Linux-Windows, il Comune di Napoli smentisce.

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microsoft_vs_linux-893x354da Fanpage.it, pubblichiamo la smentita del Comune di Napoli in merito alla notizia sull’abbandono della piattaforma operativa open source Linux in favore di quella proprietaria Microsoft Windows

Il Comune di Napoli attraverso il suo ufficio stampa veicola una nota firmata dal coordinatore del suo Servizio sistemi informativi,  Luigi Loffredo, in riferimento al mio articolo sul software proprietario Microsoft installato su computer comunali, in sostituzione del sistema open source Linux Ubuntu, adottato a suo tempo dall’allora amministrazione Iervolino. Della storia, complessa e non ancora del tutto chiusa, della gestione del parco pc dell’Ente, ho scritto nel precedente articolo cui,  una settimana dopo la pubblicazione, l’Amministrazione di Luigi de Magistris ritiene di dover rispondere .

Si tratta di una replica molto lunga, a tratti stupefacente per la veemenza e che abbraccia, non si sa bene a che scopo, temi assolutamente non citati nell’articolo (wifi, software di bilancio , risparmi eccetera). Il dirigente informatico del Comune addirittura ipotizza che il mio precedente articolo «con le sue inesattezze, abbia anche prodotto un ingiusto danno d’immagine alla città e all’amministrazione de Magistris, lasciando intendere che il Comune vada oggi verso un aumento della spesa informatica». Se ne deduce che il dirigente Luigi Loffredo ritiene  – non si sa bene a che titolo – che chi  scrive potrebbe eventualmente essere citato legalmente per aver procurato, a mezzo stampa, danni alla sua città. Su questo occorrerà capire cosa ne pensa la giunta De Magistris e se il sindaco concorda con questa idea.

Ancora: il coordinatore del servizio informatico comunale nella sua lunga e barocca replica si erge a difensore dei dipendenti comunali tutti, in special modo confutando un passaggio del pezzo, ovvero quando, nel pieno esercizio del diritto di critica del giornalista, venivano citati i malcontenti che illo tempore accompagnarono il passaggio da Windows a Ubuntu. Malcontenti che chi ha seguito quella fase da cronista (ma ci sono anche numerosi consiglieri comunali dell’epoca che possono testimoniare) non può non ricordare.

Luigi Enrico Loffredo, nato e residente a Genova (come da curriculum sul sito internet del Comune) nel 2008 vincitore di concorso per 17 posti di dirigente al Comune di Napoli non è un esperto informatico né di software a codice aperto. Questo è almeno quanto racconta proprio il suo curriculum, pubblicato sul sito del Comune partenopeo: è un laureato in Scienze Politiche con la seguente competenza in ambito informatico: «Uso del personal computer, con particolare riferimento ai programmi di videoscrittura (Word), windows 2000, posta elettronica ed internet».

Eppure è forse anche un esperto in giornalismo poiché la sua lezione, contenuta nella “chiusa” del suo lungo sfogo avallato dall’ufficio stampa del Comune a Fanpage.it è così messo nero su bianco: «Interpellando le fonti dirette, il giornalista avrebbe potuto assicurarsi agevolmente anche queste informazioni, che ovviamente gli avrebbero fornito un quadro differente, più completo e corretto». Ignorando che chi scrive ha assolutamente interpellato fonti. Nel caso in questione fonti dirette, confidenziali e verificate com’è, fortunatamente, ancora diritto dei giornalisti in Italia, ricevendo in cambio numerosi attacchi attraverso Facebook da taluni staffisti del sindaco De Magistris.

Riportiamo in calce la replica del dirigente, ribadendo la veridicità di quanto scritto in precedenza: negli ultimi anni l’amministrazione comunale di Napoli, per una serie di motivi spiegati già nel precedente articolo ha installato sistemi operativi marca Microsoft al posto di quelli Linux. Stando alle fonti interpellate da Fanpage.it numerose sostituzioni di software sono avvenute negli uffici di via Verdi, sede del Consiglio comunale lì dove per lo più ci sono gruppi politici, e si utilizza soprattutto il pacchetto Office. Cosa accadrà quando scadranno queste licenze Microsoft? Saranno rinnovate? Si tornerà di nuovo a Linux?

C’è dell’altro in questa storia: da qualche tempo è scaduta la convenzione con la ditta esterna di manutenzione del parco macchine e il Comune, riferiscono alcuni dipendenti, è stato anche in  ”affanno” nella gestione dei terminali prima che subentrasse il periodo di ferie. “Voci di dentro” a palazzo San Giacomo riferiscono che è proprio quella, oggi, la vera partita: la gestione. Una “corrente” comunale vorrebbe rifare la gara per riaffidare a competenze esterne il lavoro e un’altra “corrente” che vorrebbe invece internalizzare totalmente la manutenzione dei computer comunali e relative reti.

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