Istat, Noi Italia, Ambiente e Popolazione, nel 2014 gli italiani si sposano di meno e producono meno rifiuti.

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noi_italia_2015Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo“, giunto alla settima edizione, offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.

Ambiente

Nel 2013 il verde urbano rappresenta il 2,7% del territorio dei comuni capoluogo di provincia, lo 0,7% in più dell’anno precedente. Complessivamente si tratta di oltre 577 milioni di m2 pari a 32,2 m2 per abitante.
Nel 2013 sono stati raccolti 491,3 kg di rifiuti urbani per abitante, circa 12,5 kg in meno rispetto all’anno precedente. A livello territoriale, le maggiori quantità di rifiuti urbani si raccolgono nelle regioni del Centro Italia.
Per lo smaltimento dei rifiuti, l’Italia si colloca molto al di sopra della media europea, con circa 215 kg per abitante. Nel 2013 viene smaltito in discarica il 36,9% dei rifiuti raccolti sul territorio nazionale ma il trend è discendente (-2 punti percentuali sul 2012).
Il 42,3% dei rifiuti urbani viene avviato a raccolta differenziata (+2,3 punti percentuali rispetto al 2012). A livello territoriale persistono forti differenze, il Nord-est detiene il primato con il 58,8%.
Nel 2014 il 34,4% delle famiglie italiane segnala problemi relativi all’inquinamento dell’aria nella zona di residenza e il 18,4% lamenta la presenza di odori sgradevoli. Nel 2013 il verde urbano rappresenta in media il 2,7% del territorio (oltre 577 milioni di m2) dei comuni capoluogo, pari ad una disponibilità di 32,2 m2 per abitante. Quasi il 16% della superficie comunale è inclusa in aree naturali protette.

Popolazione
La dinamica demografica nel 2013 si assesta sui ritmi degli anni precedenti. A livello europeo, l’Italia si conferma il quarto paese per importanza demografica dopo Germania, Francia e Regno Unito.

Nel 2013 la vita media delle donne è di 84,6 anni, quella degli uomini di 79,8 anni, tra le più lunghe dell’Unione europea.
Al 1° gennaio 2014 in Italia ci sono 154,1 anziani ogni 100 giovani. La Liguria si conferma la regione più anziana, mentre la Campania è la regione più giovane. In Europa solo la Germania presenta un indice di vecchiaia più accentuato (158,4).
Al 1° gennaio 2014 l’indice di dipendenza raggiunge il 54,6%. Questo indicatore, dato dal rapporto tra la popolazione residente in età non attiva sulla popolazione in età lavorativa, fornisce una misura del grado di dipendenza economico-sociale tra le generazioni dentro e fuori il mercato del lavoro. L’Italia si conferma tra i paesi a più alto carico strutturale, dopo la Francia e i paesi scandinavi (dati 2013). Sul territorio nazionale, il valore più basso si registra nel Mezzogiorno (51%), quello massimo nel Nord-ovest (57,2%).

Il valore negativo del tasso di crescita naturale colloca l’Italia agli ultimi posti in ambito europeo, ma con valori superiori rispetto a Germania, Portogallo e Grecia. Viceversa, l’andamento della crescita migratoria conferma l’Italia tra i paesi con maggiore forza attrattiva, come i principali paesi di antica adesione quali, tra gli altri, Regno Unito e Germania.

Nel 2013 diminuiscono le celebrazioni di matrimoni (3,2 ogni mille abitanti), un trend comune a tutti i paesi europei. Nel Mezzogiorno ci si sposa di più che nel Centro-Nord (3,8 a fronte di 2,9 per mille) mentre il Nord-ovest presenta la quota maggiore di unioni celebrate con rito civile (55,3%). L’Italia presenta una bassa incidenza di divorzi (0,9 ogni mille abitanti nel 2012); a livello europeo, solo l’Irlanda registra valori inferiori. Tuttavia, lo scioglimento per via legale delle unioni è in tendenziale crescita: tra il 2000 e il 2012 le separazioni sono aumentate del 22,7% e i divorzi del 36,6%.
L’invecchiamento della popolazione e i mutamenti socio-demografici hanno ampliato l’incidenza delle famiglie unipersonali nell’ultimo decennio, sono ormai il 31,2% del totale (24,9% nel 2001, dati censuari).

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