I versi della Carrozzella, Gennaro Morra presenta il suo libro giovedì 3 al Sottopalco del Teatro Bellini.

0
130

iversiella carrozzellaGiovedì 3 marzo 2016 alle ore 18.00 il Sottopalco del teatro Bellini, sito al civico 14 di via Conte di Ruvo, ospiterà la presentazione de “I versi della Carrozzella” di Gennaro Morra.

Sono stati invitati: l’attore, autore e scrittore Peppe Lanzetta, il cantautore (ex leader dei 24 Grana) e autore della prefazione del libro, Francesco di Bella, il giornalista Espedito Pistone.

L’attrice Mariella Lanzetta leggerà alcune poesie e un racconto.

La giornalista Cristina Abbrunzo modererà l’incontro.

Interventi musicali a cura del gruppo InternoZero.

Sarà presente l’autore.

Una vecchia canzone dice che “Le parole sono pietre”. Un’altra ci ricorda che “In un pugno può nascondersi una carezza”. Lo sa bene Gennaro Morra, scrittore, o per meglio dire “narratore di storie” come si definisce lui stesso.

Nel suo ultimo libro “I versi della carrozzella” le parole si colorano di tutte le tinte dell’animo umano, sapendo diventare pugni nello stomaco o balsamo da stendere su graffi e ferite.

Le ferite sono quelle inferte da una società che troppo spesso si rivela incapace di vedere, di guardare davvero un essere umano negli occhi, riconoscendogli il pieno diritto di essere nel mondo.

Geennaro_MorraDopo il suo romanzo d’esordio, “All’Ombra della grande fabbrica”, Gennaro Morra torna a scuotere la coscienza dei suoi lettori con una nuova impresa letteraria, dimostrando come la poesia possa rivelarsi, ieri come oggi, un potente strumento di protesta civile.

“I versi della carrozzella” strizza l’occhio, nel titolo, al celebre romanzo e all’omonimo film, che narra la vicenda umana di Che Guevara, prima che diventi il martire rivoluzionario consegnato alla storia e alla memoria dei posteri. Un Che appassionato e “umano, troppo umano”.

Parimenti Gennaro Morra, scrittore affetto da tetraparesi spastica, cresciuto all’ombra delle ciminiere dell’Italsider, che ammorbavano l’aria di Cavalleggeri, grande rione popolare partenopeo, fa i conti senza falsi moralismi e, con coraggio, con i propri mostri: li sfida e ne esce vincitore.

“Questa raccolta di poesie è una sorta di diario in versi, un viaggio negli ultimi vent’anni di vita – sottolinea Morra –. Ne viene fuori una visione del modo un po’ diversa, diretta conseguenza della mia condizione di disabilità, che mi costringe a vivere quasi tutto il tempo su una sedia a rotelle”.

I toni stilistici sono variegati: si passa dalla dolcezza di vere e proprie ballate amorose, alla rudezza di versi che non celano l’ingordigia dei morsi della carne, fino ad arrivare ad accenti rabbiosi e a tratti malinconici.

“Passione, ironia, rabbia e amore – spiega l’autore – costruiscono la cornice portante su cui poggia la mia tela poetica. In essa sarà possibile scoprire sfumature nuove, oppure realizzare che certi sentimenti sono vissuti alla stessa maniera, anche se non si ha l’anima imprigionata in un corpo che non obbedisce come dovrebbe ai comandi del cervello”.

L’italiano, caratterizzato da vette auliche e non prive di virtuosismi stilistici, in alcuni snodi sa cedere il passo all’immediatezza della lingua napoletana, riconoscendone la ricchezza insita e il rapporto di filiazione.

SCAMPOLI DI VITA

Gennaro Morra nasce nel 1972 a Napoli nel rione operaio di Cavalleggeri, al confine tra i quartieri di Bagnoli e Fuorigrotta.

