Libero, dossier del Comune di Napoli, su 2000 vigili urbani oltre la metà "inabile" al lavoro su strada.

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Il quotidiano “Libero” ha pubblicato la notizia di un dossier prodotto dal Dirigente dell’Ufficio Legale del Comune di Napoli Francesco Maida e consegnato al Sindaco De Magistris, all’Assessore al Personale Moxedano ed al Capo di Gabinetto Auricchio (l’ex colonnello dei Carabinieri impegnato a raccogliere le intercettazioni telefoniche di Calciopoli nel 2006), secondo il quale, su quasi 2.000 vigili urbani, ben 1.100 di questi svolgono mansioni non stradali perchè ritenuti inabili a svolgere servizio su strada. La cosa paradossale è che tra i vigili inabilice ne sono anche di assunti appena 4 anni fa, praticamente assunti da inabili.

Le cause di tale inabilità variano dall’esaurimento nervoso, al disagio acustico, alle dermatiti da contatto, da situazioni familiari complicate (familiari da accudire) e chi invece ha incarichi sindacali, e così via.

Facendo un rapido conto, il 60% dei vigili urbani di Napoli non è su strada. Ma degli altri 900 che dovrebbero essere in strada sempre secondo il dossier dell’Ufficio Legale, capita che ne stiano effettivamente in strada appena 200 (addirittura 180 l’1 maggio scorso, con il traffico cittadino in tilt).

Non sono mancate le reazioni al dossier dell’Ufficio Legale, se da un lato la CGIL ne contesta i contenuti, dall’altro l’opposizione fa sentire la sua voce, per bocca di Gianni Lettieri, candidato del centrodestra nel 2011.

Secondo Lettieri, per il quale il Sindaco è il principale responsabile di questa situazione, essendo come l’amministratore delegato di un’azienda, il problema nasce dall’allontanamento dell’ex Comandante della Polizia Municipale, l’ex Generale dei Carabinieri Sementa, da quel momento sarebbe cominciato il caos. Al posto di Sementa infatti non è subentrato un nuovo comandante ma una specie di triumvirato composto da tre alti dirigenti comunali, tra cui lo stesso Maida, colui che ha prodotto il dossier.

Che recita “Troppe zone d’ombra; ci siamo accorti che nella dura gestione della realtà quotidiana sani principi istituzionali si sono trasformati in sacche paludari dove ognuno ha trovato la personale soluzione ai propri problemi che hanno prevaricato e condizionato le superiori esigenze del servizio da offrire alla nostra città.” e parla di “cattiva ed erronea interpretazione degli istituti contrattuali che regolano il salario accessorio e l’attività dei dipendenti a cui si sono aggiunte fasi di lassismo e protezionismo di varia natura e genere”.

Si attendono le contromisure del Comune, con ogni probabilità molte di queste persone verranno impiegate in altri settori.

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