Lettieri all’ANSA: nel 2016 mi ricandiderò, disposto anche a correre da solo. Niente primarie, non sono adatte all’Italia. Il Consiglio Comunale è un mercato delle vacche.

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Comuni: Napoli; Lettieri,Consiglio come mercato delle vaccheGianni Lettieri si ricandiderà nel 2016 a sindaco di Napoli, “a prescindere dai partiti” e “ripartendo dal basso”, alla guida di un movimento civico.

“Altri hanno considerato Napoli solo come un trampolino di lancio, io intendo restare concentrato qui 10 anni per risolvere i problemi della città. Vorrei una Napoli con la stessa funzionalità di Milano, e in più il mare”. L’annuncio nel corso di un forum nella sede ANSA della Campania.

Lettieri perse quattro anni fa la sfida con de Magistris: “Ma ottenni quattromila voti in più dei partiti della coalizione. La sconfitta dipese da una serie di fattori indipendenti dalla mia persona, cominciando dalla scelta dell’Udc e del Terzo polo che non mi sostennero perché la priorità di quei partiti era mandare a casa Berlusconi. Chiamai anche Casini, ma fu inutile”.

Ora invece l’imprenditore napoletano – protagonista del salvataggio di Atitech, l’ex azienda di manutenzione di Alitalia che si candida a diventare, in joint venture con Alenia, polo internazionale del settore – è convinto di potercela fare.

“Non mi interessa andare a Roma o a Bruxelles, né tantomeno lo stipendio da sindaco che intendo distribuire. Sono stufo, non mi rassegno al declino della città. Non è che io voglia a tutti i costi fare il sindaco: se si fa avanti qualcuno con un progetto che mi piace sono pronto a farmi indietro e ad appoggiarlo. Ma sono convinto di avere soluzioni valide per tutti i problemi della città”. Esempio: la sicurezza? “Due-trecento vigili urbani che non si occupino di multe e traffico ma affianchino nel presidio del territorio le forze dell’ordine, il cui numero da solo è insufficiente”. Lo sviluppo? “Napoli deve vivere tutto l’anno di terziario e turismo, impossibile pensare a un futuro con nuove attività industriali”.

Accetterebbe di correre in ipotetiche primarie del centrodestra? “L’Italia non è un Paese per le primarie”. Una cosa è certa: per ora Lettieri non intende parlare di alleanze.

“Non esistono cose di destra o di sinistra, ma solo soluzioni buone o cattive. Non ho discusso della mia candidatura con i partiti e non intendo farlo. Non mi interessa parlare di coalizioni ma di soluzioni per il bene della città”. Anche perchè “è difficile, oggi, che un candidato dei partiti possa convincere l’elettorato. Occorre ripartire dal basso, da chi a cuore Napoli e da coloro che ‘buttano il sangue’ ogni giorno: gli imprenditori, le categorie professionali, gli artigiani e tanti cittadini”. Sarebbero queste le energie che Lettieri vorrebbe al suo fianco – cominciando da una lista civica – per la corsa a palazzo San Giacomo e, in caso di vittoria, per la guida della città. (ANSA).

“Una volta in Consiglio comunale c’erano docenti, medici, avvocati, ci si faceva eleggere per passione politica e non per guadagnare 1200 euro al mese. E’ la legge a essere sbagliata: il risultato è che oggi il Consiglio è come un mercato delle vacche, con de Magistris che per mantenere la maggioranza distribuisce prebende e favori a destra e sinistra”. Sferzante il giudizio che Gianni Lettieri, leader dell’opposizione, riserva all’assemblea cittadina in cui siede da quattro anni.

Rispondendo alle domande dei giornalisti dell’ANSA, durante un forum nella sede della Campania, Lettieri ironizza: “Per uno che fa la mia attività stare in Consiglio è deprimente. Se non hai le spalle larghe, quando esci da lì devi andare due giorni dall’analista”. La colpa di tutto ciò, secondo l’imprenditore e presidente di Fare Città, è anzitutto del sindaco: “Ha ridotto l’assemblea a un organo consultivo non obbligatorio. Lui decide con tre o quattro fidati nel chiuso di una stanza, poi si va in aula solo per la ratifica svilendo il ruolo democratico e rappresentativo del Consiglio”. (ANSA).

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