Marsiglia (Federpetroli Italia): Iran comunque membro Opec. Manca Strategia Energetica Nazionale. Il referendum sulle trivellazioni farà chiarezza.

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Pres_Marsiglia_sedeitaliaIl presidente di FederPetroli Italia Michele Marsiglia ha commentato all’Agenzia Giornalistica Repubblica (Agir) la situazione relativa al mercato del petrolio e la visita del Capo dello Stato iraniano Rohani in Italia, affrontado poi il problema della mancanza di una strategia energetica nazonale e chiudendo sull’unico refrendum che la Corte Costituzionale ha ammesso sulle trivellazioni.

“Anche se il greggio iraniano è un ottimo prodotto per le raffinerie italiane ed europee, per noi la situazione è ancora da osservare con la massima cautela. Sicuramente ci sarà maggior prodotto sul mercato visto la fine delle sanzioni all’Iran ma bisogna anche tenere in considerazione che la Repubblica iraniana è membra dell’Opec e quindi soggetta ad una politica di output in condivisione con l’Organizzazione viennese. Sicuramente la visita del Presidente iraniano Rohani in Italia, darà degli indicatori geopolitici che si potranno analizzare di riflesso sul mercato europeo dell’energia”.

“Per noi”, continua Marsiglia,  “non esiste una Strategia Energetica Nazionale (S.E.N.) e dalla lontana bozza presentata dal Ministro Corrado Passera non si è mai riusciti a condividere una linea politica chiara e decisa. Uno stato che manca di Politica Energetica è privo di gran parte di sviluppo industriale, considerando che l’energia condiziona gran parte dell’industria e di tanti altri campi. Come FederPetroli Italia abbiamo sempre sponsorizzato una ridefinizione di Strategia Energetica Nazionale in condivisione con le politiche e la road-map dell’Unione Europea e dell’Energy Union. Il fabbisogno è quello di analizzare tutta la filiera del Mondo energetico del nostro Paese e di favorire una condivisione tra Stati, analizzando il ruolo strategico dell’Italia come punto focale del Mediterraneo. Importante è il ruolo che rivestono le importazioni di energia nel nostro Paese”.

“Il referendum? Senza alcun dubbio è politica, ma come più volte FederPetroli Italia ha ribadito, siamo sempre stati contrari allo Sblocca Italia e potrà sembrare strano:  favorevoli al Referendum. In Italia la presenza di idrocarburi Offshore ed Onshore è ormai certa e testimoniata dalle scoperte e da quei piccoli pozzi che oggi sono in produzione. Trovandoci in una terra bagnata dal mare, la presenza di Gas Metano nel bacino marino è indicatore fondamentale per le riserve di idrocarburi, Il problema non è solo da vedere in trivella si, trivella no, la problematica è ben più radicata in un mancato dialogo di “alcune società” dell’indotto con il territorio e con la Pubblica Amministrazione locale (Regioni, Provincie e Comuni). FederPetroli Italia ha fatto sempre del dialogo e confronto con la pubblica opinione un punto di forza fondamentale allo sviluppo industriale e alla compartecipazione delle Comunità locali nei Progetti petroliferi/energetici. Ovviamente Sblocca Italia ha voluto “con una prepotenza legislativa” emarginare le Regioni da qualsiasi tipo di opinione e coinvolgimento: il risultato e stato una stallo di parte di economia e imprenditorialità petrolifera e la nascita di slogan come Trivelle SI e Trivelle NO. Era inevitabile ma se anche un quesito referendario può contribuire ad un  maggiore rispetto tra le parti, ben venga!”.

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