Misurata energia del sole, immutata da 100.000 anni. Il sole è una grande centrale a fusione nucleare.

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Per la prima volta è stata misurata in tempo reale l’energia che fa brillare il Sole. L’esperimento, condotto in Italia e pubblicato sulla rivista Nature, è riuscito in un’impresa quasi impossibile perchè ha eseguito la misura ‘inseguendo’ le particelle più sfuggenti e inafferrabili finora note, i neutrini solari. L’esperimento internazionale, chiamato Borexino, è stato condotto sotto 1.400 metri di roccia, nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso (Lngs) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

I dati che per primi hanno misurato l’energia prodotta dal Sole nel momento stesso in cui viene generata indicano inoltre che questa è in perfetta corrispondenza con quella prodotta 100.000 anni fa. I dati provano inoltre che ”il Sole è una grande centrale a fusione nucleare”, osserva Gianpaolo Bellini, dell’Infn, uno dei padri dell’esperimento Borexino, al quale oggi l’Europa (con (Italia, Germania, Francia, Polonia), partecipa con Stati Uniti e Russia. Il motore energetico che alimenta il Sole è la catena di reazioni nucleari fra due nuclei di idrogeno: questa è la reazione iniziale del ciclo di fusioni nucleari che produce complessivamente circa il 99% dell’energia solare. Produce anche il flusso di neutrini misurato nell’esperimento Borexino.

E’ una misura difficilissima da rilevare, osserva Bellini, perchè i neutrini non interagiscono con la materia, tanto che ogni secondo fino a 60 miliardi di queste particelle attraversano la punta di un dito senza lasciare traccia del loro passaggio. Per questo, prosegue il fisico, i neutrini impiegano solo pochi secondi ad uscire dal Sole e otto minuti per raggiungere la Terra. Riuscire a misurarli senza alcun disturbo (in un ‘isolamento’ garantito dai 1.400 metri di roccia del Gran Sasso) ha permesso di misurarne esattamente il flusso e di calcolare la quantità di energia prodotta nel cuore del Sole.

In passato l’energia solare è stata misurata utilizzando le particelle di luce (fotoni), ma i dati si riferivano alle reazioni avvenute 100.000 anni fa. Questo è infatti il tempo che i fotoni impiegano per attraversare il Sole.
L’esperimento ha infine permesso di conoscere più da vicino i neutrini, con le tre famiglie cui appartengono (elettronici, mu e tau) e la capacità di trasformarsi assumendo l’identità di una qualsiasi delle famiglie. Questo fenomeno è stato osservato in passato nei Laboratori del Gran Sasso nel momento in cui i neutrini interagiscono con la materia e adesso l’esperimento Borexino lo ha visto per la prima volta mentre avviene nel vuoto. (ANSA)

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