La Notte del Lavoro narrato, giovedì 30 a Portici.

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2015428184334dl“L’Italia del barista e della scienziata, dell’artigiano e dell’impiegata, del musicista e dell’operaia, del ferroviere e dell’apicultore, della maestra e del maker, dello startupper e del meccanico, l’Italia fatta di donne e uomini normali” si riunirà per riconoscersi, darsi un volto, una voce, per dare un senso al proprio mestiere, costruire un futuro credibile e rigoglioso al nostro Paese. Stando insieme, portando ciascuno il proprio mattoncino utile alla costruzione di un nuovo rinascimento. Raccontare “l’Italia che crede nel lavoro come identità, dignità, diritti, responsabilità, autonomia, futuro e dunque non lo considera soltanto un mezzo, una necessità, ma anche un fine, una possibilità”: così recita il manifesto de “La notte del lavoro narrato”, evento nazionale nato da un’idea del sociologo Vincenzo Moretti e giunto quest’anno alla sua seconda edizione.

Giovedì 30 aprile in tutta Italia, alla stessa ora, in un fablab, una libreria, una biblioteca, un campo di grano, una bottega, un’associazione, una scuola, un circolo culturale, un caffè letterario, a casa propria ci si riunirà per condividere, tramandare, cantare storie di lavoro ben fatto, ovvero realizzato con intelligenza, qualità, professionalità, conoscenza, per promuoverne il valore, la bellezza, l’importanza per la propria identità e dignità.

A Portici, patrocinato dal Comune di Portici, l’evento sarà organizzato dall’associazione culturale BLab – già tra gli organizzatori dello scorso anno – insieme con il Portici Science Cafè e il Comitato Beni Comuni di Portici e si svolgerà, a partire dalle ore 20, al Fabric (via Bellucci Sessa 22, Portici – Na), pregevole esempio di ex nastrificio recuperato a nuova destinazione nel cuore storico della cittadina vesuviana, e sarà animato dagli interventi di chi vorrà raccontare la propria storia di lavoratore che impiega, con orgoglio e passione, testa, mani e cuore in ciò che fa, con la partecipazione illustre degli attori Antonello Cossia e Enzo Salomone, il gruppo musicale dei Sineterra, il duo “Davide Costagliola meets Floriana Cangiano”, il Roberto Ormanni Quartet, i chitarristi Fabrizio Alessandrini e Gaetano Munno.

L’Italia del lavoro ben fatto chiama, Portici con entusiasmo risponde. “Saremo certamente più di mille, in Italia e in Europa, le narratrici e i narratori che la sera del 30 Aprile 2015 racconteremo il lavoro – annuncia il sociologoVincenzo Moretti -. Il lavoro nostro, quello dei nostri padri, delle nostre madri e dei nostri nonni, quello dei personaggi dei racconti, dei romanzi, delle canzoni, dei fumetti, dei film che più abbiamo amato, quello delle nostre terre e quello delle terre che ci erano straniere e poi sono diventate nostre, perché anche questo siamo stati, con poca o tanta nostalgia, un popolo di migranti, ed è bene non dimenticarlo”.

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