldarosa:Motta Giuseppe-proprietario fondo-Localita’ San Giacomo- Laurenzana(Pz)Sarli Carmela-proprietario fondo-Via Rosolino Pilo n.33-Laurenzana(Pz)Pavese Rocco Carmelo Pompeo-Azienda agricola e di allevamento-Via Rosolino Pilo n.68-Laurenzana(Pz)Imundo Maria- proprietario fondo-Via Borgo San Culotti n.2- Laurenzana(Pz)Beneventi Giuseppe-proprietario fondo-Ponte Vecchio n.20- Laurenzana(Pz)Biancone Antonio-proprietario fondo- Via Umberto I- Laurenzana(Pz)BianconeCarmine-proprietario fondo- VIA Umbero I- Laurenzana(Pz)Pavese Luigi-Azienda agricola e di allevamento- Corso Cavour- Laurenzana(Pz)Pavese Carmelo Antonio-Azienda agrcola e di allevamento- Via Rosolino Pilo- Laurenzana(Pz)Biancone Mariella- proprietaria fondo-Via Borgo Vecchio- Laurenzana(Pz)Martoccia Carmelo Azienda agricola -Corso Cavour- Laurenzana(Pz)Martoccia Michele-Azienda agricola- Corso Cavour- Laurenzana(Pz)Pavese Giovanna-Azienda agricola e di allevamento-Localita’ Palazzo- Laurenzana(Pz)Pavese Michele-Azienda agricola e di allevamento- Localita’ Acqua Lariccia- Laurenzana(Pz)Trivigno Serafina-proprietaria fondo -Località Acqua Lariccia- Laurenzana(Pz)Beneventi Serafina-proprietaria fondo- Contrada Casaraturo- Laurenzana(Pz)Nigro Rocchina-proprietaria fondo- Via Umberto I Laurenzana(Pz)Rocco Di Tommaso- veterinario-Calvello(Pz)Postiglione Anna Amelia,Perilli Giuseppe Francesco,Perilli Raffaele,Perilli Serafina Concetta,Perilli Michele Antonio,Mazzarella Antonio,Parente Carmela,D’alessandro Rachele,Rocco De Trana,Giovanni De Trana,Pino Carmine,Francesca A. Gioscia,Postiglione Grazia, Tito Nicola,Zuardi Anna Rosa,Vitacca Rocco, Guerrieri Antonio,Luigi Galgano, Maria Rosaria Postiiglione,proprietari di fondi o di aziende agricole e o di allevamento ,residenti a Calvello(PZ)      Donato Cancellara -Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura-Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Maurizio Tritto-Associazione Intecomunale Lucania Paolo Palumbo-Associazione A.Mi.C.A. Domenico Gattuso -Pianificazione Trasporti-Università degli Studi di Reggio Calabria. CIUFERSandro Giuliani- CIUFERGiovanni Lamagna -La Rete Civica di NapoliTeresa Liguori- Italia NostraVitantonio Iacoviello- Italia NostraDomenico Nicoletti-Osservatorio Europeo del Paesaggio di Arco Latino. Gestione aree protette -Universita’ degli Studi di SalernoVito Trotta -Presidi regionali Slow Food Campania e BasilicataCondotte SlowFood -BasilicataLuigi Boitani-Dipartimento di Biologia e Biotecnologia-Universita’ degli Studi di Roma”La Sapienza”Comitato “Diritto alla salute”Lavello(PZ)Francesco Spada-Dipartimento di Biologia Ambientale- Università degli Studi di Roma-Orto Botanico di RomaO.L.A. Organizzazione Lucana AmbientalistaComitato”No Crescent”Salerno Raffaella De Leo -Italia NostraNo all’Italia petrolizzataGrazia Francescato – Coordinamento nazionale S.E.L.Alberto Cardone – Noi Dem- SalernoTerry Paternoster-Associazione di Promozione Sociale per la Ricerca-Collettivo INTERNOENKI-RomaTeatro Bi.pop-RomaEnzo Vinicio Alliegro -Dipartimento Scienze Sociali -Universita’ degli Studi di Napoli”Federico II”Libera associazione Hop Frog-SalernoMarcello Travaglini -LIBERA BASILICATAAnna Maria Palermo -LIBERA BASILICATAOnofrio Infantile -Coordinamento ACQUA PUBBLICA-CampaniaAssociazione politico-culturale LABORATORIO PER VIGGIANOWWF BASILICATAGianfranco Atella-Coordinamento ACQUA PUBBLICA -BasilicataONDA ROSA -Libera associazione delle mamme e delle donne abitanti intorno al Centro Oli di ViggianoMarco Boschini Associazione Comuni Virtuosi

 

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