Ben presto la forza della scrittura irrompe nella sua vita, rivelandogli la possibilità di condividere esperienze ed emozioni, narrando gli eventi del suo tempo e raccontandosi.

Forte del successo del suo romanzo d’esordio, questo libro di poesie arriva dopo una lunga gestazione durata ben sei anni, in cui Gennaro ha lasciato decantare dentro e fuori di sé frammenti di esperienze umane e artistiche.

La parola lo affascina al pari delle note. Nascono così le collaborazioni con gruppi come le Delirious Luminal, I Knockout e i Sula Ventrebianco.

Comun denominatore, la forza delle emozioni, in grado di salvare l’essere umano dall’abisso delle sue paure e della sua stessa potenza distruttiva e autodistruttiva.

Nel 2013 sale sul podio al secondo posto con il racconto erotico “Oggetto nelle sue mani” nell’ambito del concorso “Ame Erotique”. Nel 2014 arriva secondo nell’ambito del concorso letterario di short stories “Storie di caffè”, organizzato dalla casa editrice Mondadori in collaborazione con Autogrill, con il breve testo “Senza parole”.

Il 2015 per Gennaro è un anno nevralgico: infatti, oltre a concludere la stesura della sua raccolta di poesie, vince il primo premio nella seconda edizione del concorso “Urlo e non mi senti”, organizzato dall’associazione “Uniti per…” di Marcianise, con lo scritto “Il Miracolo”, e il premio letterario “Michele Sovente”, promosso dall’associazione Il Diario del Viaggiatore di Bacoli, con il racconto “Un inatteso scorcio d’estate”.

Impegnato socialmente, partecipa per tre anni consecutivi al memorial “La Guerra di tutti”, dedicato a Lino Romano, il giovane operaio ucciso brutalmente dalla camorra. A lui Gennaro dedica tre intensi racconti. Dal primo racconto, che dà il nome all’intera manifestazione, è stato tratto anche un corto, interpretato da Arduino Speranza, per la regia di Alessandro Derviso, che può essere visto al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=NscXMaBrfms

 

UNA LOCATION SUGGESTIVA PER I VARI VOLTI DELLA POESIA

Non è un caso che la presentazione si svolga negli spazi del “Sottopalco”, il più grande caffè letterario del Sud, ospitato all’interno del Teatro Bellini di Napoli. Questo spazio, che si propone come punto d’incontro tra vari linguaggi espressivi, aperto alle voci portatrici di una ventata di innovazione e coraggio, all’insegna dell’indipendenza di pensiero ed azione, nasce dal sodalizio tra la casa editrice di Scampia, Marotta&Cafiero editori, e la direzione del Bellini.

Uno spazio in cui gli organizzatori hanno deciso di “volare alto”, dando ospitalità ai vari volti della solidarietà e a tutti coloro che “escono fuori dal coro”.

La serata di giovedì 3 marzo avrà un’unica parola d’ordine: poesia.

Ed è linfa poetica quella che si ritrova nei versi di Gennaro, che scorre e si mescola ad altra poesia, questa volta in musica.

Si tratta delle power ballad del gruppo partenopeo InternoZero, in cui s’incontrano la grinta di Gianluca Aiello (batteria-percussioni e voce), il groove di Alex Vicedomini e Luigi Panico (chitarra), il ritmo di Giulio Gatto (basso) e la melodia di Rosanna Coppola (voce).

Un incontro di anime affini dove la musica, con il suo lento incedere, è in grado di cullare l’anima, evocando immagini, richiamando suggestioni e ricordi: esperienze condivise nascoste tra le pieghe della coscienza. L’anima vibra al pari delle corde della chitarra elettrica distorta, pizzicate sapientemente.

Per immergersi in anteprima nelle suggestioni de “I versi della Carrozzella” è possibile visitare il link https://www.youtube.com/watch?v=h0Dh32vQuN0

LASCIA UN COMMENTO