Legalità, firmato protocollo di intesa tra Prefettura di Caserta e Confindustria.

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confindustria casertaE’ stato firmato oggi in prefettura a Caserta il protocollo di legalità tra l’ente territoriale di Governo e Confindustria Caserta che, sulla scorta del protocollo nazionale firmato nel 2010 e aggiornato nel 2014, “estende – spiega il prefetto Carmela Pagano – il regime normativo delle cosiddette ‘cautele antimafia’ al mondo dei contratti di lavoro, per forniture e servizi in ambito privato”.

Con una innovazione rappresentata dal “settimanale di cantiere”, strumento che permetterà a Prefettura e forze dell’ordine di seguire la “vita” dell’appalto anche dopo l’aggiudicazione grazie all’obbligo dell’azienda che aderirà al protocollo di comunicare dati sensibili relativi ad ogni aspetto dell’affidamento, anche quelli concernenti la regolarità dei rapporti di lavoro o, per esempio, il rispetto della normativa ambientale.

Per il presidente di Confindustria Luciano Morelli, “il sistema che si verrà a creare favorirà le aziende sane, molte delle quali ci chiedono da tempo, per poter investire sul territorio, di introdurre strumenti in grado di aumentare i controlli specie nei settori dei subappalti e delle forniture”. Erano presenti oggi in conferenza stampa i rappresentanti provinciali della forze dell’ordine e i segretari generali di Caserta dei sindacati confederali, il sostituto Giuseppe Orsi della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere mentre dalla Procura di Napoli Nord che a sede ad Aversa non è arrivato alcun rappresentante in segno di lutto per quanto accaduto al pm Bisceglia.

“Nel Casertano – ha affermato Orsi – c’è una maggiore sistematicità della criminalità economica rispetto al territorio napoletano per cui quanto prevede il protocollo è necessario”.

Nei casi di appalti pubblici non cambierà nulla, in quanto le stazioni uniche appaltanti continueranno a richiedere i certificati antimafia alle aziende che partecipano alle gare e quest’ultime si rivolgeranno alla prefettura prima di poter concorrere. Ciò che cambierà, invece, è il sistema di controlli successivi all’aggiudicazione dell’appalto, che riguarderà sia i lavori pubblici che quelli affidati dai privati.

L’adesione al protocollo è volontaria ma già ci sarebbero numerose aziende pronte ad aderirvi. Coloro che lo faranno dovranno comunicare a Confindustria i dati dei fornitori e dei subappaltatori cui ricorrono; l’associazione datoriale trasmetterà i dati alla Prefettura che li analizzerà e prenderà gli opportuni provvedimenti antimafia. Il sistema dunque, una volta a regime, permetterà di creare una banca dati che dovrebbe mettere al sicuro le “aziende pulite” dai rischi di imbattersi in subappaltatori o altri interlocutori economici collusi.

Le aziende che aderiranno verranno inserite anche nella “white list” di Confindustria e potranno concorrere per gli appalti pubblici. Entro una settimana la Commissione per le legalità prevista dal protocollo, composta da rappresentanti della Prefettura e dell’associazione degli imprenditori, emetterà le linee guida per l’attuazione del piano. (ANSA).

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