La Luisa Miller di Verdi in scena al San Carlo da martedì 5.

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1935778053-Luisa-1Dopo il grande successo al Festival di Primavera di Budapest, dove il raffinato pubblico del Béla Bartók Concert Hall ha accolto con una standing ovation Orchestra e Coro del Massimo napoletano per l’esecuzione di Luisa Miller di Giuseppe Verdi in forma di concerto, da martedì 5 maggio ore 20. 30 – e in replica tutti i giorni fino al 10 maggio – l’opera scritta da Verdi proprio per il Lirico di Napoli arriva anche al San Carlo.

La forma scenica del capolavoro verdiano avrà la regia di Andrea De Rosa, tra i più apprezzati registi della sua generazione, le scene di Sergio Tramonti, premio Abbiati 2012 per Cavalleria Rusticana, e i costumi di Alessandro Lai che il pubblico napoletano ha già avuto modo di applaudire per gli splendidi costumi de La traviata nel 2012.

«Nell’affrontare la regia dello spettacolo- spiega Andrea De Rosa – ho sentito con forza l’esigenza di raccontare questa storia avvicinandola a noi. Il sopruso compiuto attraverso l’illegalità, il delitto, l’inganno, l’umiliazione, la forza, la costrizione e la paura sono le armi di cui il Conte e il suo fido Wurm si servono per raggiungere i propri scopi. Dovendo scegliere – continua il regista – tra la possibilità che questa storia ci parlasse di noi dalla lontananza dei tempi, come i classici sempre fanno, e quella di schiacciarla nella prospettiva dell’attualità, certamente più ristretta ma proprio per questo decisamente più a fuoco, ho scelto senza esitazioni la seconda via, sperando che l’indignazione per la morte della giovane Luisa e del suo amato Rodolfo possano richiamare, anche solo per un attimo, la memoria delle tante vittime della violenza che le nostre terre hanno mietuto».

In questo contesto si inserisce il lavoro dello scenografo Sergio Tramonti che ha immaginato e realizzato perLuisa Miller uno spazio apparentemente semplice ed essenziale ma che in realtà si fa via via più stringente intorno alla protagonista fino quasi a diventare claustrofobico.

Parallelamente i costumi di Alessandro Lai sono abiti contemporanei nei quali gli artisti possono muoversi con agilità ed esprimersi senza essere obbligati alla rigida gestualità di un’altra epoca. Nella reinterpretazione di Lai anche gli abiti degli artisti del Coro, firmati da Martino Midali storico brand di Moda femminile che per la prima volta veste l’opera.

La parte musicale vedrà sul podio, così come in tournée, alla guida di Orchestra e Coro di casa, il giovane e talentuoso Daniele Rustioni, trentaduenne milanese già affermato e con alle spalle una carriera internazionale, adesso al suo debutto al San Carlo.

«Con Luisa Miller– afferma il direttore – non siamo più di fronte al primo Verdi, ma ci troviamo già al cospetto di un compositore che si avvia alla maturità e che di lì a poco avrebbe composto la “trilogia popolare”. Nella “Luisa” c’è già molto ritmo teatrale, è un’opera ricca di numeri chiusi, di duetti, terzetti, quartetti, e diventa essenziale curare il tempo dei recitativi e le connessioni con le arie, una bella sfida».

Il cast vocale sfoggia i soprani Elena Mosuc Julianna di Giacomo nei panni di Luisa, Rodolfo avrà la voce diGiorgio Berrugi e Luciano Ganci, Federica sarà interpretata da Nino Surguladze e Martina Belli, István Kovács Dario Russo saranno impegnati nel ruolo del Conte di Walter, Marco Spotti Felipe Bou in quello di Wurm, mentre nei panni di Miller ci saranno Vitaliy Bilyy e Claudio Sgura.

Melodramma tragico in tre atti su libretto di Salvatore Cammarano dal dramma Kabale und Liebe (Amore e raggiro) di Schiller, Luisa Miller, composta per il Teatro di San Carlo, vide la sua prima assoluta al Massimo Napoletano l’8 dicembre 1849.

Considerata la chiave di volta nella carriera di Verdi, Luisa Miller è l’anello di congiunzione con cui il genio di Busseto entra nella sua piena maturità artistica e getta un ponte tra le opere giovanili e la cosiddetta trilogia popolare. Una nuova suggestione melodica si fa strada, in cui Verdi declina amore, vendetta, desiderio di potere, affetto filiale, insomma tutte le passioni umane che prendono così il posto centrale precedentemente riservato alla descrizione dell’evento storico. Anche l’orchestrazione si fa più raffinata che in passato, il recitativo più incisivo, e va maturandosi l’equilibrio esatto fra musica e azione.

 

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