Gli scout di tutta Italia nelle Terre di don Diana.

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L'invasione degli scout nei campi del CasertanoCentinaia di “camicie blu” provenienti da tutta Italia sono pronte ad invadere le “Terre di don Diana” per “sporcarsi le mani” e rinnovare quel rapporto privilegiato con la natura che non è solo contemplazione.

“Perchè un vero scout – dice Michele Martino, incaricato regionale dell’Agesci per il settore Pns (Pace-non violenza-solidarietà) – non ama solo circondarsi del silenzio dei boschi, ma deve farsi carico, senza alcuna distrazione, anche dei tanti silenzi dei nostri territori. In fondo il concetto di resistenza fa parte dell’universo Scout, dai tempi del fascismo, per proseguire con la lotta alla mafia e alla camorra, con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e con Don Peppe Diana. E i beni confiscati alla criminalità organizzata, che preferiamo chiamare liberati, sono proprio il frutto di questa resistenza”.

Negli anni la richiesta di venire nel Casertano, tra le terre ubicate a Casal di Principe, Castel Volturno, Sessa Aurunca, dove si producono mozzarelle di bufala, olio, marmellate, è sempre aumentata. “Per ogni scout lavorare la terra su un bene confiscato è un’esperienza formativa unica – spiega Martino – poi quando tornano a casa iniziano a guardare anche i propri territori con occhi diversi”.

Oltre ai campi organizzati da Libera Campania da giugno ad agosto, altra importante iniziativa scout sulle Terre di don Diana è il cantiere nazionale in programma dal 29 agosto al 3 settembre, una serie di eventi e incontri in cui si ripercorreranno i 21 anni della morte del sacerdote simbolo della resistenza alla camorra.

“Gli scout hanno fatto ormai da anni una scelta di campo – spiega Gianni Solino, responsabile casertano di Libera – che è quella di stare dalla parte di chi combatte fenomeni come la criminalità organizzata. Una scelta che portano avanti con grande coerenza, affollando ogni estate i campi di lavoro”.

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