Inquinamento atmosferico, direttiva del parlamento Europeo, Pedicini (M5S): direttiva annacquata, privilegiati interessi delle lobby.

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pediciniIl voto di oggi del Parlamento europeo sulla nuova direttiva Ue relativa all’inquinamento dell’aria è la conferma che per l’Europa la salute dei cittadini viene dopo gli interessi delle lobby economiche.

Nonostante la commissione Envi ambiente e sanità e il M5s avevano proposto limiti molto più restrittivi in materia di emissioni inquinanti, la maggioranza degli eurodeputati dei vecchi partiti di centro, di destra e di sinistra ha deciso di non affrontare fino in fondo il drammatico problema dell’inquinamento atmosferico che, lo ricordiamo, ogni anno, provoca in Europa, oltre 400mila morti premature e causa di malattie e ricoveri ospedalieri. Dieci volte in più degli incidenti stradali”.

E’ questo il commento del portavoce del M5s, membro della commissione ambiente e sanità, Piernicola Pedicini, dopo le decisioni assunte oggi dal Parlamento europeo in seduta plenaria a Strasburgo.

“Se il Parlamento europeo avesse osato di più, – sottolinea Pedicini – introducendo dei limiti più elevati, si potevano ridurre, già da subito, circa 40mila morti all’anno e andare molto al di sotto della tragica soglia dei 200mila morti previsti nel 2030. In più, si sarebbe attenuato maggiormente il costo economico annuo causato dalla cattiva qualità dell’aria e dall’impatto sulla salute che secondo l’Oms (Organizzazione mondiale sanità) ammonta ad oltre 1.4 trilioni di euro per tutta l’Europa. L’Italia da sola potrebbe risparmiare almeno 7 miliardi di euro all’anno a partire dal 2025. Oltre ai danni devastanti alla biodiversità, alle colture agricole e agli edifici.

Un dato positivo – evidenzia il portavoce pentastellato – riguarda l’approvazione dell’emendamento presentato dal M5s che prevede l’istituzione di un organismo indipendente specializzato per condurre monitoraggi e revisioni dei programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico con l’obiettivo di valutare l’accuratezza delle informazioni e l’adeguatezza delle politiche e delle misure in essi contenute. Tutto questo per evitare situazioni come quella che si è creata per lo scandalo della Volkswagen che manipolava i dispositivi di controllo delle emissioni delle proprie autovetture per migliorarne i risultati.

L’Unione europea – conclude Pedicini – deve decidere, se vuole continuare a favorire gli affari di pochi oppure vuole tutelare la salute di centinaia di milioni di europei, se vuole avere delle norme comunitarie peggiori di quelle cinesi oppure diventare un esempio positivo. Questa non è una lotta tra affaristi e ambientalisti, tra industriali e agricoltori, questa è una questione di civiltà che riguarda tutto il Pianeta e il futuro dei nostri figli”.

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